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Comincia a delinearsi il futuro dell’ex Vela

Il progetto di massima prevede un percorso ricreativo ciclabile a fruizione pubblica, delle schermature a verde e un parco fotovoltaico

Comincia a delinearsi il futuro dell’ex Vela
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Si comincia a intravedere il futuro dell’ex Vela di Corte Franca, che stando ai primi rumors rinascerà come un "Industry park" a impatto zero e con chilometri di piste ciclopedonali.

Comincia a delinearsi il futuro dell’ex Vela

I dettagli non sono molti al momento, dato che non c’è ancora un progetto vero e proprio per il sito dismesso da 171mila metri quadrati dove fino al 2014 si producevano laterizi. Ma dal concept ideato dalla Smart Development Milano Srl, la società a responsabilità limitata che si occupa di sviluppo di progetti immobiliari che si è aggiudicata l’area dismessa dell’ex Vela per 9,4 milioni di euro al termine della settima asta, e dai rendering circolati nei giorni scorsi ci si può fare già un’idea di quanto potrebbe venire realizzato a tra Borgonato e Nigoline, lungo l’arteria che collega Iseo a Rovato.

Il progetto di massima, redatto da Icm Industrial construction Management di Verona, prevede tra le altre cose un percorso ricreativo ciclabile interno a fruizione pubblica, delle schermature a verde per nascondere gli edifici e separarli dalla strada, e parcheggi "in green block per ridurre al minimo l’effetto isola di calore". Gli edifici avranno grandi aperture "per sfruttare al massimo la luce naturale", mentre un grande parco fotovoltaico installato sulle coperture permetterà di ridurre al minimo la richiesta energetica.

"Tutto il district - si legge ancora nel progetto - sarà certificato a garanzia dell’attenzione alle tematiche ambientali, di benessere e di riduzione di immissione di anidride carbonica".

L’azienda aveva già preso contatti sia con l’Amministrazione comunale che con alcune realtà imprenditoriali della Franciacorta per sondare il terreno sull’interesse presente in vista della riconversione del sito, che però non si sa ancora se avrà una vocazione produttiva, logistica o commerciale.

"Non è nulla di ufficiale, sono dei rumors che non ci sono stati presentati ufficialmente - ha spiegato il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici di Corte Franca, Lorenzo Olivero - A noi sono stati inviati in maniera informale e senza che si sia avviato alcun tipo di discussione. Ci sono stati un paio di incontri conoscitivi con l'impresa immobiliare che ha vinto l’asta, ma non c’è ancora nulla di approvato o discusso. Aspettiamo di vedere delle proposte concrete, perché finora c’è stato solo un passaggio interlocutorio".

Il Comune di Corte Franca, che è in fase di revisione del Pgt, ancora prima dell’ultima asta aveva approvato in Consiglio comunale un documento che delineava alcune linee guida da seguire in vista della riconversione del sito. Tra queste si parlava di creare un’area "di salvaguardia a protezione del reticolo idrico minore, la realizzazione di un corridoio ecologico per connettere le frazioni di Borgonato e Nigoline e la formazione di un percorso cilopedonale".

Per portare avanti la riqualificazione l’azienda dovrà presentare un piano attuativo per l’ex Vela. Nel frattempo, però, gli ambientalisti si stanno già muovendo e sono allerta.

"L’area da 17 ettari dovrebbe ospitare uno stuolo di capannoni - ha evidenziato Silvio Parzanini, presidente del circolo Legambiente Franciacorta - Noi intendiamo promuovere tutte le iniziative possibili affinché invece vi si realizzino anche interventi utili e necessari per la Franciacorta e le sue esigenze socio culturali. Il Ptra prevede che quest’area sia considerata a livello sovra comunale e conseguentemente il piano di intervento sia condiviso con Regione, Provincia e Comuni riuniti nell’associazione Terre di Franciacorta. Come fatto per la Concert Hall di Erbusco perseguiremo la strada maestra del sostegno unitario dei cittadini, dei portatori di interessi e dei sindaci per tutelare il bene della Franciacorta facendo leva anche sul rivisto articolo 9 della Costituzione, che tutela ambiente e paesaggio e che prevede la prevalenza dell’interesse pubblico".

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