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Quinzano d'Oglio

Coldiretti e il futuro dei giovani: un incontro per capirsi meglio

Aprire gli occhi sul futuro dell'agricoltura

Coldiretti e il futuro dei giovani: un incontro per capirsi meglio
Attualità Bassa, 08 Novembre 2021 ore 17:19

Un incontro per capire meglio il futuro dell'agricoltura e dei giovani. E' quello che ha indetto Coldiretti questa mattina al Teatro parrocchiale di Quinzano d'Oglio, dove personalità di spicco si sono rivolti alle future generazione del territorio: i ragazzi delle medie e delle superiori del territorio della Bassa.

Un incontro per capire il futuro

Una preziosa occasione di confronto tra diversi settori economici, formativi e istituzionali, moderato dal giornalista Rai Federico Quaranta, che ha coinvolto anche il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, il prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano Giuliano Noci, il responsabile dell’Agrifood dell’Università degli Studi di Brescia Gianni Gilioli e il meteorologo, climatologo e accademico Andrea Giuliacci, il Presidente di Coldiretti Brescia Valter Giacomelli e numerosi ragazzi studenti della scuola secondaria di primo grado di Quinzano d’Oglio, della scuola secondaria di agraria  Vincenzo Dandolo di Bargnano e di un gruppo di ragazzi della specializzazione post-diploma dell’accademia Symposium di Rodengo Saiano.

I cambiamenti climatici e la sostenibilità

Dopo i saluti del sindaco di Quinzano d’Oglio, Lorenzo Olivari, il primo momento di discussione è dedicato al cambiamento climatico, con le considerazioni di Andrea Giuliacci sull’attuale condizione italiana e globale. “Il costante aumento delle temperature medie annuali comporta, oltre ai periodi di siccità, la formazione di fenomeni atmosferici sempre più estremi, ovvero piogge, allagamenti, disastri, alternati a periodi severi di alta pressione. Il clima si è dunque estremizzato: restano da confermare scientificamente i motivi di questo cambiamento ma tutti gli indizi sperimentali ci conducono all’uomo, che attraverso le sue attività aumenta notevolmente la produzione di gas serra e, dunque, il calore trattenuto in atmosfera”. Gianni Gilioli, responsabile dell’Agrifood dell’Università degli Studi di Brescia, si sofferma in seguito sul concetto di sostenibilità. “Serve chiarezza per affrontare efficacemente le sfide urgenti che ci competono. La chiave per comprendere la sostenibilità sono i servizi ecosistemici: tutto quello che utilizziamo come uomini proviene da un ecosistema, che per esempio rigenera l’ossigeno che respiriamo o filtra l’acqua che beviamo. Tutto dipende dallo stato del bilancio tra i consumi umani e la capacità di rigenerazione dimostrata dai tanti ecosistemi che ci circondano”.

Il ruolo dei giovani è prioritario

Il ruolo dei giovani, in queste sfide, è prioritario. L'ha sottolineato il presidente di Coldiretti Brescia Giacomelli all'inizio e l'hanno ribadito anche i suoi colleghi. “E’ importante guardare al futuro con ottimismo – afferma il prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano Giuliano Noci – perché abbiamo a disposizione strumenti tecnologici importanti per lo sviluppo sostenibile e digitale. La scuola garantisce ai giovani l’opportunità di conoscerli e di applicarli nel mondo del lavoro, tenendo sempre presenti gli aspetti di responsabilità ed etica. L’agricoltura, soprattutto quella italiana, è molto attrattiva: un segmento economico che cresce e crescerà nei prossimi anni anche in virtù della ritrovata sensibilità dei consumatori verso benessere e salute, i tratti distintivi dei prodotti agroalimentari made in Italy rispetto alla concorrenza estera”. In conclusione, l’appello del presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini agli studenti presenti in sala: “Il cambiamento di cui abbiamo bisogno si ottiene a partendo dalle piccole cose, è importante viaggiare, conoscere, studiare e confrontarsi con gli altri. Questi passaggi servono per avvicinarsi all’agricoltura con la consapevolezza delle sue potenzialità, per valorizzare la tradizione grazie all’innovazione, per fare sostenibilità in modo concreto e non ideologico, per ottenere il giusto trattamento all’interno delle filiere. Come organizzazione, siamo direttamente coinvolti in questo processo evolutivo che può cambiare il volto delle nostre aziende agricole e della nostra società”.

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