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Civitanova Marche, dopo la morte di Alika Ogorchukwu un presidio antirazzista a Brescia

Nel corso della serata verranno anche letti brani volti a far riflettere sul tema dell'indifferenza dinnanzi a fatti come quelli accaduti.

Civitanova Marche, dopo la morte di Alika Ogorchukwu un presidio antirazzista a Brescia
Attualità Brescia, 02 Agosto 2022 ore 09:39

Un presidio antirazzista dopo i fatti di Civitanova Marche.

Quando e dove

L'appuntamento è per questa sera (martedì 2 agosto 2022) dalle 19 alle 21 in piazza Paolo VI (Piazza Duomo) a Brescia. L'iniziativa è stata promossa dalla rete Restiamo Umani insieme ai volontari di Emergency, ANPI, UNO-Collective, FABI, Associazione ViaMilano59, Radio Onda d'Urto. In programma alcuni interventi da parte di esponenti delle realtà più direttamente coinvolte nella denuncia anti razzista. Sono inoltre previsti momenti di intrattenimento con performance artistiche aventi sempre come fine ultimo quello di sensibilizzare sul tema del razzismo. Non mancheranno letture di brani sempre sul tema in piazza del Duomo puntando l'attenzione, in particolare, sul clima di indifferenza che ha accompagnato i fatti che hanno visto tragicamente protagonisti la vittima Alika Ogorchukwu e Filippo Ferlazzo.

Parole toccanti

Non a caso da parte dell'organizzazione sono state riportate le parole di don Luigi Ciotti (presidente di Libera e Gruppo Abele):

"Il male non è solo di chi lo commette ma anche di chi guarda e lascia fare oppure volge lo sguardo altrove. Il male si nutre da sempre di un combinato di crudeltà e malvagità, d’indifferenza e viltà: le prime due riguardano gli autori del male, le seconde gli spettatori.
Questo ci dice l’omicidio di Alika, il venditore ambulante nigeriano ucciso  a Civitanova Marche per strada, senza che nessuno intervenisse a fermare il brutale pestaggio.
È certo importante che l’autore dell’omicidio venga punito nei termini di legge, ma è altrettanto importante interrogarsi sul grado d’indifferenza a cui può giungere una società individualista, dove le relazioni sono dettate solo dall’interesse e dove l’altro è riconosciuto solo in quanto complice o nemico.
Ma una società senza empatia, incapace di ascoltare il grido di chi si sente in pericolo di vita o sente la sua vita andare alla deriva – l’indifferenza verso Alika è gemella dell’omissione di soccorso che ha ucciso migliaia d’immigrati africani in questi anni nel Mar Mediterraneo – non è più una società ma un assembramento di coscienze anestetizzate e di cuori inariditi. Una fucina di violenze, soprusi, razzismi, guerre. Si parla tanto di “ripartenza” e di ripresa economica. Ben venga la crescita del prodotto interno lordo, ma non ci sarà mai un vero cambiamento e un vero progresso finché non diventeremo persone capaci di sentire l’indifferenza come un reato di coscienza più grave degli stessi reati inclusi nel codice penale, finché non sentiremo le ferite e i bisogni dell’altro come se fossero nostri. L’egoismo uccide l’umanità, l’indifferenza è complice dell’omicidio.".

 

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