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Case della comunità e potenziamento delle strutture: ruolo fondamentale del Distretto 7

Presentata martedì in Comune la nuova riforma sanitaria lombarda che include Chiari e i Comuni limitrofi.

Case della comunità e potenziamento delle strutture: ruolo fondamentale del Distretto 7
Attualità Bassa, 26 Marzo 2022 ore 12:15

di Federica Gisonna

Un tour per rendere note tutte le novità e i potenziamenti dei servizi. Regione Lombardia, a dicembre 2021, attraverso l'approvazione di una nuova legge (Legge Regionale 14 dicembre 2021, n. 22) ha previsto diversi interventi sul sistema sanitario e sociosanitario lombardo.

Case della comunità e potenziamento delle strutture: ruolo fondamentale del Distretto 7

Per ciò che concerne il Distretto (o Ambito) 7 Oglio Ovest, che comprende Chiari, Castelcovati, Castrezzato, Cazzago San Martino, Rovato, Coccaglio, Comezzano-Cizzago, Trenzano, Roccafranca, Rudiano e Urago d’Oglio, ne hanno parlato martedì sera in sala Repossi il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, Simona Tironi, il direttore generale dell’Ats di Brescia, Claudio Sileo, il direttore sociosanitario dell’Asst Franciacorta, Giuseppe Solazzi e gli esponenti degli ordini delle professioni sanitarie. La riunione è stata introdotta dal sindaco Massimo Vizzardi e della presidente del Distretto, Fabiana Valli, alla presenza di numerosi amministratori comunali, rappresentanti del mondo del terzo settore, farmacisti e medici.

L'intervento del sindaco Vizzardi

Era importante organizzare una riunione a Chiari alla luce delle problematiche che la nostra città, più di altre, si è trovata e si trova ad affrontare nel periodo pandemico proprio sul tema sanitario. Sul punto si ringraziano le personalità intervenute che hanno prestato importanti chiarimenti; in particolare ringrazio la vicepresidente Tironi per la disponibilità nell'organizzare questo momento di dialogo. In questi tempi si sono palesati evidenti limiti nell'impostazione della sanità lombarda e, in tal senso, appare positiva l'azione della stessa Regione tesa a rivedere un sistema che va cambiato in modo importante. Va potenziata la medicina territoriale, chiariti i rapporti fra Asst ed Ats anche rispetto all'azione degli enti locali, migliorata la gestione degli "ospedali" al fine di ridurre quelle lunghissime liste di attesa che obbligano numerosi cittadini a rivolgersi ad enti privati, spesso con importanti costi da sostenere. Va prestata attenzione al tema dei medici di base, figure di grande riferimento per le realtà territoriali. Confidiamo in tal senso che chi è al governo della Lombardia si impegni, nelle sedi opportune, a correggere quelle azioni che nel corso degli anni hanno portato ad evidenti problematiche sul tema. Ci auguriamo che questo sia davvero un punto di svolta, con una maggiore attenzione alla persona e una grande attenzione alle strutture pubbliche e al personale che si dedica sul territorio e negli "ospedali" alla sanità pubblica. Chiari, con l'insediarsi di nuove strutture e servizi, resta un punto di riferimento: un riconoscimento che penso dovuto anche per il grande lavoro prestato dalla città a favore di tutto il territorio nella fase pandemica, ma anche per la grande disponibilità da sempre espressa dall'Amministrazione e dal Comune tutto affiancando Asst Franciacorta ed Ats Brescia anche in settori non di competenza comunale.

L’intervento della presidente di Distretto, Fabiana Valli

Una grande sfida che richiede un gioco di squadra tra i numerosi attori erogatori dei servizi sanitari e delle prestazioni socio-sanitarie, ma Brescia e il nostro Ambito sono abituati alle sfide e a lavorare per migliorare la vita dei cittadini. Quindi, non resta che iniziare - ha invece evidenziato Fabiana Valli, presidente del Distretto 7 (e vicesindaco di Castelcovati) - Noi, per la nostra parte, ci attiveremo per favorire il raggiungimento degli obiettivi perseguiti dalla riforma.

Le novità

A spiegare le novità principali riguardanti il Distretto 7 è stato il direttore sociosanitario dell’Asst Franciacorta, Giuseppe Solazzi. Si è parlato di case della comunità e di ospedali con l’intento di potenziare il servizio all’utenza e, dove è possibile, diversificare e suddividere l’offerta.
Ma cosa sono le case della comunità che dovrebbero, dunque, sgravare gli ospedali?
«Altro non sono che un luogo fisico di prossimità, ben identificabile e facilmente raggiungibile dalla popolazione di riferimento, attraverso cui organizzare ed erogare tutti i servizi territoriali, con particolare riferimento a quelli che riguardano le persone malate, affette da patologie croniche - è stato spiegato - Il sostantivo “persona” prima dell’aggettivo “malata” è perché l’obiettivo è di prendersi cura del cittadino in modo olistico, non solo sotto il profilo clinico, ma anche quello relazionale e sociale». Questo tipo di «casa» nascerà, come prestabilito, ogni 50mila abitanti e sarà formata da una «casa hub» con tutti i servizi e una «casa spoke», sussidiaria (con qualche servizio in meno e/o orari meno estesi).

L’hub sarà a Chiari: la sede sarà in comodato d’uso gratuito mentre dei costi di costruzione/ristrutturazione se ne occuperà l’Asst Franciacorta (con Regione Lombardia e i fondi del Pnrr). Questa casa della comunità avrà una superficie di 3mila metri quadrati e sarà realizzata nel tempo massimo di 48 mesi dal finanziamento. Dove sorgerà? Nell’attuale sede del Distretto, in via Martiri, 25.
Per quanto riguarda invece i servizi, ci sarà il punto unico di accesso (informazioni), la scelta/revoca del medico o pediatra, la protesica (carrozzine, pannoloni, ecc), ma soprattutto la presenza di medici e pediatri di libera scelta che potranno avere un ambulatorio o lavorarci per alcune ore. Inoltre la presenza medica sarà garantita 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ed è inclusa la continuità assistenziale (Guardia medica).
Non mancheranno gli infermieri di famiglia (Adi-Ucp Dom), gli ambulatori specialistici legati in particolare alle malattie croniche (geriatra, cardiologo, diabetologo, nutrizionista, nefrologo, allergologo, fisiatra, ecc), ambulatorio infermieristico territoriale (aperto 7 giorni su 7 per 12 ore) per cateteri vescicali e accessi venosi, medicazioni, gestione stomie, lesione cutanee, telemedicina e telemonitoraggio, ma anche per l’attuazione di programmi di screening (per esempio il pap test).

Saranno attivi anche i servizi diagnostici con supporti strumentali in base al bisogno (rx torace, elettrocardiogramma e altri ancora), punto prelievi, vaccinazioni, servizi sociali per la persona e la famiglia e, infine, sala della comunità e del volontariato. Ospedali di comunità, invece, saranno a Palazzolo e Orzinuovi e si collocheranno all’interno della rete territoriale. Saranno dotati di norma di 20 posti letto e saranno prevalentemente a gestione infermieristica con presenza del medico almeno per quattro ore al giorno, tutti i giorni. Queste strutture, che saranno di supporto ai presidi ospedalieri primari di Chiari e Iseo, saranno finalizzati a ricoveri brevi e apriranno le loro porte a pazienti che necessitano interventi sanitari a bassa intensità clinica, con patologie acute minori, croniche riacutizzate, valutazione prognostica di risoluzione a breve (15-30 giorni). Saranno, in parole povere, di livello intermedio tra ospedale (che ospita il paziente acuto) e la rete territoriale (per le cure domiciliari). Per concludere, in merito ai Distretti, ce ne sarà uno ogni 100mila abitanti. Per l’Asst Franciacorta saranno 3 (269.520 abitanti) e avranno sede sicuramente a Chiari (per Oglio Ovest), in un Comune tra Sebino e Monte Orfano (da individuare per la fine di marzo) e nella Bassa Occidentale (Orzinuovi). Questi si occuperanno della coordinazione generale e dell’interazione con tutti i soggetti, nonché della programmazione. Avranno, inoltre, autonomia economico-finanziaria.

Protagonista la vicepresidente Tironi

Questa legge prevede di potenziare la sanità del territorio e tutti i suoi servizi attraverso le strutture quali casa della comunità, ospedale di comunità, centrali operative territoriali e ambulatori sociosanitari assistenziali. L’obiettivo è portare il più possibile i nostri professionisti della salute sul territorio, erogando servizi in strutture apposite, ma lasciando l’ospedale solo per le acuzie. Regione Lombardia è la prima di Italia a dare piena attuazione alle linee del Pnrr: abbiamo fatto in modo che sarà l’ospedale ad andare sul territorio e non sempre il cittadino a raggiungerlo. Secondo quanto prestabilito, a Brescia ci saranno 26 case di comunità, 7 ospedali di comunità, 11 distretti e altrettante centrali operative. La vera novità, però, sta nell’introduzione di nuovi Distretti. Dai 3 attuali si passerà a 11 e ognuno avrà due case di comunità. Inoltre, per la loro gestione ci sarà una forte collaborazione con i sindaci. Sul territorio saranno messe in campo equipe multidisciplinari e sarà data maggiore importanza anche alle farmacie. Abbiamo inoltre deciso di puntare sulla telemedicina: sono previsti investimenti per rendere le nostre piattaforme all’avanguardia ed avere il massimo della connessione dei dati. Senza dialogo non c’è un buon sistema. In questo percorso di potenziamento della sanità lombarda abbiamo coinvolto tutti gli attori principali, nessun escluso. C’è stato il confronto con i medici e i pediatri di libera scelta, con gli operatori sanitari e gli infermieri, con i primi cittadini, le farmacie, gli istituti di ricerca e con gli enti del terzo settore. Anche per le associazioni che operano in questo contesto sono stati aperti dei forum di confronto per migliorare gli standard qualitativi e i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali. Abbiamo deciso di portare la riforma sul territorio per coinvolgerne tutti gli attori. Questa legge prevede risorse e tempi certi: parliamo di 2 miliardi di euro. Di questi, un miliardo e 200 milioni arrivano dal Pnrr e più di 800 milioni sono fondi di Regione.

Il prossimo appuntamento è per lunedì, alle 19, a Palazzolo sull’Oglio nella sala conferenze della biblioteca (lungo Oglio Cesare Battisti, 17).

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