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Casa Panella viene rimessa all’asta: "Avevamo sperato in un fine sociale"

Scontente le associazioni. Il bando prevede la destinazione d’uso ricettiva come primaria.

Casa Panella viene rimessa all’asta: "Avevamo sperato in un fine sociale"
Attualità Sebino e Franciacorta, 12 Ottobre 2022 ore 08:20

Casa Panella torna all’asta e si riaccende la polemica. Dopo il primo tentativo di vendita andato deserto e nonostante la raccolta firme da parte delle associazioni e l’incontro in Comune con il sindaco Marco Ghitti, che non aveva escluso di poter "salvare" l’immobile di via Duomo dalla vendita, l’edificio che un tempo ospitava i sodalizi iseani potrà essere acquistato con una base d’asta di 2,5 milioni di euro.

Casa Panella viene rimessa all’asta: "Avevamo sperato in un fine sociale"

A non essere d’accordo in primis le associazioni iseane, che dalle parole del sindaco avevano sperato che Casa Panella potesse restare pubblica "ed essere destinata a rispondere ai mille bisogni che Iseo ha sul piano sociale".
Dello stesso parere anche Progetto Iseo, che desiderava restasse "la casa dei cittadini", per ospitare associazioni, aule studio e biblioteca, riunite all’interno di "un polo inclusivo e sociale".

Sta di fatto che Casa Panella è rimasta nel Dup e nel piano delle alienazioni, oltre che in quello delle opere pubbliche, poiché parte dei proventi della vendita dovrebbero finanziare la maxi opera di ristrutturazione delle scuole elementari.

"Nell’ultimo Consiglio comunale Casa Panella era ancora nel Piano delle alienazioni - ha ricordato Giovanna Prati, capogruppo di Forza Italia - Il 28 settembre è stata pubblicata la determina, cui ha fatto seguito la pubblicazione del bando di alienazione il 30 settembre. Per lo meno non c’è stato un ribasso nel prezzo rispetto alla precedente asta. Come Forza Italia restiamo dell’idea che vadano valutate le ipotesi del Pnrr per Casa Panella".

Ma non solo, perché se a inizio mandato Iseo Sicura aveva deciso di venderla per reinvestire i proventi nei lavori necessari a consolidare e riqualificare il lungolago e/o per il progetto di restyling delle elementari, la pandemia ha cambiato le carte in tavola all’Amministrazione. E in meglio.

"Analizzando i dati del bilancio, a fronte delle entrate che finanziano le opere pubbliche, non si può non focalizzarsi su due punti: i contributi in conto capitale (e ne sono arrivati parecchi sia per finanziare in toto il lungolago che per i lavori alle elementari, per cui sono previsti 2 milioni circa di finanziamento a fondo perduto), e la quantità incredibile di oneri di urbanizzazione introitati - ha proseguito la Prati - Nel 2021 sono entrati nelle casse comunali 1.350.000 euro circa di oneri, mentre la previsione per il 2022 (che potrebbe ancora aumentare) è di 1.132.000 euro. Se in entrambi i casi ai soli oneri si aggiungono gli avanzi di Amministrazione liberi, si raggiungono i 2 milioni di euro di disponibilità sia nel 2021 che nel 2022. A fronte di questo, si sarebbe dovuto valutare di non vendere, anche perché il mercato immobiliare non è messo bene al momento. A priori non sono contraria al fatto che vengano venduti immobili comunali, ma in una situazione come quella attuale, totalmente diversa dalla valutazione effettuata in periodo pre pandemico, quando ero ancora in maggioranza, oggi ci ripenserei".

Il 2 novembre l'apertura delle buste

Per presentare le domande con le relative offerte c’è tempo fino al 31 ottobre. L’apertura delle buste è fissata per il 2 novembre alle 10 nella sala consiliare di Palazzo Vantini.

Chiunque dovesse acquistare l’edificio dovrà attenersi alle destinazioni d’uso previste dal nuovo Pgt. Il fabbricato è classificato come "edificio di valore testimoniale", soggetto a preventivo Piano di recupero. Le destinazioni ammesse sono, principalmente, quelle per le attività ricettive, e in secondo piano le destinazioni residenziali, attività ricettive non alberghiere, pubblici esercizi e unità immobiliari con superficie inferiore a 150 metri quadrati, servizi pubblici e di interesse pubblico.

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