“Cardo, il pane degli alpini”: al via il progetto per garantire l’accesso alla mensa scolastica e promuovere l’inclusione nel quartiere Fiumicello di Brescia.
Per sostenere le famiglie in difficoltà
Si tratta di un progetto promosso dal Gruppo Alpini di Fiumicello in collaborazione con il Servizio Sociale Ovest del comune di Brescia, la scuola primaria A. Volta e le realtà del territorio, con l’obiettivo di sostenere le famiglie in difficoltà economica e garantire a tutti gli studenti l’accesso alla mensa scolastica. Ha preso il via nel mese di marzo dimostrando sin da subito risultati concreti. In particolare sono stati attivati interventi di sostegno a favore di dieci bambine e bambini consentendo loro di accedere con regolarità alla mensa scolastica.
Il tutto è stato reso possibile grazie ad un lavoro intenso e di collaborazione tra il Servizio Sociale Ovest e le realtà del quartiere, in modo particolare quelle impegnate nelle attività del doposcuola che conoscono da vicino molte famiglie e le loro difficoltà, si tratta di famiglie provenienti da circa 80 nazionalità diverse.

Finalità
Non solo un aiuto economico: l’iniziativa si propone di intercettare particolari situazioni di fragilità “invisibili” non ancora in carico ai servizi e per le quali è fondamentale l’ascolto. Il progetto. Infatti, prevede anche l’organizzazione di momenti di partecipazione comunitaria, laboratori interculturali e iniziative di quartiere per costruire relazioni, fiducia e inclusione, in una visione che mette al centro il benessere dei minori e la coesione della comunità. Un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato sociale, capace di attivare risorse, creare rete e generare un impatto positivo e duraturo su tutto il territorio.
Cardo, il perché di questo nome
Il nome del progetto trae ispirazione dalla carlina bianca (Carlina acaulis), una pianta erbacea appartenente alla famiglia dei cardi che cresce in media e alta montagna, nota come “il pane degli alpini”: durante la Prima Guerra Mondiale, le truppe alpine se ne nutrivano per integrare il rancio, apprezzandone il sapore simile a quello del carciofo.