La nomina

Associazione Italiana Allevatori: Ettore Prandini alla guida

Una nomina che arriva in un momento in cui il bovino da latte italiano registra meno capi ma maggiore capacità produttiva

Associazione Italiana Allevatori: Ettore Prandini alla guida

Associazione Italiana Allevatori: Ettore Prandini alla guida.

Ettore Prandini alla guida

Alla guida dell’Associazione Italiana Allevatori è stato eletto Ettore Prandini, presidente di Coldiretti. Una nomina che arriva in un momento in cui il bovino da latte italiano registra meno capi ma maggiore capacità produttiva, una forte specializzazione territoriale ed un ruolo decisivo della Dop economy.

“Assumo questo incarico con la consapevolezza che la zootecnia italiana rappresenti un presidio economico, sociale, ambientale e territoriale decisivo per il Paese – ha dichiarato Prandini –  Abbiamo la zootecnia più sostenibile in Europa, dobbiamo difendere e promuovere questo modello. AIA deve parlare a tutti gli Allevatori e a tutte le filiere: latte, carne, uova, produzioni di qualità, razze autoctone e sistemi territoriali. La priorità sarà rafforzare il reddito delle imprese, sostenere l’innovazione, promuovere benessere animale e biosicurezza e consolidare un modello produttivo fondato su dati affidabili, qualità, sostenibilità e trasparenza”.

Associazione Italiana Allevatori

Per Prandini, il nuovo corso di AIA dovrà rafforzare la capacità dell’Associazione di essere infrastruttura tecnica nazionale della zootecnia:

“L’Associazione Italiana Allevatori deve essere sempre di più la casa dei dati, della selezione, dei controlli funzionali, dei laboratori, della consulenza tecnica e della rappresentanza di una zootecnia moderna e competitiva. Il dato non è un adempimento: è uno strumento di reddito, programmazione, tracciabilità, miglioramento genetico e tutela del lavoro degli Allevatori”.

 

  • Nel suo mandato, il neo Presidente Prandini intende promuovere alcuni impegni immediati e verificabili:
    avviare un Piano nazionale AIA per i dati zootecnici, con indicatori comuni su produzione, sanità, benessere animale, ambiente, qualità e redditività, adattati alle diverse specie e filiere;
  • Sostenere un programma di investimenti per innovazione e interoperabilità, con priorità a infrastrutture digitali, innovazione nei laboratori e strumenti di supporto alle decisioni aziendali;
  • Promuovere un pacchetto giovani Allevatori che integri formazione, consulenza, accesso al credito, innovazione e successione aziendale;
  •  Valorizzare biodiversità, razze autoctone e produzioni territoriali, riconoscendo il ruolo economico e culturale di tutte le filiere zootecniche italiane;
  •  Pubblicare con cadenza regolare report di filiera più leggibili e confrontabili, per dare agli Allevatori strumenti reali di negoziazione, programmazione e dialogo con istituzioni e mercato;
  •  Rafforzare la rete dei laboratori AIA/ARA come infrastruttura nazionale per qualità del dato, tracciabilità, genetica, genomica, sicurezza e innovazione dei servizi.

 

“L’AIA vuole essere un punto di convergenza aperto e concreto tra Allevatori, filiere, istituzioni, ricerca, Medici Veterinari, industria agroalimentare e distribuzione. Solo con un lavoro comune potremo difendere il patrimonio zootecnico italiano, aumentare il valore riconosciuto agli Allevatori e garantire un futuro competitivo e sostenibile a tutte le nostre filiere”, conclude Prandini.