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Arengario, terminati i lavori di restauro in piazza della Vittoria

Il progetto di restauro ha visto la realizzazione di due tipi di intervento: il consolidamento statico e il restauro delle superfici.

Arengario, terminati i lavori di restauro in piazza della Vittoria
Attualità Brescia, 04 Dicembre 2021 ore 17:34

Si sono conclusi i lavori di restauro dell’Arengario di piazza della Vittoria, cominciati il 7 ottobre scorso, che hanno comportato una spesa complessiva di 85mila euro.

Due tipi di interventi

Il progetto di restauro ha visto la realizzazione di due tipi di intervento: il consolidamento statico e il restauro delle superfici.
Per quanto riguarda il consolidamento statico i lavori si sono concentrati specialmente sulla balaustra lapidea che, nel corso degli studi, si è rivelata l’elemento con i problemi più rilevanti.
È stata rinforzata una parte della soletta in cemento armato e sono state rimosse le lastre in pietra del pavimento. È stato demolito il sottofondo e sono state posate, sulla soletta, una maglia rinforzante e una guaina impermeabilizzante, per impedire le infiltrazioni di acqua piovana. I fondelli delle balaustre sono stati ancorati per evitare la rottura e la possibile caduta della parte lesionata. È stata collocata una tensostruttura all’interno del parapetto per impedire il ribaltamento verso l’esterno delle lastre di pietra. La posa è stata realizzata a secco, sfruttando i passaggi tra i giunti delle lastre del parapetto.

In superficie

Le superfici in pietra presentavano fenomeni di degrado dovuti alle caratteristiche particolari del materiale (la pietra di Verzegnis), alla completa esposizione della struttura agli agenti atmosferici (le piogge acide hanno rimosso l’effetto lucidatura voluto dallo scultore Antonio Maraini mentre l’esposizione al sole ha decolorato la pietra), smontaggio e rimontaggio del monumento quando è stato realizzato il parcheggio interrato di Piazza Vittoria, atti di vandalismo e semplice usura della panchina.

Levigate le superfici verticali

Sono stati rimossi i depositi più compatti utilizzando il carbonato d’ammonio mentre tutte le incrostazioni saline sono state rimosse con il bisturi. Sulle lastre verticali sono stati eseguiti interventi di micro sabbiatura e levigatura mentre le fughe sono state stuccate con un impasto di calce idraulica naturale e polvere di marmo rosso. Alcuni elementi mancanti (spigoli, sbrecciature e una lastra pavimentale) sono stati ricostruiti utilizzando la pietra di Verzegnis.

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