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Amianto, cosa è stato fatto dall'Amministrazione comunale nei dieci anni dall'entrata in vigore della legge

Dal 2013 all’interno del Settore Tutela Ambientale e Protezione civile è stato costituito un gruppo di lavoro, tuttora attivo, con il compito di verificare sul posto i casi di effettiva presenza di coperture o di materiali in amianto.

Amianto, cosa è stato fatto dall'Amministrazione comunale nei dieci anni dall'entrata in vigore della legge
Attualità Brescia, 05 Agosto 2022 ore 15:23

Il 30 luglio 2012 Regione Lombardia ha approvato la Legge 14 sul risanamento ambientale, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto, in seguito alla quale i proprietari di edifici pubblici e privati, di impianti o di altri luoghi sono stati sollecitati a bonificare eventuali coperture contenenti amianto.

Cosa dice la normativa

Secondo la normativa, il proprietario o il legale rappresentante di un immobile contenente amianto deve obbligatoriamente inviare all’Ats del territorio il modulo di notifica (N/A1) della presenza dell’amianto, per il censimento. Deve inoltre valutare lo stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto utilizzando l’Indice di Degrado (ID), approvato con un Decreto della Direzione Generale di Regione Lombardia. Questa valutazione deve essere conservata dall’interessato e non deve essere controfirmata da alcun professionista. Solo in casi di segnalazioni o di esposti il Comune chiede al proprietario o al legale rappresentante di fornire la valutazione dell’indice di degrado, redatta da personale qualificato. Il proprietario deve inoltre programmare il controllo e la manutenzione dei manufatti contenenti amianto, valutarne il rischio e informare le presone che occupano lo stabile dell’eventuale presenza di amianto, illustrando i rischi potenziali e i comportamenti da tenere.

Dal 2013

Fin dall’inizio del 2013 il Settore Tutela Ambientale e Protezione Civile del Comune di Brescia ha avviato una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini per incentivare e facilitare l’attività di bonifica. Il Settore ha inoltre attivato uno sportello di assistenza per fornire ai cittadini informazioni su come effettuare la notifica obbligatoria da inviare ad Ats e su come calcolare correttamente l’indice di degrado delle coperture.

Dall’analisi del censimento è risultato che, in alcuni quartieri della città (in particolare Villaggio Sereno, Villaggio Prealpino e Villaggio Badia), era notevole la presenza di coperture in cemento amianto, materiale largamente usato dal dopoguerra e sino agli anni ’90, prima che se ne scoprisse la pericolosità. La maggior parte dei proprietari di questi immobili avevano un reddito medio-basso ed erano intenzionati a bonificare il tetto della loro casa, dimostrandosi subito collaborativi con le istituzioni.

Sportello attivato

Oltre ad attivare lo sportello, per agevolare queste persone il Comune di Brescia ha sensibilizzato gli operatori privati, in particolare gli istituti di credito e le aziende specializzate nella rimozione di manufatti in cemento amianto. Il Collegio Costruttori, tramite Ance, ha individuato un elenco di operatori del settore disponibili alla rimozione e allo smaltimento delle coperture.

Dal 2013, inoltre, all’interno del Settore Tutela Ambientale e Protezione civile è stato costituito un gruppo di lavoro, tuttora attivo, con il compito di verificare sul posto i casi di effettiva presenza di coperture o di materiali in amianto. Verso i proprietari sono stati avviati i procedimenti amministrativi e gli opportuni provvedimenti per risolvere le criticità.

In questi dieci anni di attività, per approfondire e risolvere le situazioni più complesse, il gruppo di lavoro si è confrontato costantemente con Ats Brescia e con la Polizia Locale per i casi, purtroppo frequenti, di abbandono abusivo di lastre di amianto da parte di persone irresponsabili (che rischiano peraltro pesanti sanzioni amministrative e penali).

In particolare, sono stati risolti due casi di particolare rilievo sia per la dimensione del luogo, sia per la preoccupazione destata nei residenti.

Varie situazioni

Una prima situazione ha riguardato un complesso di immobili di proprietà privata a Buffalora e, tra questi, un’officina meccanica. Il Comune, in sinergia con Ats, aveva avviato il procedimento amministrativo e la diffida, ottenendo la bonifica di due terzi della proprietà. Per quanto riguarda l’officina, a causa dell’inadempienza dei proprietari, si è purtroppo dovuto ricorrere all’applicazione di sanzioni di carattere penale e all’avvio dell’intervento in via sostitutiva, con spese a carico degli interessati.

Un secondo caso ha riguardato una storica azienda bresciana, in via Orzinuovi. Grazie alla sinergia tra gli enti competenti e all’interessamento del curatore fallimentare della società, si è potuto eliminare una fonte di potenziale pericolo per la salute dei cittadini.

Dati statistici dell'attività del comune di Brescia riguardo all'amianto

Da gennaio 2013 a giugno 2022 il Comune di Brescia ha aperto 220 procedimenti, 200 dei quali si sono conclusi positivamente. Il Settore Tutela Ambientale e Protezione Civile è entrato in contatto con proprietari di immobili con coperture in cemento amianto (che hanno chiesto informazioni sulle procedure di censimento e sul calcolo dell’indice di degrado), con rappresentanti di importanti aziende con coperture in cemento amianto (con i quali si sono avviati confronti per un crono programma di bonifica), con geometri e professionisti che si occupano di bonifiche e smaltimento del cemento amianto e con cittadini comuni che hanno chiesto informazioni (telefoniche o in presenza). In totale, i contatti sono stati oltre 1900. Sul sito del Comune di Brescia, nello spazio “Cosa fare per amianto sui tetti” della sezione “Ambiente”, sono disponibili tutte le informazioni.

 

Indice di degrado

Il cemento amianto diventa pericoloso per la salute quando comincia a deteriorarsi e a disperdere nell’ambiente le fibre. L’indice di degrado (ID) consente di valutare lo stato di conservazione delle coperture in cemento amianto attraverso l’ispezione visiva. Il risultato è un numero, cui corrispondono le azioni che dovranno essere effettuate da parte del proprietario dell’immobile o del responsabile dell’attività che vi si svolge.

In base al risultato ottenuto, se l’ID è inferiore o uguale a 25 non dovrà essere effettuato alcun intervento, con riesame a frequenza biennale. Nel caso in cui l’ID è compreso tra 25 e 44 dovrà essere effettuata una bonifica entro tre anni e, in caso di un ID uguale o maggiore di 45, la copertura deve essere rimossa entro i successivi 12 mesi.

 

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