Quinzano d’Oglio ha perso uno dei suoi punti di riferimento: Luigi Albarelli,89 anni, è mancato all’affetto dei suoi cari.
Un punto di riferimento per il paese
Tutti a Quinzano hanno conosciuto Luigi, sebbene fosse in pensione da tempo, per 52 lunghi anni è stato il barbiere da uomo del paese. In tempi in cui essere barbiere significava essere un vero e proprio punto di riferimento nella comunità: Luigi ha letteralmente visto crescere molti clienti che più che altro erano amici. La sua bottega era in piazza XI Febbraio, proprio sotto la torre campanaria della parrocchiale: quanti ricordi, quante persone, quante famiglie sono passate da là. Quella bottega alla quale era tanto affezionato l’aveva ereditata dal papà Antonio, che l’aveva ereditata dal nonno nel lontano 1900, stesso luogo, stessa professione, stessa cordialità e affabilità che si sono protratte nel tempo, fare il barbiere era proprio un affare di famiglia. Luigi ha iniziato presto, dopo la sesta elementare, una volta era così, a soli 13 anni era entrato in bottega come aiuto del padre per imparare i «segreti» del mestiere, non solo le abilità tecniche che ogni barbiere deve avere, ma anche a conoscere i clienti e soprattutto come rapportarsi a loro, del resto quei clienti un giorno sarebbero stati i «suoi» clienti, del resto quando il mestiere si tramanda di padre in figlio questi sono passaggi necessari, anzi sono veri e propri riti di passaggio. La bottega di Luigi è rimasta un punto fermo: passava il tempo e la storia di Quinzano si svolgeva sotto i suoi occhi, ha condiviso gioie e dolori con i suoi clienti, matrimoni, battesimi, comunioni, cresime e purtroppo anche funerali. Perché quella bottega non era solo un luogo dove si sistemavano barba e capelli, ma era un luogo d’incontri, di discussioni, chiacchere, risate, pareri e pure confessioni, sotto i rintocchi di quelle campane che per Luigi erano una vera e propria compagnia persino irrinunciabile, a dispetto di quanti oggi le reputino un disturbo. Il 31 dicembre 2003 Luigi si fa immortalare con l’ultimo cliente: l’allora sagrestano Francesco Deprofeti, da quel giorno gli attrezzi del mestiere vengono riposti in cassetto, insieme al bagaglio di esperienze e conoscenze di una vita lavorativa, con lui si abbassa la serranda non solo su una bottega storica ma su generazione famigliare di lavoro. Luigi rimarrà nel cuore dei quinzanesi, la sua competenza, la sua arte e la sua affabilità non saranno dimenticate ma faranno parte per sempre di quei ricordi più cari ormai un po’ sbiaditi dal tempo.