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L'avventura

A Nairobi tra i bambini per vivere un sogno

Protagonista dall’altra parte del mondo Marco Pedrazzetti, direttore artistico della compagnia Filodirame con sede al Teatro Sociale.

A Nairobi tra i bambini per vivere un sogno
Attualità Sebino e Franciacorta, 16 Ottobre 2022 ore 12:33

di Giulia Contin

"L'arte può salvarti la vita". Ce l'ha raccontato Marco Pedrazzetti, direttore artistico della compagnia Filodirame con sede nel Teatro Sociale di Palazzolo, tornato dal suo viaggio nelle periferie di Nairobi.

A Nairobi tra i bambini per vivere un sogno

L'esperienza, vissuta dal 17 settembre al 2 ottobre, è servita per concretizzare l'«Utopia» di portare il teatro nelle aree più «sfortunate» del mondo.
Qual è la filosofia che sta alla base del collettivo Filodirame?

La nostra poetica è quella di un Teatro per Tutti, dove varie arti si miscelano sia nell'insegnamento che nei nostri spettacoli. Questo ci ha portato a sviluppare tanti progetti; innanzitutto, la riapertura del teatro sociale, che era stato chiuso per tanti anni, trasformandolo in un centro culturale a 360 gradi, praticamente un teatro sempre aperto, con la concezione che il teatro debba essere per tutti. Tanto è vero che ora parliamo di una scuola d'arte con più di 200 allievi che durante la settimana usufruiscono dei nostri corsi. Ovviamente facciamo dei progetti all'interno delle comunità e lavoriamo con varie fasce di età e situazioni sia di disagio che normodotate, perché il teatro vuole essere un percorso di totale inclusione.

Possiamo dire che il teatro abbia due livelli, individuale e comunitario...

Esattamente. Ci permettiamo di ispirarci ai grandi maestri del teatro, il senso con cui sono nati il Piccolo di Milano e i centri culturali europei, come delocalizzazione dei grandi centri fuori dalla città ma con servizi di qualità e di alto profilo, era questo. Perché anche le cittadine e le periferie hanno diritto agli stessi servizi.

Lo stesso spirito che vi ha spinto fuori dai nostri confini

Sì. Prima del Covid, avevamo già iniziato un progetto, Un Ponte in Teatro, in collaborazione con una scuola francese di teatro-ragazzi. Quest'anno, finalmente, si è realizzato anche Teatri Senza Frontiere, a cui Filodirame ha aderito. È stato possibile grazie al supporto delle famiglie palazzolesi che hanno contribuito facendo delle donazioni, permettendo a me di compiere questo viaggio.

Si tratta di un progetto condiviso?

E' un progetto legato a delle compagnie di tutta Italia, Utopia, oltretutto la nostra Francesca Fabbrini è vicepresidente di questa associazione. Tutti gli anni, artisti che si occupano di teatro-ragazzi danno la loro disponibilità per fare esperienze teatrali in zone del mondo dove c'è più povertà e bisogno. Più di dieci edizioni in cui sono state toccate la Bosnia e l'ex Jugoslavia, il Brasile, l'Africa in più punti. Quest'anno il Kenya, nello specifico le periferie di Nairobi, con i ragazzi di strada. È stata un'esperienza particolarmente forte, perché quando si intende ragazzi di strada si parla di 500 mila bambini che nascono fisicamente in strada, da genitori che a loro volta nascono e vivono in strada ed è inimmaginabile.

Cosa hai portato a casa con te?

Un grande senso di amore e di relazione. Quanto è importante la relazione? Lì i ragazzi sorridevano anche se non hanno nulla o hanno poco. Abbiamo fatto laboratorio con loro e ciò che mi ha colpito è il rispetto per la figura adulta, per le persone che sono lì per dar loro una mano, e lo stupore che avevano. Noi abbiamo perso il senso dello stupore e tante volte la felicità dello stare insieme. Quanto abbiamo e non ci accorgiamo di avere? Quanto chi non ha, si rende conto che ogni attimo, ogni persona è fondamentale. Sembra un paradosso ma è così: vedere delle persone felici nella miseria e pensare che tu, nella tua non-miseria, sei sempre arrabbiato e non ti relazioni.

Impegni futuri?

Faremo una serata di restituzione del progetto, è molto importante secondo noi, visto che ho rappresentato non solo me stesso ma tutta la comunità. Dopodiché ripartiremo con la stagione teatrale, come con i progetti con la scuola e con altre associazioni per l'integrazione sociale, realtà che si occupano di handicap ed altre situazioni. Per rendere sempre più inclusivo il teatro.

Ecco alcune fotografie

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