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Salubrix: il 16 marzo la posa della prima pietra in Mozambico

L’obiettivo è quello di migliorare l’erogazione dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti solidi urbani a beneficio di più di 100.400 persone del Municipio di Maxixe

Salubrix: il 16 marzo la posa della prima pietra in Mozambico

Salubrix: il 16 marzo la posa della prima pietra in Mozambico. A prendere parte al kick-off saranno Francisco Pagula, Governatore della Provincia di Inhambane,  Francisco Issufo, Sindaco di Maxixe, Maria Cristina Pescante, Vice-Titolare della sede AICS di Maputo, l’Assessora all’Ambiente del Comune di Brescia Camilla Bianchi, il Rettore dell’Università degli Studi di Brescia Francesco Castelli e il direttore di Medicus Mundi Italia Massimo Chiappa.

Salubrix: il progetto

Il progetto Salubrix è stato presentato nel 2024 dal comune di Brescia, l’ente aveva partecipato al bando di Aics  (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) per la concessione di contributi agli Enti territoriali nell’ambito della cooperazione internazionale, servizi idrici e gestione dei rifiuti per la salute della popolazione in area urbana e peri-urbana in Mozambico”.

Il progetto, di durata triennale e del valore complessivo di 1,97 milioni di euro, finanziato dalla Cooperazione italiana attraverso AICS per il 95% e dai vari partner per il restante 5%, è stato approvato a marzo 2025 e, concluso il lungo iter burocratico, avviato il 20 settembre 2025. Il progetto è realizzato dal Comune di Brescia, ente capofila, in collaborazione con Medicus Mundi Italia ETS, in Mozambico dal 2008, il Gruppo A2A (A2A Ciclo idrico, A2A Ambiente, Aprica Spa), il CeTAmb-Centro di ricerca sulle Tecnologie appropriate per la gestione dell’Ambiente nei paesi a risorse limitate dell’Università di Brescia, il Municipio di Maxixe, Águas da Região Sul e l’Università mozambicana UniSave.

Finalità

Il progetto ha l’obiettivo di migliorare l’erogazione dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti solidi urbani a beneficio di più di 100.400 persone del Municipio di Maxixe, in provincia di Inhambane, ampliando e innovando i sistemi di approvvigionamento dell’acqua e realizzando il primo sito controllato per lo scarico di rifiuti del Mozambico, se si esclude l’area metropolitana di Maputo. Il progetto prevede di aumentare l’accesso della popolazione di 13 quartieri urbani e periurbani di Maxixe, a fonti di acqua potabile sicura, attraverso:

  • la messa in funzione di un laboratorio per l’analisi microbiologica dell’acqua che verrà accreditato a livello nazionale;
  • la dotazione di strumenti e materiali per la potabilizzazione dell’acqua;
  • la formazione e l’assistenza tecnica, da parte di CeTAmb/Unibs e A2a Ciclo idrico, per migliorare la gestione e il trattamento dell’acqua, e per l’utilizzo di nuove tecnologie;
  • la creazione di 3 nuovi sistemi di approvvigionamento (a 80 mt di profondità), l’allacciamento di 400 nuove utenze per 12000 persone (serbatoi a 15 metri di altezza con pannelli solari e alimentazione di fontane pubbliche, creazione di comitati di gestione);
  • l’introduzione di un nuovo software GIS per il monitoraggio dell’impianto di potabilizzazione dell’acqua del fiume Inhanombe e della rete di distribuzione;
  • il monitoraggio e le verifiche della funzionalità dell’impianto di potabilizzazione e sulla qualità dell’acqua, con una ricerca ad hoc condotta da CeTamb/Unibs;
  • la sensibilizzazione nelle comunità e nelle scuole sul corretto e sostenibile utilizzo dell’acqua, sulle buone pratiche per prevenire i rischi di infezioni e malattie, evitando gli sprechi.

Dopo il 16 marzo 2026

Missioni tecniche dall’Italia da parte dei tecnici del Gruppo A2A saranno programmate dopo l’avvio ufficiale del progetto lunedì 16 marzo 2026. Tra gli obiettivi quello di potenziare le competenze tecniche del personale locale oltre ad un visita a Brescia da parte di una delegazione istituzionale e tecnica di rappresentanti del Municipio di Maxixe e di Águas da Região Sul che si occupano di gestione dell’acqua e dei rifiuti.