Parco di cintura periurbano: firmato il protocollo d’intesa, undici i comuni coinvolti.
Le firme
Il comune di Brescia ha sottoscritto il protocollo d’intesa per la costituzione del Parco di Cintura periurbano insieme ai comuni di Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Gussago, Nave, Rezzato, Rodengo Saiano e Roncadelle. Si tratta di un primo atto amministrativo necessario alla costituzione del parco che, formalmente, dopo i necessari passaggi amministrativi, vedrà la nascita entro la primavera.
Finalità
Tale protocollo è stato voluto con forza da parte dell’Amministrazione comunale di Brescia: l’obiettivo è incrementare la conservazione e la tutela ambientale e il valore delle aree urbane e periurbane, ma anche per attuare il processo di transizione ecologica dell’area metropolitana attorno a Brescia attraverso una fascia di cintura verde. Tra gli obiettivi anche l’attuazione degli indirizzi presenti nella “Carta Bergamo Brescia dei Parchi periurbani” nella quale si sottolinea come i parchi debbano di fatto rappresentare luoghi di esperienze plurali inclusive: contesti per lo studio, la valorizzazione e la ridefinizione dei paesaggi, luoghi di cultura e di elevata naturalità, risorse per il benessere della popolazione, per la qualità della vita e degli ecosistemi periurbani, strumenti di coesione sociale e ambiti privilegiati per l’educazione ambientale.
Da parte degli enti comunali l’impegno a lavorare per la realizzazione di un Parco di Cintura periurbano a Brescia che andrà a gestire in forma associata il territorio ricompreso nelle aree identificate come Parco locale di interesse sovracomunale (Plis) negli strumenti di pianificazione dei Comuni.
Parco di cintura periurbano: supererà i 10mila ettari nel 2028
Nel Parco di Cintura confluiranno i Plis esistenti sul territorio di Brescia (Parco delle Colline e Parco delle Cave), insieme ai Parchi locali di interesse sovracomunale già formalizzati dalle Amministrazioni coinvolte. In sostanza, il Parco di Cintura periurbano di Brescia dagli attuali 4.400 ettari arriverà a superare i 10.000 ettari entro il 2028 con l’aggiunta delle aree che le altre Amministrazioni aderenti al protocollo decideranno di far confluire nel Parco di Cintura affinché vengano tutelate.
Il Parco avrà le seguenti finalità: provvedere alla gestione, valorizzazione e cura del territorio del Parco nel suo complesso e in particolare delle aree pubbliche e di uso pubblico, alla manutenzione degli itinerari, al governo del bosco, alla forestazione urbana, alla manutenzione delle attrezzature esistenti e di quelle che verranno realizzate, alla conservazione dell’ambiente naturale e coltivato con particolare riguardo alle zone caratterizzate da maggiore diversità biologica tutelando specie vegetali e animali protette. Si provvederà inoltre a promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio attraverso azioni comuni di pianificazione, difesa (dissesto idrogeologico, isole di calore, inquinamento ecc.), mobilità, energia e agricoltura, coordinare gli interventi dei singoli comuni qualora gli stessi abbiano valenza sovracomunale, coordinare gli studi e le ricerche riguardanti il territorio del Parco e la diffusione delle informazioni sul Parco stesso e sulle attività che vi verranno organizzate, progettare e organizzare corsi di educazione ambientale sul territorio del Parco, e attivare azioni di vigilanza per garantire la tutela del patrimonio.