A Milzano sta per sorgere un piccolo boschetto nuovo di zecca, merito degli amministratori e dell’associazione Il Fauno.
Un nuovo boschetto
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Certo si dovrà dare il tempo alle piante di crescere, del resto la natura ha i suoi tempi e ricordarselo è sempre una buona cosa, ma il primo passo è stato fatto. Con la costruzione della nuova tangenziale si sono create diverse aree versi lungo il suo percorso dovute alla terra di riporto, gli amministratori hanno notato che molti cittadini le frequentano per le loro passeggiate, allora perché non renderle più piacevoli e ospitali? Da qui l’iniziativa degli amministratori che hanno deciso di piantumare una delle suddette aree, molto visibile dalla tangenziale perché ha l’aspetto proprio di una radura. Il primo passo è stato chiedere aiuto all’associazione il Fauno che gestisce il bosco delle Driadi e della Mella Morta, occupandosi di ambiente ha la possibilità di donare essenze, rigorosamente autoctone come i bagolari, ligustri, ciliegi selvatici. E così è stato: già lo scorso anno sono state piantumate diverse essenza, pochi giorni fa un’altra ventina, tutte disposte a cerchio in modo da dare loro lo spazio di crescere, al centro, appena pronta ci sarà una quercia già un po’ cresciuta che nel corso degli anni diventerà sempre più grande e accoglierà i passanti con una bella ombra.
“Quando ho chiesto una mano è arrivata subito – così il consigliere con delega all’ambiente Tiziano Iezzi – siamo un gruppo coeso che lavora molto bene insieme, quello che ci unisce è proprio il desiderio di metterci a disposizione per il paese”.
Così Iezzi, il consigliere Francesco Olivetti e il vicesindaco Marco Sozzi si sono, questa volta letteralmente, rimboccati le maniche e hanno piantumanto le essenze appena donate.
“L’idea è quella di mettere anche delle panchine perché l’area è molto frequentata e poi dobbiamo attrezzarci con l’acqua – ha continuato Iezzi – ci vorrà un po’ di pazienza ma abbiamo gettato le basi per un piccolo boschetto”.
Un po’ di pazienza perché la natura deve fare il suo corso e soprattutto si deve vedere come crescono le piante, ma si può ben dire che il gioco vale la candela.