Ecoforum Economia Circolare a Brescia, verso gli obiettivi 2030.
Verso gli obiettivi 2030
Oggi (martedì 24 marzo 2026) si è svolta a Brescia la IX edizione di Ecoforum Economia Circolare, l’evento di Legambiente Lombardia dedicato all’economia circolare, alla decarbonizzazione e alla innovazione, dal titolo Scenari e strategie, tra difficoltà geopolitiche e sostenibilità ambientale. Verso gli obiettivi 2030.
Ecoforum Economia Circolare
A Brescia Ecoforum Economia Circolare è stato possibile grazie alla collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, con l’Alta Scuola di Management Sostenibile (ALTIS) di Università Cattolica e L’Alta Scuola per l’Ambiente (ASA Unicatt), insieme a enti pubblici, imprese impegnate nel ciclo del trattamento dei rifiuti e in altri settori, consorzi della filiera della raccolta differenziata, multiutility e esperti del settore. Ha moderato il programma il direttore di «Materia Rinnovabile», Emanuele Bompan.
Ad essere messa al centro l’Economia Circolare di grande rilevanza in un momento globale caratterizzato da un serio disordine geopolitico, con grandi sfida da raccogliere per il futuro dell’economia. Quando si parla di economia circolare si fa riferimento ad un paradigma molto attuale capace di lasciarsi alle spalle la teoria di un possibile sfruttamento senza limiti delle risorse naturali, sia per migliorare il difficile approvvigionamento di materie prime e alleggerire la bolletta energetica delle imprese, contribuendo così alla riduzione del 55% delle emissioni climalteranti al 2030 e arrivare alla neutralità climatica entro il 2050.
I contenuti
L’economia circolare è un ambito fondamentale della transizione ecologica, dove la tecnologia gioca un ruolo fondamentale, ma dove i processi normativi e amministrativi sono altrettanto cruciali. Il ruolo di Legambiente è nell’orientare le politiche industriali nazionali, oltre all’opinione pubblica, individuando gli ostacoli alla transizione ecologica e il modo di superarli. I temi più attuali emersi dalle diverse sessioni di Ecoforum sono stati la prevenzione della produzione di rifiuti, l’ecodesign di prodotti e servizi, il supporto alle imprese e alle amministrazioni pubbliche sulla transizione.
Nei diversi interventi si è anche discusso il ruolo delle multiutility nel recupero delle risorse strategiche, considerata la situazione internazionale (scarsità di risorse, aumento dei prezzi delle materie prime). Le filiere più “pesanti” del bresciano hanno ricevuto grande attenzione, per il loro ruolo nella lavorazione del metallo. Le aziende del bresciano funzionano anche con l’approvvigionamento dei metalli da riciclo, in una simbiosi tra imprese che favorisce lo sviluppo del territorio.
Inoltre, Ecoforum è stato l’occasione per ravvivare il dibattito sulla grave crisi che attraversa il settore del riutilizzo della plastica da raccolta differenziata. Il materiale vergine che arriva dalla Cina è più conveniente che non quello da RD, e gli impianti sono ad un passo dal fermarsi.
Il futuro
Il 2026 sarà l’anno in cui la Commissione Europea dovrà presentare il Circular Economy Act, una legge quadro sull’economia circolare che, nelle intenzioni di Bruxelles, entro il 2030 dovrebbe raggiungere l’obiettivo di impiegare almeno il 24% di utilizzo di materiale da riciclo (oggi poco sopra il 12% in Europa); un tasso di riciclo degli imballaggi al 70% (oggi al 67,5%) e quello dei RAEE al 65% (oggi poco sotto il 31%) riducendo la domanda di risorse naturali primarie.
“L’economia circolare italiana continua a rappresentare un’eccellenza a livello europeo,” ricorda Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Le realtà che generano materie prime seconde sono strategiche per raggiungere obiettivi industriali competitivi e innovativi. Soprattutto in una congiuntura geopolitica come l’attuale, le filiere circolari e l’energia da fonti rinnovabili sono i motori fondamentali della transizione ecologica, anche per la loro capacità di attrarre nuova occupazione e di abbassare costi sempre più pesanti per i bilanci di famiglie e imprese. Legambiente ha indicato la strada con il suo «libro bianco» sulla riconversione dell’industria italiana, frutto di un lungo percorso con imprese, mondo del lavoro e della ricerca. L’obiettivo è costruire per il nostro Made in Italy un «Clean Industrial Deal», fondato su lotta alla crisi climatica, circolarità, innovazione e competitività.”.
I rifiuti urbani hanno un ruolo fondamentale nell’economia circolare per l’innovazione messa in campo dalle imprese del settore e per la ricaduta culturale rivolta ai cittadini. In Lombardia, a fronte di una produzione totale di rifiuti urbani pari a 4.862.308 tonnellate (dato 2024), la raccolta differenziata si attesta su 3.165.595 tonnellate con una percentuale pari al 74,4% su base regionale, inferiore all’obiettivo del PRGR-Piano regionale di Gestione dei Rifiuti – dell’80% al 2027 per tutti i comuni.
È però sul recupero di materia che si gioca la partita fondamentale per il futuro. Per l’anno 2024, in Lombardia, si è recuperato il 64,4% di materia (86,5% totale, considerando anche il recupero di energia). Se si considerano però le nuove modalità di calcolo europee per stimare l’effettivo riciclaggio, l’indice depurato degli scarti e della preparazione per il riutilizzo è pari al 54,9% (dati 2023), almeno 10 punti sotto l’obiettivo europeo al 2035 (fonte: Arpa Lombardia).
“In Lombardia l’economia circolare deve guidare scelte politiche e azioni concrete,” afferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Il 2030, anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi europei di medio termine, è ormai alle porte. In un contesto internazionale caratterizzato di grandi incertezze, occorre rafforzare la capacità di filiera e la simbiosi industriale con i processi di recupero delle materie prime seconde. Partendo dai rifiuti urbani per arrivare a quelli speciali, i materiali da raccolta differenziata possono entrare nel ciclo di produzione delle industrie manifatturiere, contribuendo così ad ridurre l’impiego di materia prima vergine”
Economia Circolare: quali sono le proposte di Legambiente
– Velocizzare gli iter di autorizzazione e realizzazione degli interventi previsti dal PNRR – Missione 2, Componente 1, Misura 1, sia per le strutture a servizio del miglioramento della raccolta differenziata sia per gli impianti di riciclo, come ad esempio per il caso dei prodotti assorbenti per la persona (pannolini e pannoloni). Va facilitata anche la decretazione da parte del MASE per il passaggio a fondi nazionali di queste linee PNRR più strategiche, al fine di consentire il completamento entro il 2029 degli interventi già avviati e in fase di avviamento.
– Semplificare il tortuoso iter di approvazione dei decreti End Of Waste (EOW), fondamentali per garantire il recupero di materie prime seconde in nuovi cicli produttivi, inserendo sistemi di consultazione maggiormente accessibili.
– Sostenere lo sviluppo delle filiere e dei settori strategici nel panorama nazionale e internazionale, dal tessile alle materie prime critiche, dai rifiuti speciali ai RAEE, con adeguato supporto normativo, come l’approvazione del sistema EPR per il tessile e l’attivazione di iniziative di informazione, sensibilizzazione per il miglioramento della raccolta, attraverso gli strumenti vigenti, come nel caso dei RAEE.
– Far rispettare l’obbligo, ancora oggi ampiamente disatteso, di utilizzare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e il Green Public Procurement (GPP) anche negli affidamenti di qualsiasi tipologia di opere, beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione, compresi quelli dati in concessione, e delle società miste pubblico / private, avviando un programma di formazione e controllo nelle varie articolazioni dello Stato per garantirne l’applicazione. Inoltre, andrebbero previsti nuovi CAM per le attività di erogazione dei servizi pubblici che adesso non ne prevedono (come ad esempio: depurazione dell’acqua, distribuzione dell’acqua, distribuzione dell’energia, impianti di trattamento rifiuti).
– Ridurre il prelievo da cava attraverso il recupero e riciclo degli inerti provenienti dall’edilizia e da altri materiali. Occorre che Governo e Regioni prendano decisioni chiare per accompagnare questa transizione: rendere sempre più trasparente e tracciabile il percorso dei rifiuti da demolizione; promuovere gare pubbliche per la demolizione selettiva con obiettivi precisi e ambiziosi di recupero dei materiali, favorendo inoltre tale pratica già in fase di costruzione; completare e implementare il quadro normativo relativo ai decreti End of Waste (il testo approvato ed entrato in vigore il 26 settembre 2024, presenta alcuni aspetti da rivedere e occorre approvare il testo del decreto EoW per rifiuti a base di gesso). Devono inoltre essere rivisti i capitolati di appalto per favorire i materiali provenienti dal riciclo, fissandone inoltre percentuali crescenti di utilizzo.
– Potenziare i controlli ambientali, completando l’approvazione dei decreti attuativi della legge 132 del 2016 che ha istituito il Sistema nazionale di protezione ambientale, per prevenire l’illegalità nel ciclo dei rifiuti e fermare la concorrenza sleale delle aziende “furbe” nei confronti di quelle rispettose della legge.
Gli intervenuti
Ad intervenire questa mattina sono stati: Giuseppe Bonelli, Direttore di sede, Università Cattolica Del Sacro Cuore di Brescia, Emanuele Moraschini, Presidente della Provincia di Brescia, Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia, Roberto Zoboli, Professore di Politica Economica, Alta Scuola per l’Ambiente, Giorgio Gallina, Dirigente UO Economia Circolare e Tutela delle Risorse Naturali Regione Lombardia, Marta Giurato, Area rapporto con il territorio, Conai, Delia Di Monaco, responsabile prevenzione, sviluppo e tracciabilità, Corepla, Corrado Boccoli, presidente CEM Ambiente, Alessandro Lazzari, Board member DNA Ambiente, Pietro D’Alema, Direttore Generale Silea spa, Yuri Santagostino, presidente Cispel Lombardia, Mauro Corradi, amministratore delegato Acinque Ambiente, Giovanni Vargiu, Direttore Circular Treatment CAP Evolution, Vittorio Vay, Advocacy & Thought Leadership Manager a2a, Luca Mattone, responsabile Area Tecnica RICREA, Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, Silvano Squaratti, direttore generale ASSOFOND, Carmine Trecroci, Professore di economia Università di Brescia e presidente RUS, Laura Maria Ferri, Professora di Economia Aziendale, ALTIS Università Cattolica del Sacro Cuore, Giorgio Maione, Assessore Ambiente e Clima, Regione Lombardia, Giovanni Marinoni Martin, Vice Presidente Sicurezza, Transizione ed Europa Confindustria Brescia e Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente.
In evidenza uno scatto di Legambiente Lombardia.