BRESCIA

Uccisa e sepolta nell’ex bocciofila, disposta l’autopsia sul cadavere

Dopo il ritrovamento sotto diversi metri di terra nell'ex bocciofila vicino all'appertamento del presunto assassino

Uccisa e sepolta nell’ex bocciofila, disposta l’autopsia sul cadavere
Brescia, 17 Novembre 2020 ore 08:41

Uccisa e sepolta nell’ex bocciofila, disposta l’autopsia sul cadavere

E’ il giorno dell’autopsia per Viktoriia Vovkotrub, la 42enne badante ucraina scomparsa a Brescia nei giorni scorsi e ritrovata morta nel giardino di una ex bocciofila a pochi passi dall’appartamento dell’ex fidanzato Berisa Kadrus, kosovaro di 60 anni che ha indicato alle forze dell’ordine il luogo della sepoltura e sui cui gravano accuse pesantissime quali l’omicidio volontario e l’occultamento di cadavere.

Al via l’autopsia

Per avere più certezze su quanto accaduto nell’appartamento di Quartiere Primo Maggio, il sostituto procuratore Donato Greco ha disposto l’autopsia sul corpo di Viktoriia, che secondo le prime indiscrezioni avrebbe presentato diverse ferite da armi da taglio e su cui ora si svolgeranno gli esami autoptici, mentre il presunto assassino rimane in carcere.

Sangue nel soggiorno della casa dell’ex compagno

Il sopralluogo della Sezione Investigazioni scientifiche del Comando provinciale dei carabinieri presso l’abitazione di Berisa, infatti, aveva consentito già ieri di individuare la scena del crimine nel soggiorno della stessa, dove grazie all’utilizzo del luminol erano state rilevate alcune tracce di sangue, compatibili con una dinamica di tipo violento.

La successiva comparazione del Dna del sangue non ha lasciato dubbi: si trattava dello stesso rinvenuto sul tappeto che aveva portato il fermo dell’uomo e, in ultimo, sui manici di una carriola all’interno di un garage nella disponibilità dell’assassino, il quale, messo alle strette, nel pomeriggio odierno, senza ulteriori ammissioni, ha inteso fornire indicazioni determinanti a completare il mosaico investigativo con il tassello mancante: il ritrovamento del cadavere.

Sotto circa un metro di terra all’interno di un giardino abbandonato da diversi anni, una ventina di militari, con l’ausilio del medico legale intervenuto sul posto e il supporto di una squadra dei Vigili del fuoco, hanno impiegato circa 2 ore per dissotterrare con la massima perizia e delicatezza il corpo, per preservare il più possibile tracce ed elementi utili al prosieguo delle investigazioni.

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