Sei persone in manette

Prostituzione e tentato omicidio: arrestato 35enne di Palazzolo (AGGIORNAMENTO)

I fatti risalgono al 2 settembre 2019, vittima un 31enne residente a Carpenedolo, punito perché importunava una delle meretrici protette dal gruppo criminale.

Prostituzione e tentato omicidio: arrestato 35enne di Palazzolo (AGGIORNAMENTO)
Brescia, 11 Settembre 2020 ore 10:36

Sei persone arrestate, una a Palazzolo. E’ il bilancio della maxi operazione, coordinata dalla Procura della repubblica di Bergamo, condotta ieri dai Carabinieri nei confronti di un gruppo di cittadini di origini rumena ed albanese, in relazione al tentato omicidio commesso il 2 settembre del 2019 a Palosco, nella Bergamasca, ai danni di YaYa Dosso, un cittadino originario della Costa d’Avorio residente a Carpenedolo. Una vicenda maturata negli ambienti dello sfruttamento della prostituzione.

In manette sono finite sei persone, tra queste un 35enne residente a Palazzolo, ritenuto uno dei capi dell’organizzazione.

L’operazione contro lo sfruttamento della prostituzione

Militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bergamo, con il supporto di quelli del Comando Provinciale di Brescia e del 2° Nucleo Elicotteri CC di Orio al Serio, nonché, con riferimento ai destinatari localizzati in territorio rumeno, di personale appartenente a unità specializzate dell’Ispettorato Generale della Polizia romena, hanno eseguito sei misure cautelari a carico di altrettanti soggetti, tre residenti nelle provincia di Bergamo, uno a Palazzolo e due in territorio rumeno.

Luce sul tentato omicidio dello scorso anno

Le indagini hanno permesso di far luce sulle ragioni vere che lo scorso 2 settembre, sulla strada provinciale 573 del comune di Palosco, hanno provocato l’investimento del 31enne cittadino ivoriano, punito poiché ritenuto responsabile di aver importunato una delle meretrici a cui l’investitore offriva protezione. Nel corso dell’attività investigativa sono state inoltre acclarate nei confronti degli altri arrestati le relative responsabilità riguardo allo sfruttamento e favoreggiamento commessi ai danni di cinque giovani donne, tutte provenienti da Paesi dell’Est Europa, che giunte in Italia sono state obbligate a prostituirsi.

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