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Molestie olfattive: doppia condanna per una società denunciata da Forestali e Arpa

La responsabilità della ditta è stata riconosciuta in sede amministrativa e penale.

Molestie olfattive: doppia condanna per una società denunciata da Forestali e Arpa
Altro 27 Luglio 2021 ore 12:46

È giunta a conclusione la complicata vicenda giudiziaria legata alle pesanti molestie olfattive che una ditta di Agnosine ha arrecato per svariati anni alla popolazione residente nel circondario. L’impresa è stata infatti al centro di una lunga serie di accertamenti da parte dei Carabinieri Forestali della Stazione di Vobarno e dei tecnici del Dipartimento di Brescia di Arpa Lombardia a seguito di innumerevoli segnalazioni pervenute dai cittadini, esasperati per l’odore insopportabile sprigionato dalle attività di trattamento di rifiuti speciali pericolosi che tale azienda svolge.

Già condannata nel 2018

La ditta, che nel 2018 era già stata condannata in sede penale per il reato di molestie olfattive grazie alle indagini svolte dai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Vobarno, nel corso del tempo è stata oggetto di approfondite visite ispettive da parte dei tecnici dell’Arpa di Brescia che hanno fatto emergere come la stessa avesse ripetutamente violato le prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale: l’impianto di filtraggio delle emissioni in atmosfera di cui era dotata, in particolare, non era idoneo a trattenere le sostanze fortemente odorigene come il terbutilmercaptano percepite dagli abitanti del luogo.

Autorizzazione sospesa, Tar e Consiglio di Stato

Nel settembre 2019, su proposta dei Carabinieri Forestali, la Provincia di Brescia aveva quindi disposto la sospensione dell’autorizzazione rilasciata alla società, che tuttavia ha poi presentato ricorso ottenendo l’annullamento di tale provvedimento: i giudici del Tar di Brescia ritenevano che gli accertamenti svolti non fossero sufficienti ad indicare la responsabilità dell’azienda.

Quest’ultima sentenza è stata però annullata dal Consiglio di Stato il quale, con una recente pronuncia, ha invece riconosciuto l’assoluta fondatezza degli accertamenti svolti da Carabinieri Forestali ed Arpa ed ha condannato la società al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio, rimarcando come “la molteplicità e univocità dei dati acquisiti nel corso del tempo attesti l’inidoneità dei sistemi di abbattimento delle emissioni odorigene”.

Sia in sede amministrativa che in sede penale è stata dunque riconosciuta la piena responsabilità dell’azienda – all’interno della quale si è peraltro verificato nel luglio 2020 anche un preoccupante incendio di rifiuti – alla quale è stata prescritta l’esecuzione di una serie di lavori atti a potenziare e rendere efficace il proprio sistema di abbattimento delle emissioni in atmosfera.

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