Skoda titan desert

L'impresa titanica di due bresciani in mountain-bike nel deserto

Alberto Polo e Romeo Rossetti sono due dei quattro italiani che hanno preso parte all'edizione 2024

L'impresa titanica di due bresciani in mountain-bike nel deserto
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di Marianna Baldo

L'impresa titanica di due bresciani in mountain-bike nel deserto

Škoda Titan Desert Morocco 2024: un’edizione ricca di contrasti, sorprese e sfide. A viverla due bresciani su quattro italiani iscritti. Un’esperienza che toglie il respiro, non solo per il caldo torrido del deserto, misto alla sabbia, alle lunghe percorrenze, alla resistenza fisica ma soprattutto mentale, la titan Desert toglie il respiro per come entra nel cuore dei partecipanti che, pedalata dopo pedalata, riscoprono i valori della condivisione, della solidarietà, la bellezza della fatica e della sfida, il tutto contornato dal grande senso di avventura.
A raccontarcelo sono stati proprio loro, i due Titani bresciani: Romeo Rossetti di casa a Longhena e Alberto Polo di casa a Fenili Belasi (Capriano del Colle). A farli conoscere la passione per la bici una volta iscritti a questa indimenticabile gara. Sei giorni e sei notti a tratti volati, a tratti sospesi nel tempo.
A sinistra Romeo e a destra Alberto, i due bresciani alla Skoda Titan Desert 2024
A sinistra Romeo e a destra Alberto, i due bresciani alla Skoda Titan Desert 2024
Tappe medie da percorrere circa 100km al giorno in Mountain Bike attrezzate per le condizioni più dure, villaggi da attraversare, passi da conquistare con altezze che sono andate gli oltre 2400 metri, check point da raggiungere, senso dell’orientamento alle stelle. La partenza è stata da Boumalne Dades per poi raggiungere Tourza, e ancora M’ssici, Erg Chebbi sino a Maadid (arrivo). Ogni sera veniva allestito per gli oltre 500 partecipanti un villaggio fatto di tende, le famose Khaima tipiche del deserto, in cui Romeo e Alberto, trovavano cibo, un letto dove dormire, dove lavarsi e dove lavare la propria divisa tecnica, lasciando alle spalle le lunghe e provanti percorrenze sotto il sole che ha sfiorato anche i 50 gradi per 6 o addirittura 8 ore di pedalata.
Skoda Titan Desert 2024 - Credits Skoda Titan Desert
Skoda Titan Desert 2024 alcuni momenti dell'impresa titanica compiuta dai due bresciani - Credits Skoda Titan Desert

Sotto l'organizzazione di chi "fa" la Paris-Dakar

Organizzazione impeccabile che vanta l’esperienza di altre organizzazioni mozzafiato quella, ad esempio, della meravigliosa e affascinante Paris-Dakar. L’emozione e l’entusiasmo sono ancora palpabili per il 59enne longhenese.
"Da sempre sono un cicloturista per pura passione e mi sono avvicinato a questa esperienza di gara perché amo conoscere altri paesaggi, altre condizioni. Non sono partito cogliendo alcun guanto di sfida o alcuna voglia di classifica ma per poter appagare la mia curiosità e la mia conoscenza - ha raccontato Romeo - Ho deciso di iscrivermi nell’autunno 2023, poi un paio di mesi prima della partenza ho saputo che Alberto si era appena iscritto e abbiamo deciso di condividere l’esperienza. E’ stata un’esperienza straordinaria, l’organizzazione ha pensato davvero a tutto, un supporto eccellente, impressionante".

Sport e solidarietà

Non solo tecnica e logistica, ma bensì tanta umanità e tanta solidarietà.
"Tra partecipanti, e siamo stati tanti, pare di conoscerci da sempre, è un’esperienza che lega tantissimo. Ho avuto problemi meccanici con la mia bici e perfetti sconosciuti in gara come me mi hanno prestato assistenza, regalandomi talvolta pezzi di ricambio privandosene. Tra loro professionisti o ex professionisti di questo sport che hanno conquistato più volte il podio".
Ma nemmeno i risultati di Romeo sono stati poi così lontani. Togliendo appunto i professionisti di questo sport, il cicloturista bresciano (tornitore nella vita) ha sfiorato il podio della 5a tappa e ha chiuso la Titan come 6° di categoria e 100° assoluto.
La preparazione dei sei mesi prima ha dato i suoi frutti tra “buon fondo” unito a bicicletta anche per 6 o 7 ore consecutive e palestra, per affrontare un percorso che mette sottostess uomo e mezzo. Non ha voluto sapere nulla prima ma godersi la sorpresa giorno per giorno.
"Di questa esperienza porterò sempre indelebile nella mente e nel cuore i bambini che abbiamo incontrato attraversando i villaggi locali a cui abbiamo cercato di regalare ogni cosa che avevamo a disposizione come barrette, caramelle; avessimo potuto dar di più di certo lo avremmo fatto. La Titan è stata per me un bagaglio di esperienza umana concreta, palpabile".
L’amico Alberto invece è atleta di Mountain Bike da anni e la sua partecipazione è stata per alzare l’asticella della sfida.
"E’ stato estremamente duro ma il contorno, il paesaggio, gli altri partecipanti, sono stati d’aiuto in molti momenti - ha raccontato il 51enne caprianese - Ho avuto problemi di salute all’inizio della Titan che mi hanno parecchio debilitato, le prime due tappe che erano quelle che potrei definire “il mio pane” sono state un calvario proprio per i problemi fisici che mi attanagliavano".
Non ha però mollato perché Alberto crede fortemente nel benessere psicofisico dello sport, per questo lo pratica, così come è consapevole che il senso della sfida dia una ulteriore spinta al raggiungimento dell’obiettivo.
"La Titan mi è piaciuta tantissimo sia a livello agonistico che a livello umano, oltre alla gara la condivisione è fondamentale e avviene in modo del tutto naturale. Un’esperienza che racconto a chiunque sia appassionato di mtb perché è fatta di sport ma anche di solidarietà reciproca tra chi è lì e la percorre. Inoltre la macchina organizzativa è perfetta, il supporto e l’assistenza sono straordinari, anche il supporto medico di cui mi sono dovuto avvalere è stato straordinario. Poi tutto questa avventura è ambientata in uno dei posti più belli del mondo: il Marocco, con la sua moltitudine di paesaggi e il fascino tipico e tangibile (per chi ha la fortuna di viverlo) del deserto del Sahara. Di certo è un’esperienza da provare".
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Skoda Titan Desert 2024 alcuni momenti dell'impresa titanica compiuta dai due bresciani - Credits Skoda Titan Desert
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Skoda Titan Desert 2024 alcuni momenti dell'impresa titanica compiuta dai due bresciani - Credits Skoda Titan Desert

I sindaci Caravaggi e Sala

Orgogliosi dell’esperienza dei due bresciani anche i loro sindaci che a nome della comunità si sono congratulati con loro considerandoli esempi da seguire. "Ho appreso della partecipazione del nostro compaesano Romeo Rossetti a questa competizione. Voglio esprimere a nome mio, dell’Amministrazione comunale e dei cittadini che rappresento, le nostre congratulazioni per il ragguardevole risultato raggiunto - ha commentato la neoeletta sindaco di Longhena Rita Caravaggi - Ammiriamo la sua volontà di affrontare questa dura esperienza e soprattutto di superare i suoi limiti. Un esempio positivo per i nostri giovani".

Anche il collega di Capriano del Colle Stefano Sala ha commentato con entusiasmo l’impresa compiuta da Alberto Polo. "Mi congratulo con Alberto. Capriano sta annoverando nella sua storia sportiva diversi atleti e campioni degni di nota: nelle arti marziali durante l’estate avremo un atleta che andrà ai mondiali. Per quanto concerne il ciclismo abbiamo avuto Ferruccio Veschetti come campione della disciplina over 60 e ora anche Polo con questa meravigliosa esperienza. Come primo cittadino sono orgoglioso per l’emozione che ci ha donato, mi complimenterò di persona".

 

L'amico Emanuele Perozeni

Emanuele Perozeni ha seguito con il fiato sospeso l'impresa titanica dell'amico Romeo. Amici di vecchia data il titano longhenese è stato testimone di nozze di "Manu".

"Credo che Romeo sia un esempio positivo per tutti gli amici e le persone che lo conoscono, di come se si vuole qualcosa si possa ottenerlo con l'impegno, la forza di volontà e la costanza, con un particolare riguardo all'alimentazione e la cura del corpo per stare bene non solo fisicamente. Per lui nessuna impresa sembra impossibile e il suo entusiasmo e amore per quello che fa sono incredibili" ha concluso l'amico.

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