L'ultimo caso a Cazzago

In un anno aggredite 22 assistenti sociali

La denuncia di Mirella Silvani, presidente del Consiglio Regionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia.

Sebino e Franciacorta, 24 Agosto 2020 ore 18:38

Due assistenti sociali aggredite in Lombardia negli ultimi 10 giorni. Con i fatti accaduti nelle province di Pavia e di Brescia (a Cazzago San Martino) il numero complessivo delle segnalazioni di fenomeni di violenza in un anno salgono così a 22.

“E’ un dato che allarma sicuramente noi che rappresentiamo la professione, ma che deve preoccupare tutti, a partire da chi ha responsabilità politiche di governo e amministrative – dice Mirella Silvani, presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia – Le situazioni per le quali hanno operato le colleghe aggredite nelle ultime settimane sono le più delicate e complesse tra le tante di cui il servizio sociale si occupa. Situazioni che hanno al centro il benessere di bambini e ragazzi nelle quali l’assistente sociale opera, con altri, su mandato dell’ente pubblico e della magistratura. In questi casi infatti, le decisioni e gli interventi sono il risultato di mesi di lavoro, di percorsi complessi che coinvolgono gli adulti e i minorenni che non possono essere raccontati pubblicamente dai professionisti incaricati. E se non è accettabile la violenza per far valere le proprie ragioni quando si è parte in causa, altrettanto inaccettabile è la presa di posizione contro, le accuse e il processo mediatico, soprattutto sui social, da parte di chi è estraneo alle vicende e non ne conosce la storia”.

Il disegno di legge

“Solo pochi giorni fa, il 5 agosto, è stato approvato dal Parlamento il Disegno di legge contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e degli assistenti sociali – aggiunge la presidente Silvani – E’ di sicuro un risultato atteso di cui c’era necessità, ma non è un fatto di cui gioire. Ancora una volta infatti si è dovuto intervenire con una norma e con l’inasprimento delle pene per contrastare un fenomeno che pone una seria questione culturale e sociale: sempre più ci si sente legittimati a risolvere i conflitti per le vie dirette aggredendo e minacciando invece di ricondurre il contraddittorio nei luoghi previsti dal nostro ordinamento”.

I provvedimenti dei Tribunali possono essere impugnati, l’agire dei professionisti ritenuto non corretto può essere segnalato ai Dirigenti degli Uffici, alla Magistratura e al Consiglio di disciplina dell’Ordine di appartenenza. L’Ordine professionale è impegnato a sviluppare sempre più Linee guida per gli interventi nell’ambito della tutela minori adeguate ai cambiamenti della struttura della famiglia e dei servizi nel nostro Paese. È altrettanto fermo nel richiedere alle istituzioni e alle amministrazioni un pari impegno nel potenziare le risorse a sostegno delle persone in difficoltà e nell’adeguare il numero di operatori nei servizi, migliorandone le condizioni di lavoro, garantendo formazione specifica e supervisione professionale.

“Il Consiglio dell’Ordine esprime solidarietà e vicinanza alle colleghe aggredite – conclude Mirella Silvani – Affermiamo, ancora una volta, che il lavoro degli assistenti sociali è a fianco dei cittadini, soprattutto nei loro momenti di maggiore difficoltà”.

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