Garda

Il nuovo Pgt accende il Consiglio comunale di Desenzano

Astensione da parte dei consiglieri di opposizione che hanno definito questa manovra «un’occasione mancata»

Il nuovo Pgt accende il Consiglio comunale di Desenzano

Il Consiglio comunale si accende sul nuovo Piano di Governo del Territorio.

Lunedì sera durante la seduta di Consiglio è stato discusso, tra le altre cose, il nuovo Piano di Governo del Territorio. L’obiettivo, come ribadito dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Guido Malinverno è «consumo di suolo zero». Il primo cittadino ha sottolineato la volontà di perseguire un bilancio ecologico del suolo pari a zero, evitando nuove espansioni fuori dal tessuto urbano consolidato e puntando sulla rigenerazione dell’esistente. Il Piano è stato approvato con 10 voti favorevoli e 6 astenuti: l’opposizione ha espresso non pochi dubbi in merito.

Opposizione

«L’attuale amministrazione ha scelto di fatto di non intervenire in modo sostanziale, nonostante ormai quasi 9 anni di mandato alle spalle, optando per quella che abbiamo definito “manutenzione ordinaria” dell’attuale Pgt approvato nel 2017 – ha spiegato il consigliere di Movimento 5 Stelle e L’Altra Desenzano, Andrea Spiller – Introducendo solamente adeguamenti normativi e alcune semplificazioni, intervenendo in modo rilevante solamente sulla ridefinizione del Plis di San Martino, modifiche che tuttavia si sarebbero potute fare già da tempo senza aspettare questa occasione. Giudichiamo questa scelta del tutto politica un’occasione persa perDesenzano, se è vero infatti che talvolta modifiche più sostanziose hanno portato anche ad effetti negativi, è altrettanto vero che senza interventi e soprattutto senza una visione chiara sul futuro della nostra città non si possono in alcun modo dare risposte ai tanti problemi».

Emergenza abitativa

Tra i problemi sottolineati dal consigliere Spiller c’è quello dell’emergenza abitativa. «Quell’effetto distorto legato alle modalità e finalità con cui da tempo si sta costruendo a causa delle quali a fronte di continue e numerose nuove costruzioni sia quasi impossibile trovare una casa per tutte le persone e le famiglie che non dispongono di ingenti capitali, sia in affitto che per l’acquisto, costringendo tantissimi nuclei familiari a doversi spostare altrove svuotando la città dei suoi cittadini per sostituirli con abitazioni occupate pochi mesi all’anno oppure con modalità legate allo sfruttamento turistico. Questo effetto distorsivo deriva certamente da logiche economiche legate al mercato, che in questi ultimi anni si sono sempre più evidenziate, ma se non si interviene con norme apposite e strumenti dedicati continueremo a subirne le conseguenze e la situazione generale non potrà che peggiorare. I contesti in cui è possibile intervenire concretamente per invertire la rotta non sono molti, ma certamente ilPgt poteva essere uno di questi, aver scelto di non farlo rinviando la questione ad organi superiori (regionali o statali) è certamente un errore».

A tal proposito il sindaco in Consiglio ha precisato che «il Pgt ha poteri limitati di fronte a un problema sociale e legislativo di portata nazionale, aggravato dal fenomeno degli affitti turistici».

«Un’occasione mancata per Desenzano»

Anche secondo il gruppo di opposizione del capogruppo Stefano Terzi (Desenzano Progetto Futuro, Partito Democratico, Viviamo Desenzano) questo Pgt è stata «un’occasione mancata per Desenzano». «I sottoscritti consiglieri di minoranza hanno espresso una posizione di astensione responsabile, riconoscendo la presenza di alcuni elementi positivi nella Variante (come il contenimento del consumo di suolo) ma sottolineando con chiarezza che il cosiddetto “consumo di suolo zero”, tanto rivendicato dalla maggioranza, è in larga parte il risultato di un preciso obbligo normativo e non di una scelta politica autonoma e strategica – hanno spiegato Terzi, Beatrice Gabusi, Andrea Palmerini, Bernardo Comini, Maria Vittoria Papa – Allo stesso tempo è stata evidenziata la natura fortemente minimale della Variante: se il Pgt vigente non ha bisogno di stravolgimenti profondi, è evidente che il piano precedente aveva una struttura solida e funzionale. Tuttavia, dopo oltre dieci anni, con una città profondamente cambiata sotto il profilo sociale, ambientale ed economico, ci si sarebbe legittimamente aspettati una manutenzione politica e strategica più coraggiosa e più aderente ai nuovi bisogni. Nel complesso, sono stati evidenziati limiti strutturali, questioni irrisolte e grandi assenze, che impediscono al piano di rappresentare una vera visione di città capace di affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche dei prossimi anni. Ora si apre la fase delle osservazioni, un passaggio decisivo che può e deve diventare un’occasione reale di partecipazione».