Politica

Il nuovo impianto di produzione di asfalti a Lodetto scalda il Consiglio

Il sindaco ha rassicurato consiglieri e cittadini ma la minoranza chiede chiarimenti sull'impatto ambientale

Il nuovo impianto di produzione di asfalti a Lodetto scalda il Consiglio

Quello di giovedì 5 marzo è stato, salvo sorprese dell’ultima ora, il penultimo Consiglio comunale dell’era Belotti e gli echi della campagna elettorale si sono sentiti, questo è innegabile. Tuttavia, a differenza di precedenti sedute dai toni aspri condite da attacchi personali, si è respirato un clima di rispetto tra le parti e di sano confronto dialettico, in cui lo scontro, anche duro, è servito a scandagliare problemi importanti per il futuro della città. A innescare la discussione, scandita dalle domande incalzanti dai banchi della minoranza, sono statela ratifica della prima variazione e l’approvazione della terza variazione al Bilancio di previsione. Tra i temi più dibattuti (per la cronaca completa si rimanda al servizio pubblicato sul settimanale Chiariweek) il nuovo impianto per la produzione di conglomerati bituminosi in fase di realizzazione a Lodetto.

Il nuovo impianto di produzione di asfalti a Lodetto scalda il Consiglio

Si tratta, in sostanza, dell’ATP9 – Conazzoli (progetto di piano attuativo presentato dalla società Giudici spa con sede a Rogno, Bergamo), in via Milano a Lodetto. Il comparto produttivo ha una superficie territoriale pari a 73.053,40 metri quadrati. Si prevede la realizzazione nel lotto 1 di un sito produttivo incentrato sulla produzione di conglomerati bituminosi, costituito dall’impianto di produzione medesimo, oltre che da altri edifici, strutture o impianti necessari all’esecuzione dell’attività. L’azienda realizzerà anche una pista ciclabile al servizio della comunità (il costo è pari a circa 513mila euro).

Durante la seduta di Consiglio il sindaco Tiziano Belotti ha voluto subito rassicurare consiglieri e cittadini. “Lo abbiamo deliberato nel 2025: la delibera di Giunta risale all’aprile 2025, pubblicata e trasmessa ai capigruppo, seguita da quella di approvazione nel mese di maggio – ha ricordato – Non capisco perché la polemica arriva solo adesso. Questa attività, che ricade nella categoria 1, ha la stessa pericolosità di decine di impianti già presenti sul territorio. Per fare un esempio, come una macelleria. Non c’è niente di vergognoso, rivoluzionario o scandaloso. L’impianto sarà a circa un chilometro dal centro di Lodetto, a 400 metri da via Lombardia e a 200 metri dalle case che sorgono dall’altra parte della strada. E’ un impianto di nuova generazione, l’autorizzazione è rilasciata dalla Provincia ma anche questo non deve spaventare, perché è così per circa la metà delle imprese rovatesi. Ci tengo a precisare che tutto quello che è stato realizzato in questi anni, da via Stelvio a via Campomaggiore, è tutto ereditato da altre Amministrazioni, io non ho inserito un metro quadrato di area produttiva”.

L’attacco delle minoranze

Il capogruppo di Rovato Domani Stefano Fogliata ha precisato che le minoranze avevano già provato a sollevare la problematica: “Non è che tutti si sono svegliati adesso – ha sottolineato – A novembre in Commissione ne abbiamo parlato, in Consiglio ho chiesto tre volte cosa si andava a fare, senza ricevere risposta”. Il consigliere del Pd Alessandro Botticini ha aggiunto: “Nessuno è contro le attività produttive, ma c’è preoccupazione in quella frazione per quell’impianto. Io ho chiesto di avere dei dati sull’impatto ambientale, credo che il Consiglio comunale sia la casa della parola”. Il primo cittadino ha ribadito che “di segreti non ce ne sono. Andiamo insieme in Provincia, facciamoci spiegare i pericoli. A nessuno piacciono le industrie vicino a casa, ma questo non è catrame, è bitume. Come sindaco l’unica scelta è stata individuare quel territorio come area di trasformazione, tutto il resto non è di competenza del Comune”. Fogliata ha replicato: “Il sindaco non potrà bloccare l’intervento, ma ha il dovere di comunicare con la cittadinanza”.

La consigliera Valentina Remonato (Rovato 2020), guardando alla proiezione del fondo cassa e “all’erosione della liquidità di oltre il 50% in un solo anno”,  auspica “una programmazione che sia all’altezza delle sfide contemporanee capace di ragionare sul lungo periodo, che vada oltre all’urgenza o l’importo finanziato per un progetto mai pensato nel suo impatto territoriale. La politica dovrebbe essere capace anche di ragionare sulle ricadute future delle scelte prese, assumendo decisioni capaci di migliorare la vita delle persone oggi e nel prossimo futuro. Mi dispiace che i numeri non siano mai stati l’opportunità di andare oltre il dato e che il Consiglio sia stato un muro senza confronto”.

Un’assemblea pubblica a Lodetto

Per approfondire l’argomento del nuovo impianto si terrà un’assemblea pubblica organizzata dai cittadini mercoledì 18 marzo alle 20.30 all’oratorio della frazione Lodetto; interverrà un esperto di Legambiente.