Si è tenuta questa mattina, sabato 7 marzo 2026, la cerimonia in ricordo del carabiniere scelto Massimo Urbano, Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria, morto in servizio 26 anni fa. Militare in forza all’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Chiari, il 7 marzo 2000, durante un turno di pattuglia, il Carabiniere Urbano e il suo capo equipaggio intercettarono due auto sospette in fuga: durante l’inseguimento, l’impatto tra i fuggitivi e un autoarticolato causò il ribaltamento del mezzo pesante, che travolse l’autoradio condotta da Urbano. Il giovane militare, nato a Poggio Imperiale nel 1972, morì durante il trasporto in ospedale.
Chiari ricorda il carabiniere scelto Massimo Urbano
La commemorazione è iniziata con la messa in suffragio nella chiesa di Santa Maria Maggiore e si è conclusa in viale Bonatelli, presso il Monumento alla Memoria, nel Parco Urbano. Alla cerimonia hanno preso parte i familiari del carabiniere e numerosi rappresentanti dell’Arma territoriale: il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Brescia colonnello Alberto Raucci, il Comandante della Compagnia di Chiari maggiore Michele Capone, il Luogotenente Comandante della Stazione di Chiari Daniele Trevisani, oltre ai comandanti delle stazioni del territorio.
«Massimo Urbano non si è trovato per caso su quella strada a Urago d’Oglio – sono le parole del colonnello Raucci – Era lì perché aveva scelto di essere lo scudo tra la comunità e l’illegalità. In un’epoca segnata da una profonda insicurezza e da una criminalità spregiudicata, Massimo ha risposto con la propria presenza, con il proprio corpo e con la propria fermezza. Il suo sacrificio ci ricorda che la divisa che indossiamo non è un semplice abito da lavoro, ma l’assunzione di una responsabilità solenne verso il prossimo. Una responsabilità insita nel codice genetico dei Carabinieri, che si esprime nel senso del dovere, che non permette di voltarsi dall’altra parte quando la collettività è minacciata; nell’altruismo, cioè nella capacità di mettere la sicurezza dei cittadini prima della propria, fino alle estreme conseguenze; e nella fedeltà, quell’impegno preso con il giuramento che Massimo ha onorato fino all’ultimo istante della sua vita».
“Il suo sacrificio è monito dell’alto senso civico”
Al ricordo, oltre alle associazioni combattentistiche e d’Arma, hanno partecipato anche le istituzioni scolastiche, con il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Città di Chiari Nicola Bertolucci, e quelle civili: il vicesindaco di Chiari Roberto Campodonico, il sindaco di Urago d’Oglio Gianluigi Brugali e il sindaco di Berlingo Fausto Conforti.
«Il parco pubblico che la nostra città ha intitolato a Massimo Urbano, in una zona intensamente frequentata di Chiari, testimonia la perenne memoria del sacrificio del giovane carabiniere scelto ed è monito collettivo dello sprezzo del pericolo e dell’alto senso civico che guidano i rappresentanti dell’Arma nella responsabilità di salvaguardare la civile convivenza sul nostro territorio – ha commentato Campodonico – La nuova caserma dei Carabinieri che sta prendendo forma in via Rota sancisce visibilmente il legame con la Benemerita da parte delle nostre comunità locali, che identificano nell’Arma dei Carabinieri un punto di riferimento imprescindibile per la legalità, per la pubblica sicurezza e per costruire una solida coesione sociale nel nostro tessuto di appartenenza. Un legame testimoniato anche dal riconoscimento civico conferito al Comando di Stazione e alla Compagnia di Chiari in occasione della festa dei patroni Faustino e Giovita 2026».
GUARDA LA GALLERY (8 foto)