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Calendario 2023: al via la distribuzione nel comune di Gussago

L'assessore Valetti: “Abbiamo cercato le immagini del passato e, grazie alla collaborazione con il giovane gussaghese Matteo Sambero, siamo tornati lì, dove sono state scattate”

Calendario 2023: al via la distribuzione nel comune di Gussago
Altro Bassa, 20 Dicembre 2022 ore 15:42

Ha preso il via la distribuzione casa per casa, della copia gratuita del calendario 2023 realizzato dal Comune di Gussago.

Calendario 2023

Il calendario, che sarà utile strumento anche per il reperimento di informazioni sulla raccolta differenziata per l'anno 2023, ogni anno prende ispirazione partendo da un tema.

“Abbiamo cercato le immagini del passato e, grazie alla collaborazione con il giovane gussaghese Matteo Sambero, siamo tornati lì, dove sono state scattate” ha spiegato l’Assessore alla Cultura Simone Valetti. “Ci siamo muniti di una macchina fotografica moderna e abbiamo fotografato nuovamente lo spazio, rispettando luci, distanze, proporzioni, prospettive, visioni e sentimenti” - continua Valetti “abbiamo voluto ridare vita ad angoli dimenticati, chiamarli per nome e portarli nel presente. Le fotografie del passato saranno in bianco e nero, quelle del presente a colori. In mezzo ci siamo noi, che siamo quelli di ieri e quelli di domani.

Un paese è molto di più di quello che si vede

In un paese non vi è solo quello che gli occhi possono percepire, ma sussiste un passato che si replica incessante, nel quale è naturale identificarsi e riconoscere le proprie radici. Esiste una forma di lessico comune, fra gli abitanti di una piccola città, locuzioni e vocaboli che uniscono gli uni agli altri, ricordandoci che non siamo soli. Ed è in questo percorso a ritroso, che vi è la memoria delle relazioni, che rappresentano la tessitura del nostro mondo.

“Il patrimonio genetico di ogni paese, è la sintesi del DNA della sua gente. Le strade, le case, i muri, le piante, le piazze, le chiese, non sono altro che elementi architettonici che riflettono l’evolversi di una comunità, dove ogni individuo che la abita, ne costruisce un pezzo fondamentale. E se qualcuno cita “i due leoni”, “la Chiesa dei morti” o “el löc de la begia”, ogni gussaghese capisce; sa, ricorda, sente di appartenere a quei nomi, che non sono semplici toponimi, ma rappresentano dei veri e propri genius loci, elementi che incarnano lo spirito di quei luoghi, spazi dove abitare e identificarsi divengono parte di un’unica esperienza. I paesi come il nostro non muoiono mai “ - conclude Valetti - “evolvono, crescono, pronti a raccontare nuove storie con nuovi occhi. Cambiano nella loro fisionomia, disegnano percorsi nuovi, ma le radici rimangono sempre le stesse, perché ciò che siamo oggi è strettamente connesso a ciò che siamo stati ieri.”

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