Rovato

Bracconaggio, sei cacciatori denunciati

La denuncia di WWF e Cabs in difesa del popolo migratore.

Bracconaggio, sei cacciatori denunciati
Sebino e Franciacorta, 08 Settembre 2020 ore 14:04

La migrazione degli uccelli verso i quartieri di svernamento invernali aveva già trovato nel mese di agosto (a caccia chiusa) bracconieri pronti con trappole e fucili: numerosissime le segnalazioni giunte al CABS e al WWF. Immediata la risposta dei Carabinieri forestali che a seguito dei sopralluoghi svolti dagli attivisti del CABS ha denunciato quattro cacciatori in Val  Camonica

Nel Comune di Rovato un cacciatore, più volte denunciato negli anni passati, svolgeva l’attività di bracconaggio da un capanno abusivo a poche decine di metri da Strada provinciale ed è stato ripreso per quasi un’ora dagli attivisti CABS mentre nel mese di agosto con un richiamo acustico vietato abbatteva prispoloni (specie protette). Giovedì 2 settembre prima giornata di preapertura nella Provincia di Brescia le Guardie Venatorie WWF hanno sorpreso nel Comune di Rovato due cacciatori che utilizzando richiami acustici vietati sparavano ai prispoloni. L’intervento della Polizia provinciale ha portato al sequestro delle armi, della fauna abbattuta e dei richiami vietati.

Domenica 6 settembre nel Comune di Nave da un capanno proveniva il richiamo acustico di prispolone e gli attivisti del CABS potevano assistere all’abbattimento di decine di prispoloni e balie nere (specie particolarmente protette), i cacciatori tuttavia riuscivano ad occultare gli animali uccisi poco prima dell’arrivo dei Carabinieri forestali.

“Come si poteva immaginare la preapertura in Provincia di Brescia, consentita solo per i corvidi, in realtà è stata abbondantemente sfruttata per abbattere specie protette che migrano in questo periodo (prispoloni e balie nere)” afferma Antonio Delle Monache Coordinatore Guardie WWF Lombardia “i cacciatori utilizzano soprattutto fucili di piccolo calibro e munizioni silenziate per non essere individuati. Tuttavia l’utilizzo dei richiami acustici vietati ci ha permesso di fermare la mattanza”

Nel mese di maggio la Regione Lombardia ha introdotto l’obbligo per le Guardie venatorie volontarie di usare abbigliamento ad alta visibilità nell’attività di vigilanza venatoria, fatta salva l’attività antibracconaggio coordinata da Polizia provinciale e dall’arma dei Carabinieri, distinzione priva di senso e che aprirà un contenzioso continuo.

“Vestiti di verde o da “pagliacci” continueremo la nostra attività in difesa del popolo migratore” sostiene Filippo Bamberghi Coordinatore Guardie WWF Milano “iniziative del genere che aiutano il bracconaggio dimostrano solo l’arretratezza di una larga parte del mondo venatorio italiano”

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia