Affido: la nuova cultura dell’accoglienza

Affido: la nuova cultura dell’accoglienza
01 Novembre 2016 ore 11:20

«Per offrire a loro e ai loro figli una possibile via d’uscita, un sostegno, esiste l’affidamento familiare – ha spiegato l’assistente sociale dott.ssa Alma Gorgaini coordinatrice del servizio affidi per Ghedi e Montichiari – una forma di intervento molto varia che non si esaurisce nell’ospitalità a tempo pieno, presso un altro nucleo famigliare che temporaneamente affianca quello naturale nella cura dei figli, ma può assumere tante forme diverse, fino alle forme più “leggere” di sostegno alla genitorialità, a seconda dei casi».

«Non esiste un identikit dell’affidatario – ha spiegato la coordinatrice – perché l’affido è un progetto di appoggio per minori con famiglie in difficoltà e può avere diversa lunghezza e coprire anche solo metà giornata, ognuno può dare la propria disponibilità più o meno ampia, si propongono progetti compatibili con la disponibilità della famiglie».

L’affido classico consensuale viene generalmente proposto dai servizi sociali di base «la famiglia è d’accordo e firma, i servizi sociali inviano al giudice tutelare e questo tipo di affido non può durare più di 2 anni. Gli affidi giudiziali invece si effettuano anche in assenza della disponibilità della famiglia d’origine «ci sono situazioni molto gravi che costringono l’allontanamento – ha spiegato la Gorgaini – ma non è così facile come l’opinione pubblica possa pensare. L’affidamento si conclude, di norma, con un provvedimento dell’Autorità giudiziaria che lo aveva disposto al termine del progetto quando la famiglia è in grado di riaccogliere il figlio, oppure se la prosecuzione non è più nell’interesse del minore affidato o ancora se l’affidato ha raggiunto la maggiore età. Gli affidi leggeri invece non hanno bisogno dell’attività giudiziaria ma sono tutelati da progetti che coinvolgono i Servizi sociali».

Dietro ogni affido infatti ci deve essere un progetto o un patto, finalizzato innanzitutto al rientro del minore nel suo nucleo originario, come stabilito dal legislatore, fin dalla prima legge che lo istituì nel 1983. Per informazioni è possibile rivolgersi al servizio tutela minori e affido allo 030 9656269.


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