Il centro fiera annovera un mercato antico

Il centro fiera annovera un mercato antico

Ogni venerdì a Montichiari si svolgono due mercati, in centro città per merce varie dedicate alla persona e attiguo al Centro Fiera in via Brescia per il bestiame ed i prodotti collegati al mondo agricolo e della zootecnia. Entrambi sono mercati molto ben conosciuti e frequentati da tutto il circondario. Entrambi sono mercati molto antichi, che hanno radici addirittura a partire dal XV secolo, e che fino alla inaugurazione del Centro Fiera ad inizio anni ’80 erano uniti nell’area dell’attuale City, un tempo chiamata Foro Boario. Lo scorso 28 settembre la giunta comunale ha deciso di avanzare richiesta alla Regione Lombardia «per il riconoscimento regionale di mercato a valenza storica di tradizione del mercato settimanale del comune di Montichiari.».

Il riconoscimento riguarda per ora solo il mercato delle bancarelle dislocato in centro storico, tra piazza Treccani, via Trieste, via Cesare Battisti e via Paolo VI. «E’ stata una decisione che mai nessuna Amministrazione comunale aveva mai preso – raccontaRenato Baratti, assessore al Bilancio ed al Commercio – una decisione presa poiché la legge regionale lo permette per quei mercati nei centri storici che hanno una età di fondazione superiore al secolo di vita. Ed il nostro mercato è molto più vecchio»

Oreste Foffa nel suo libro «Note di Storia di Montichiari e Biografie di Monteclarensi» scriveva nel 1949, a proposito del mercato settimanale, che «è ritenuto il più importante della provincia dopo quello di Brescia. Tratta mercerie, tessuti, formaggi, frutta, verdura ecc., ma la sua rinomanza è dovuta al reparto bestiame e specialmente a quello bovino». Leggendo un vecchio manoscritto della Civica Biblioteca Queriniana di Brescia troviamo scritto che «il 4 marzo 1439 Filippo Maria Viscontiduca di Milano volendo favorire la Comunità di Montechiaro conferma i privilegi accordabili da Nicolò Piccinino il 12 dicembre 1438, e l’esenzione dal dazio a chi va e viene dal Mercato di Montechiaro». Ma sarà poi il Doge venezianoFrancesco Molino, due secoli dopo,  nel 1647 a ripristinare l’obbligo dei dazi.