Cronaca

I colori di Roberta, a Palazzolo il ricordo di una donna e il monito contro la manipolazione mentale

Il racconto della sorella Rita e dell’associazione “La pulce nell’orecchio”, mentre alla Galleria Studio f.22 sono esposti fino al 2 novembre gli acquerelli di Roberta

I colori di Roberta, a Palazzolo il ricordo di una donna e il monito contro la manipolazione mentale
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Sabato 17 ottobre 2026 nella sala civica a Palazzolo si è svolto l’incontro per ricordare Roberta Repetto, scomparsa nel 2020, e accendere i riflettori sul fenomeno delle sette e delle psico sette

Il ricordo di Roberta

Una mostra in ricordo di Roberta Repetto. Sabato 17 ottobre nella sala civica di Palazzolo si è svolto l’incontro “I Colori di Roberta”, in ricordo della donna scomparsa nel 2020. Curiosa, intelligente, appassionata e nel pieno della propria vitalità umana e artistica. È questo il ritratto di Roberta Repetto emerso dalle parole della sorella Rita, presidente dell’associazione “La pulce nell’orecchio”, durante l’incontro dedicato a “I Colori di Roberta”. Laureata in Conservazione dei beni culturali e con un’attività lavorativa ormai ben avviata, Roberta era alla ricerca del senso più profondo della vita e delle relazioni. Nel suo percorso incontrò un Centro immerso nella natura ligure, un luogo che inizialmente appariva bello e intenso. Poi, il tragico epilogo. Era il 9 ottobre 2020 quando Roberta morì, lasciando una sorella e due genitori sofferenti, increduli e alla ricerca di risposte. Sarà proprio Rita, attraverso gli scritti lasciati dalla sorella, a cercare di ricostruire quanto accaduto e a trasformare il dolore in un impegno civile.

Il pericolo della manipolazione

Da allora Rita porta avanti una battaglia per creare consapevolezza attorno alla manipolazione mentale e fornire gli strumenti per riconoscere i comportamenti tipici di un manipolatore all’interno di sette e psicosette. Un messaggio che arriva diretto e senza ambiguità: “Le sette non sono realtà organizzate in cui gli adepti sono incappucciati! Possono essere gruppi di cucina, di cucito o di preghiera.” Nella sala civica cala il silenzio. In prima fila il sindaco di Palazzolo Gianmarco Cossandi, quindi gli assessori, insegnanti e la dirigente Elena Vezzoli dell’I.C. “Aldo Moro” di Capriolo. Accanto a Rita anche Riccardo Inverardi, della Galleria Studio f.22, e Marisa Murgia, che ha realizzato una tesi sulla vicenda processuale di Roberta. All’ingresso, intanto, quattro studenti dell’Istituto Iefp turistico Falcone di Palazzolo, Francesca, Luna, Habiba e Jhon ,accolgono il pubblico distribuendo i segnalibri realizzati dall’associazione. Sul fronte compare un disegno di Roberta, sul retro i comportamenti che possono rappresentare un campanello d’allarme per riconoscere una possibile situazione di abuso e manipolazione.

I colori di una donna che voleva vivere

Per i ragazzi si tratta di un’esperienza di alternanza scuola-lavoro, ma l’incontro diventa anche un’occasione per riflettere sui rischi che possono minacciare la libertà di pensiero e il libero arbitrio. Un’attività di sensibilizzazione portata avanti con la professoressa Belotti e il dirigente professor Lazzaroni. Un’ora intensa, emotivamente forte, conclusa con la visita alla Galleria Studio f.22, dove gli acquerelli di Roberta resteranno esposti fino al 2 novembre.

“Perché ricordare Roberta significa anche chiedere maggiore tutela contro la manipolazione mentale e una legge capace di proteggere chi rischia di cadere nelle reti di gruppi distruttivi. – ha detto Rita, la sorella di RobertaMa significa soprattutto non lasciare che la sua storia venga ricordata soltanto attraverso il dolore. Roberta va ricordata anche attraverso ciò che amava e che sapeva creare: i suoi colori. I colori di una Donna che voleva vivere”.

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