Bevande alcoliche in Italia: come cambiano i consumi e quali sono le categorie più apprezzate

Bevande alcoliche in Italia: come cambiano i consumi e quali sono le categorie più apprezzate
Aggiungi Prima Brescia alle tue fonti preferite

Vino, birra, spumanti, aperitivi e distillati: il mercato italiano delle bevande alcoliche è composto da categorie che seguono oggi traiettorie differenti. I dati più recenti sembrano restituire un quadro a due velocità: alcuni segmenti, infatti, mostrano una vivacità che dura da anni, altri, invece, devono fare i conti con una contrazione dei volumi.

Come cambiano le abitudini di consumo degli italiani

Le scelte di chi acquista dipendono da più fattori: primo tra tutti il prezzo, elemento chiave in una fase in cui il potere d’acquisto delle famiglie resta sotto pressione, poi contano l’occasione di consumo (pranzi, cene, feste, ricorrenze) e le caratteristiche del prodotto. Da registrare anche una sensibilità crescente verso gradazioni più contenute. Ciò che ne deriva è un mercato che non si muove in modo uniforme: alcune categorie riescono a crescere, altre attraversano una fase di ridimensionamento.

Vino e spumanti: un comparto a due velocità

Nel 2025 il mercato del vino ha raggiunto un valore di 3,06 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (-0,1%), a fronte però di volumi in calo del 2,8%. All’interno del comparto, gli spumanti rappresentano il 25,1% delle vendite a valore e sono l’unico segmento in crescita, con un +2,7% a valore e un +3,1% a volume. Il traino principale è il Prosecco: secondo i dati Circana pubblicati nel 2026, lo scorso anno è stato il vino più acquistato tra supermercati e discount, con oltre 53 milioni di litri. La forte presenza nella GDO italiana è anche legata alle offerte prosecco in supermercati, come ad esempio Bennet, che contribuiscono a rendere questo prodotto accessibile a un pubblico ampio. La tendenza si è rafforzata nei primi mesi di quest’anno: nel primo trimestre 2026 gli spumanti hanno registrato un’ulteriore accelerazione dell’8,7% nella grande distribuzione, mentre il vino nel suo complesso ha perso l’1% dei volumi pur crescendo a valore. È la conferma di una corsa che prosegue da oltre cinque anni.

Birra: consumi in calo, ma avanzano le low/no alcohol

Per la birra i numeri presentati da AssoBirra nel 2026 segnalano un rallentamento: nel 2025 i consumi si sono attestati a 21,2 milioni di ettolitri, il 2,5% in meno rispetto al 2024, e il consumo pro capite è sceso da 36,8 a 35,9 litri. Dentro una domanda complessivamente più debole emerge però un segmento in netta espansione: le birre low e no alcohol hanno portato la propria quota dal 2,1% al 3,9%, quasi raddoppiandola in dodici mesi. Segno che, anche quando il totale arretra, le tipologie più vicine alle nuove preferenze riescono a guadagnare spazio.

Aperitivi, distillati, liquori e amari

Il quadro più articolato riguarda gli spirits. Secondo le elaborazioni di Nomisma per Federvini, nei primi nove mesi del 2025 il comparto ha chiuso con un leggero segno positivo, +0,3% a valore e +0,7% a volume. Il risultato complessivo nasconde però andamenti molto diversi: gli aperitivi alcolici sono cresciuti del 4,3% a valore e i distillati e le acquaviti dell’1%, mentre i liquori dolci e amari hanno perso rispettivamente il 3,7% e l’1%. Le rilevazioni più recenti dell’Osservatorio Federvini sul primo trimestre 2026 indicano poi un rimbalzo del 2,9% a volume nella GDO, sostenuto proprio dagli aperitivi. Alla base di questa dinamica c’è un rito ben radicato: secondo i dati NielsenIQ presentati all’Aperitivo Festival, il 45% degli italiani dichiara di fare aperitivo almeno una volta al mese, mentre il 38% lo ha consumato negli ultimi tre mesi.

Occasioni diverse, traiettorie diverse

I dati descrivono un mercato articolato e in continua evoluzione, in cui ogni categoria risponde a momenti di consumo differenti. Il vino resta il compagno dei pasti, gli spumanti si sono conquistati lo spazio dell’aperitivo e delle celebrazioni, la birra presidia le situazioni informali, mentre gli spirits trovano nell’aperitivo e nella socialità il loro terreno più fertile. È la vitalità di queste occasioni a spiegare perché bollicine, aperitivi e birre a bassa gradazione corrano più di alt