Salute

Sanità territoriale: al via il progetto Ospedale a domicilio

Si tratta di un’iniziativa innovativa inserita nella più ampia progettualità aziendale per lo sviluppo delle attività domiciliari rivolte alle persone fragili con più di 65 anni

Sanità territoriale: al via il progetto Ospedale a domicilio
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La ASST Spedali Civili di Brescia ha avviato il progetto “Ospedale a domicilio”, un’iniziativa innovativa inserita nella più ampia progettualità aziendale per lo sviluppo delle attività domiciliari rivolte alle persone fragili con più di 65 anni. Il progetto, finanziato da Regione Lombardia, mira a dare piena attuazione al DM 77/2022, ridefinendo la “casa” come fondamentale luogo di cura. L’obiettivo è potenziare la medicina territoriale di prossimità, integrando i servizi sanitari e sociosanitari direttamente al domicilio dei cittadini che non possono accedere agli ambulatori territoriali.

Ospedale a domicilio

“Questo progetto rappresenta un pilastro fondamentale nella strategia di evoluzione della sanità territoriale – ha dichiarato Enrico Burato, Direttore Socio Sanitario della ASST Spedali Civili di Brescia – L’Ospedale a domicilio non è solo una risposta assistenziale, ma un vero cambio di paradigma: portiamo l’eccellenza specialistica direttamente nelle case dei pazienti più vulnerabili. Lavorando in stretta sinergia con i Medici di Assistenza Primaria e la Centrale Operativa Territoriale costruiamo una rete che protegge l’anziano nel suo ambiente quotidiano, riducendo l’impatto dei ricoveri ospedalieri e sostenendo concretamente le famiglie e i caregiver”.

La responsabile è la prof.ssa Alessandra Marengoni, Direttrice della SC Geriatria ASST Spedali Civili, all’interno del Dipartimento di Continuità di Cura e Fragilità diretto dal Prof. Alessandro Padovani. Il progetto Ospedale a domicilio punta a intercettare i pazienti anziani in Pronto Soccorso (PS) o in Osservazione Breve Intensiva (OBI). Si rivolge a persone che, pur essendo in condizioni cliniche stabili per le dimissioni, presentano quadri complessi non gestibili in modo puramente ambulatoriale. I criteri di inclusione prevedono che il paziente abbia una età uguale o superiore ai 65 anni, una condizione di fragilità, disabilità o disturbo neurocognitivo maggiore, la residenza nel Distretto di Brescia Centro e non sia ancora preso in carico da altri servizi domiciliari.

Progetto

Il modello si attiva direttamente dal Pronto Soccorso degli Spedali Civili attraverso passaggi rapidi e coordinati: inizialmente il medico di Pronto Soccorso (o dell’Osservazione Breve Intensiva) individua il potenziale paziente e contatta il geriatra dedicato al progetto. Ottenuto il via libera clinico, la Centrale Operativa Territoriale (COT) gestisce la logistica e avvisa immediatamente il Medico di Assistenza Primaria del paziente. Entro 24 ore un’équipe composta da un medico geriatra e un infermiere si reca al domicilio per valutare i bisogni diagnostici, calibrare i trattamenti e istruire i caregiver sui segnali d’allarme. In seguito il paziente viene rivalutato a casa ogni 24 o 48 ore in base all’evoluzione clinica.

“Il progetto “Ospedale a domicilio” si consolida come una risposta concreta per garantire percorsi terapeutici personalizzati a chi vive in condizioni di marginalità o disabilità, sancendo una collaborazione sempre più stretta tra la specialistica geriatrica ospedaliera e i medici del territorio” ha concluso la prof.ssa Alessandra Marengoni, Direttrice SC Geriatria ASST Spedali Civili e professore ordinario dell’Università degli Studi di Brescia.