Nuovo capitolo nella vicenda del depuratore del Garda, tra pronunciamenti giudiziari e sviluppi amministrativi. Il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati da sei Comuni, confermando quanto già stabilito dal Tar di Brescia: la competenza sulle controversie relative all’opera spetta al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Una decisione che non entra nel merito delle contestazioni. Quasi contemporaneamente, il Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole all’impostazione del progetto che prevede un unico impianto a Esenta di Lonato e lo scarico delle acque trattate nel fiume Chiese, a Montichiari, in località Fontanelle.
Togni: «Una coincidenza che sorprende»
A intervenire è il sindaco di Montichiari Marco Togni, che non nasconde le proprie perplessità: «Sono meravigliato della fortuita coincidenza temporale, anche senza volerlo, mi viene in mente quella famosa frase di Andreotti sul pensar male…». Il primo cittadino torna a contestare il mancato coinvolgimento delle amministrazioni contrarie all’opera. «Per noi si apriranno quindi altre porte dove potremo rappresentare le nostre istanze. Ovviamente sempre se ci sarà consentito», osserva, senza escludere ulteriori iniziative giudiziarie. «Rimane poi la possibilità di intervenire o in Cassazione o al Tribunale Superiore delle Acque». Per Togni, fino a oggi, i giudici hanno continuato a pronunciarsi sulle competenze senza affrontare il merito del progetto.
Il progetto da 314 milioni e i prossimi passaggi
Intanto il parere ministeriale, comunicato al prefetto e all’Ufficio d’Ambito di Brescia, potrebbe aprire la strada all’avvio del procedimento per l’approvazione del progetto. L’investimento complessivo ammonta a 314 milioni di euro, di cui 90 stanziati dal Governo. L’opera prevede un unico depuratore a Esenta, nuovi collettori e una realizzazione articolata in tre lotti, con completamento programmato entro il 2034. Il parere favorevole non costituisce ancora l’autorizzazione definitiva. Resta aperto il confronto sullo scarico nel