La cronaca del Consiglio comunale di mercoledì sera andrebbe divisa in due parti: il dibattito dentro l’aula consigliare tra maggioranza e opposizione e il presidio andato in scena fuori dalla sala, nel quale la voce di un gruppo di cittadini contrari al nuovo hotel in zona Bonomelli (una delle trasformazioni previste nella variante al Pgt la cui adozione era all’ordine del giorno della seduta) è stata affidata a uno striscione, con la scritta provocatoria “Custodi della terra o autori del collasso?”.
Protesta silenziosa in Consiglio comunale contro il nuovo albergo
Un’iniziativa di protesta che, è bene precisarlo, si è svolta civilmente e senza intralciare i lavori dell’assemblea (il gruppo poi è entrato in aula e ha assistito alla discussione in piedi, in silenzio, perché le poche sedie presenti non bastavano per tutti). “Siamo attivisti, ma anche gente che ci tiene a preservare quel posto e che vorrebbe che la volontà popolare fosse rispettata, cittadini che ci abitano e oggi vivono serenamente, ma se dovessero fare sia l’hotel che la tangenziale, non avranno più questa tranquillità”, hanno spiegato prima dell’inizio del Consiglio.
La variante al Pgt
La presentazione della variante generale al Pgt è stata affidata al tecnico estensore Alessandro Martinelli, che ha spiegato la necessità di aggiornare il Documento di piano in scadenza recependo i cambiamenti normativi e ha evidenziato gli sforzi “volti al contenimento del consumo di suolo per garantire un bilancio ecologico sostenibile”. Il professionista ha precisato che la variante ha riconfermato in gran parte le trasformazioni vigenti, associandosi a una rivisitazione tecnica di tutto lo strumento urbanistico e prevedendo alcuni aspetti innovativi sotto il profilo ambientale: ogni ambito di trasformazione dovrà dotarsi di un elaborato a firma di un professionista competente e correlarsi con il progetto di Rete ecologica, collocandosi in un sistema più ampio di connessioni; un altro tema è quello della compensazione della perdita del valore ecologico della trasformazione, ricercando la sostenibilità. Sulle tempistiche, dopo l’adozione sono previsti 30 giorni per la presa visione, e successivi 30 giorni per le osservazioni; poi la discussione delle stesse e l’approvazione definitiva. Il sindaco Mauro Cavalleri ha aggiunto che la variante ha preso il via da 50 proposte pervenute in Comune, che sono state oggetto di valutazione, e prevede aggiornamenti normativi, riorganizzazione di ambiti, incentivi per il recupero di fabbricati e per le residenze sociali, un rafforzamento della componente paesaggistica e una maggiore attenzione allo studio idrogeologico.
Erbusco di tutti chiede un Referendum
“La variante interviene su delle problematiche emerse in questi anni e cerca di correggerle – ha commentato Renata Tedeschi (Erbusco di tutti) – E’ stata portata due volte all’esame della Commissione urbanistica, la quale ha espresso delle osservazioni, ma allo stato attuale non sappiamo se siano state recepite o no dall’Amministrazione. Nello strumento urbanistico, l’intervento più impattante e, secondo noi, più critico, riguarda la previsione di un piano attuativo per un complesso alberghiero in località Rotonda Bonomelli. La zona era già stata oggetto in passato di un pronunciamento negativo da parte della cittadinanza, interpellata con un referendum specifico. Pertanto, nel rispetto della popolazione, riteniamo opportuno che, nel momento in cui verrà depositato il progetto definitivo di questo intervento, venga indetta una consultazione popolare con parere vincolante”.
Erbusco in Movimento: “Ci voleva più coraggio”
Adriano Berti di Erbusco in Movimento ha sottolineato che il suo gruppo ha affrontato il percorso “con rigore, serietà e spirito costruttivo, studiando attentamente gli atti e formulando proposte concrete, presentando una serie di osservazioni prima alla Vas e poi alla variante del Pgt”. L’accoglimento di alcune delle proposte avanzate non incide però sul giudizio negativo sull’impostazione generale della variante.
“La grande sfida dell’urbanistica contemporanea è una sola: crescere senza consumare altro suolo – ha spiegato – La qualità di un piano si misura dalla sua capacità di rigenerare il patrimonio esistente, tutelare il paesaggio e valorizzare le risorse che rendono unico un territorio». Berti avrebbe preferito”scelte più coraggiose”, ossia “consumo di suolo zero, incremento delle alberature e delle superfici permeabili per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, più attenzione all’edilizia convenzionata e maggiore tutela attiva delle colline, del paesaggio agrario e dei nuclei storici della capitale della Franciacorta”.
Si fonda su queste premesse il voto contrario:
“Non è un no ideologico, ma un voto motivato, responsabile e coerente con la visione di sviluppo sostenibile che proponiamo per Erbusco”. Il sindaco Cavalleri ha respinto con fermezza l’ipotesi referendum: “E’ vero, stiamo parlando della stessa area, ma non della stessa tipologia di intervento. Gli amministratori sono chiamati ad attuare delle scelte e non possiamo ogni volta fare una consultazione popolare”.