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Asili nido: Brescia tra le province con costi più bassi rispetto alla media nazionale

«Come UIL Brescia chiediamo un impegno stabile delle istituzioni per rendere il nido un diritto realmente accessibile e non una scelta condizionata dalle possibilità economiche»

Asili nido: Brescia tra le province con costi più bassi rispetto alla media nazionale
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Asili nido: Brescia tra le province con costi più bassi rispetto alla media nazionale.

Tra le spese delle famiglie italiane

Tra le spese che una famiglia con figli piccoli si trova a dover sostenere rientra anche quella dell’asilo nido, una voce che pesa e non poco sui bilanci delle famiglie lombarde. Ma ciò che balza all’occhio è in particolare la differenza (anche sostanziale) di costi tra i vari territori della regione. Nella fattispecie del nostro territorio sono sempre più le famiglie che scelgono di mandare i propri piccoli al nido per bilanciare al meglio gli impegni casa-lavoro: la sola città di Brescia registra il 48% di accessi al nido andando di fatto oltre l’obiettivo europeo fissato al 45% per il 2030.

La spesa media nei capoluoghi lombardi

Secondo quanto emerge dall’ultima analisi della Uil (Unione Italiana del Lavoro) Nazionale che prende in considerazione le tariffe applicate nei capoluoghi lombardi, emerge come per una famiglia con un Isee di 25mila euro (comprensivo del servizio mensa, ove previsto separatamente), la spesa media mensile in Lombardia raggiunga i 458 euro, superando nettamente la media nazionale di 416 euro. I divari territoriali sono altissimi: si passa dai 102 euro di Mantova fino alle vette di Sondrio (641 euro), Varese (605 euro), Lecco (584 euro) e Bergamo (560 euro).

A monte del problema si riscontra una carenza strutturale di posti disponibili: nell’anno educativo 2023-2024, il 59,5% dei servizi d’infanzia non è riuscito a soddisfare la domanda delle famiglie, dato che sale al 68,9% nel settore pubblico.

«Non possiamo accettare – sottolinea il Segretario Generale UIL Lombardia Antonio Albrizio – che il diritto all’asilo nido o l’accesso a un servizio essenziale dipendano dal codice postale o dal Comune in cui una famiglia risiede. Gli asili nido rappresentano un pilastro fondamentale delle politiche sociali ed educative, uno strumento insostituibile per garantire pari opportunità di crescita ai bambini e per sostenere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, a partire dall’occupazione femminile. Serve un impegno corale e risorse stabili per abbattere le rette e garantire a tutti i cittadini lombardi lo stesso livello di servizi».

Si tratta di un tema che non può essere ridotto soltanto alla questione delle rette come evidenzia il Segretario Confederale Uil Lombardia Salvatore Monteduro:

«Quando una famiglia si trova a dover sborsare ogni mese quattro, cinque o persino seicento euro per mandare un figlio al nido, siamo di fronte a una spesa che incide pesantemente sul reddito familiare. Ma il problema è duplice: non basta calmierare i costi se poi il servizio non riesce ad accogliere chi ne ha bisogno. Il PNRR ha rappresentato una grande occasione di investimento, ma costruire nuovi edifici non basta: un nido deve essere realmente aperto, con personale adeguato, orari flessibili e rette sostenibili. Il vero obiettivo deve essere quello di trasformare i posti finanziati in posti effettivi e fruibili».

Asili nido nel Bresciano: dati che comunque preoccupano

A livello territoriale i dati di Brescia sono più bassi della media nazionale anche se i numeri preoccupano il segretario di Brescia

«A Brescia – sottolinea il segretario Mario Bailo – il costo del nido rappresenta ancora un peso significativo per i bilanci delle famiglie: con un ISEE di 25 mila euro si arriva a 513 euro al mese considerando anche la mensa. Non possiamo considerare normale che una famiglia debba destinare una parte così consistente del proprio reddito a un servizio essenziale per i bambini e per la conciliazione tra vita e lavoro. Il tema, però, non è soltanto quello delle rette: servono più posti disponibili e servizi realmente accessibili, con personale e orari adeguati alle esigenze delle famiglie. Gli investimenti devono quindi tradursi in posti effettivamente fruibili e in un sostegno concreto alla domanda, senza lasciare sole le famiglie. Come UIL Brescia chiediamo un impegno stabile delle istituzioni per rendere il nido un diritto realmente accessibile e non una scelta condizionata dalle possibilità economiche».