«Scienza e Ribellione – Storie di menti che hanno osato andare oltre» è il titolo dell’incontro inserito nel cartellone della rassegna dedicata all’astrofisica Laura Pasinetti intitolata «La signora delle stelle». Protagonista dell’incontro sarà il divulgatore scientifico Adrian Fartade al Gardaforum alle 20.30 di sabato 3 ottobre 2026. Ingresso libero fino a esaurimento posti, prenotazione consigliata su Eventbrite.
L’intervista
C’è una mente che preferisce tra quelle che sono «andate oltre» in ambito scientifico?
«Non ne posso scegliere una perché ogni mente che ha saputo “andare oltre” in ambito scientifico è stata capace di agitare il contesto culturale del proprio tempo e addirittura di diventare icona di ribellione nei secoli. Giordano Bruno per esempio è stato ispirazione per menti ribelli dell’Ottocento e Novecento».
Divulgatore scientifico dopo una laurea in Storia e Filosofia. Mi sembra che pur parlando del cosmo il suo interesse principale sia il genere umano e dunque gli studi umanistici siano la base della sua esperienza culturale. Sbaglio?
«No. La scienza è un modo di fare domande all’universo e le domande che facciamo dipendono dalla nostra natura, da come siamo noi esseri umani. Studiare l’universo insegna molto su quello che siamo come esseri umani e studiare l’uomo ci insegna come fare per capire l’universo»
L’uomo da sempre si fa domande. Adesso le facciamo all’Intelligenza Artificiale. Che genere di riflessione sta facendo su questo tema?
«In realtà non stiamo facendo domande a un’intelligenza perché l’Intelligenza Artificiale non capisce. Semplicemente stimoliamo algoritmi complessi che cercano di darci risposte statisticamente rilevanti. Nella quotidianità abbiamo questa nuova possibilità di uno straordinario macchinario statistico ma è importante ricordare che non dobbiamo correre il rischio di allontanarci dalla possibilità di fare scienza».
Quando guarda le stelle, il cosmo, la razionalità prende il sopravvento sullo stupore poetico?
«In realtà sono due facce di un unico modo di approcciarsi all’universo: guardando le stelle un approccio scientifico non è privo di poesia. Sapere come è fatto l’universo è emozionante ed emozionarsi di fronte all’immensità del cosmo è incredibilmente utile per la scienza perché aiuta a farsi delle domande. Un buon scienziato deve essere in grado di emozionarsi. Quando in astronomia capiamo qualcosa di più dell’universo è profondamente emozionante».
Per il suo incontro al Gardaforum hanno già prenotato centinaia di persone. Lei è un divulgatore di successo: come lo vive?
«Sono lusingato ma sono anche estremamente grato di poter incontrare le persone non solo per trascorrere una serata parlando di stelle ma anche per conoscere una vicenda. Il successo lo vivo come una grande responsabilità. È una responsabilità condurre una serata per renderla memorabile, bella. Ora più che mai abbiamo bisogno di ritrovarci, come esseri umani, dobbiamo tornare a stare bene insieme».
Come divulgatore lei ha il «senso dei tempi». Aver studiato teatro dunque le è servito?
«Sicuramente, tra i mezzi di comunicazione che utilizzo per la mia attività quello che amo in particolare è proprio quello del teatro. Il confronto con il pubblico dal vivo è straordinario, è speciale l’energia del pubblico che incontro e sento vicino».
Porterà anche a Montichiari la sua “borsa delle meraviglie”?
«Assolutamente sì, ma non posso anticipare cosa conterrà».