L'evento

Il futuro della cultura in scena alla Scala: a Milano la seconda edizione di ‘Futura’

Protagonisti dell'arte, delle istituzioni e dell'impresa a confronto al Piermarini. Il presidente Fontana: "Porsi le domande giuste per unire identità e innovazione".

Il futuro della cultura in scena alla Scala: a Milano la seconda edizione di ‘Futura’

Scrittori, registi, imprenditori, architetti e rappresentanti delle istituzioni si sono dati appuntamento al Teatro alla Scala di Milano per la seconda edizione di “Futura. Nuovi sguardi per la Cultura”. Promossa dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, l’iniziativa riparte da un principio fondamentale: il futuro si costruisce imparando a porsi le domande giuste, intese come motore di conoscenza, innovazione e apertura verso nuovi orizzonti.

I lavori si sono aperti con la lettura di un messaggio inviato dal Papa, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’evento. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente del Consiglio regionale Federico Romani, il sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala Fortunato Ortombina e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Fontana: “Curiosità e coraggio per guidare la trasformazione digitale”

Nel suo intervento dal palco della Scala, il presidente Attilio Fontana ha rimarcato il ruolo attivo della cultura nel governare i grandi cambiamenti dell’epoca contemporanea, a partire dall’impatto dell’intelligenza artificiale e del digitale:

“La cultura ci insegna che il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva: è qualcosa che possiamo contribuire a costruire”, ha dichiarato Fontana. “E per farlo dobbiamo conservare la curiosità, il coraggio di cercare e soprattutto quello di porci domande. In un momento nel quale la tecnologia, la trasformazione digitale e l’Intelligenza Artificiale stanno cambiando profondamente il nostro modo di vivere, lavorare e produrre cultura, dobbiamo chiederci cosa vogliamo conservare, cosa siamo pronti a cambiare e quali nuove forme di creatività possiamo generare. Porsi domande significa avere il coraggio di cambiare senza perdere le nostre radici”.

Il governatore ha inoltre evidenziato come la forza del modello lombardo risieda nella capacità di coniugare tradizione e progresso, valorizzando una rete culturale diffusa su tutto il territorio capace di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato.

La sfida del turismo culturale: valorizzare i piccoli centri

L’assessore Francesca Caruso ha richiamato l’attenzione sulle potenzialità del patrimonio diffuso e sulle opportunità per i territori meno noti della regione. La Lombardia si conferma infatti la prima regione italiana per valore dell’economia culturale e dello spettacolo, con oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto.

I dati evidenziano una crescita costante dei flussi: nell’ultimo anno i musei lombardi hanno registrato oltre 12,4 milioni di ingressi. Dopo aver raggiunto i 53 milioni di presenze turistiche, le stime indicano circa 27,7 milioni di presenze per la sola stagione estiva, con un incremento previsto del 16% nel triennio 2026-2028.

“Vogliamo che chi visita la Lombardia possa conoscere anche il patrimonio e le iniziative culturali dei piccoli comuni”, ha sottolineato l’assessore Caruso. “Penso soprattutto alle mostre, ai teatri e ai luoghi meno conosciuti: far sapere che cosa offrono è il primo passo per portarvi nuovi visitatori e spettatori. Portare visitatori in questi territori significa creare nuove opportunità per imprese, operatori culturali, commercio e accoglienza”.

Idee e visioni a confronto tra istituzioni e protagonisti dell’arte

La giornata ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del governo e delle istituzioni, tra cui i sottosegretari Lucia Borgonzoni, Giampiero Cannella, Paola Frassinetti e Federico Freni, insieme al presidente della VII Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone e a Simona Ferro per la Conferenza delle Regioni.

Ricco anche il parterre di ospiti dal mondo delle arti e della letteratura che si sono alternati nei diversi momenti di dibattito:

  • Letteratura e teatro: lo scrittore Paolo Crepet, il poeta Franco Arminio, il presidente della Fondazione ‘Il Vittoriale degli italiani’ Giordano Bruno Guerri e la direttrice artistica del Teatro Franco Parenti, Andrée Ruth Shammah.

  • Arte e architettura: l’artista Emilio Isgrò, il designer Giulio Cappellini e l’artista Andrea Mastrovito, impegnato nel completamento della torre più alta della Sagrada Família a Barcellona. Nel foyer del teatro è stata allestita l’installazione “Atto Futuro”, realizzata dall’urban artist Greg Goya.

  • Grandi eventi e patrimonio: Marco Magnifico, presidente del Fai, Marco Balich, direttore creativo, Giulia Bini (Cern), Bernhard Scholz (Meeting di Rimini), Peter Florence (fondatore dell’Hay Festival) e i registi Damiano Michieletto e Paolo Strippoli.