Un viaggio attraverso la Franciacorta e la Bassa Bresciana per incontrare bambini, ragazzi e giovani adulti, offrire loro nuovi strumenti per esprimersi e, soprattutto, dare valore alle loro esperienze. È questo il cuore di “Carovana – passi che intrecciano storie”, il progetto di intervento sociale promosso da Human Evolution Association APS, che ha attraversato diversi luoghi del territorio trasformando laboratori, incontri ed esperienze in un racconto condiviso con le comunità. Il progetto ha coinvolto una rete di 17 enti, tra cooperative sociali, fondazioni, associazioni culturali e sportive e amministrazioni comunali, dando vita a oltre 100 laboratori rivolti a bambini, ragazzi e adulti. Sono stati circa 140 i bambini e i giovani coinvolti, mentre il percorso ha toccato sette luoghi della Franciacorta e della Bassa Bresciana, oltre a uno spazio virtuale, per un totale di otto tappe della mostra itinerante.
L’idea alla base del progetto
L’idea alla base della Carovana è quella di mettere in relazione luoghi, persone e linguaggi diversi. Nei laboratori sono state sperimentate attività di teatro, musica, sport, giocoleria, arte e realtà virtuale. Ma il laboratorio non è stato il punto di arrivo: le esperienze sono diventate fotografie, video, interviste, podcast e altri contenuti attraverso i quali raccontare ciò che è stato vissuto. È proprio questo il passaggio che caratterizza il progetto: non una semplice raccolta di attività, ma un percorso dalla partecipazione alla narrazione. Human Evolution Association APS ha infatti affiancato ai laboratori un lavoro di storytelling, costruendo insieme ai partecipanti contenuti capaci di restituire alle comunità le esperienze nate nei diversi luoghi.
Un viaggio attraverso la Franciacorta e la Bassa Bresciana
Il cammino è partito dal Castello di Padernello, con la giornata di avvio e un laboratorio di collage, per poi proseguire a Rodengo Saiano con storytelling, fotografia e interviste. Al Borgo del Maglio di Ome si sono incontrate percussioni, giocoleria, escape room e sport; a Manerbio il percorso ha intrecciato teatro, sport, videoclip e musica. La Carovana ha poi fatto tappa alla Comunità Maddalena di Visano, a Bagnolo Mella, alla Fondazione Zani di Cellatica e, infine, nello spazio virtuale dedicato alla creazione di ambienti con i visori. Anche Orzinuovi, con Nuvola, è entrato a far parte del racconto.
Ascolto, esperienze, racconti e laboratori
A tenere insieme le diverse esperienze è stata anche la volontà di raccontare le persone attraverso ciò che hanno fatto e imparato, evitando una lettura basata su condizioni o bisogni. Il tema del progetto è basato sul principio della “narrazione, non schedatura”: al centro ci sono esperienze e competenze, non etichette. Un altro elemento del percorso è stato l’ascolto. Dopo ogni laboratorio e durante gli eventi è stato possibile lasciare un feedback attraverso un QR code, rispondendo a tre domande dedicate a coinvolgimento, apprendimento e capacità di stare con gli altri. Finora sono stati raccolti oltre mille feedback, che accompagnano il racconto e contribuiscono alla valutazione dell’impatto del progetto.
Una mostra itinerante
Il risultato di questo percorso è oggi visibile nella mostra itinerante “Carovana: passi che intrecciano storie”, che raccoglie le immagini e i materiali prodotti nelle diverse tappe, ma anche nel portale online “Storie in cammino”. Qui le esperienze sono organizzate per luogo, laboratorio e formato, con video, podcast e immagini che permettono di ripercorrere il viaggio anche dopo la conclusione delle singole tappe. Sostenuta dalla Fondazione della Comunità Bresciana e da Fondazione Cariplo, la Carovana si presenta così come un progetto costruito attraverso una rete di realtà diverse, unite da un unico filo: partire dai luoghi e dalle esperienze delle persone per restituire alle comunità le storie nate lungo il cammino.
Dai laboratori al podcast: le storie della Carovana tornano alle comunità
Non soltanto laboratori, ma storie da ascoltare, immagini da guardare e racconti destinati a rimanere nel tempo. È questa una delle caratteristiche più originali di “Carovana – passi che intrecciano storie”. Il percorso nasce nei luoghi e nelle attività proposte ai partecipanti, ma prosegue anche oltre il momento del laboratorio. Teatro, musica, sport, arte, giocoleria e realtà virtuale diventano infatti occasioni per produrre nuovi contenuti: fotografie, video, interviste e podcast che raccontano direttamente le esperienze vissute. La parola chiave è storytelling. Le storie vengono raccolte durante il percorso e poi restituite agli stessi territori attraverso una mostra itinerante e un portale online. Un modo per fare in modo che ciò che è nato all’interno di un laboratorio non rimanga circoscritto a quel momento, ma possa essere conosciuto anche da chi non vi ha partecipato. Sono oltre 40 le storie pubblicate nel portale, mentre gli episodi del podcast sono più di 30. A raccontarsi sono le persone che hanno vissuto la Carovana in prima persona: educatori, conduttori, operatori e ospiti. Voci diverse che contribuiscono a ricostruire il percorso attraverso esperienze e punti di vista.
Fotografie, QR code e “storie in cammino”
La mostra rappresenta la dimensione fisica di questo racconto. Attraverso le sue otto tappe vengono riproposte le immagini dei laboratori e i materiali prodotti nei diversi luoghi. Ci sono le fotografie delle esperienze, la “Parete Metamorfosi” dedicata alle tavole sul baco da seta realizzate a Bagnolo Mella e, nella parte conclusiva, anche lo spazio virtuale creato dai partecipanti. Ma la mostra non si esaurisce nelle sale e nei luoghi che la ospitano. I QR code permettono infatti di passare dal materiale esposto alle storie disponibili online. Il visitatore può così approfondire la singola tappa e ritrovare le esperienze legate a quel luogo. È nato proprio con questa funzione il portale “Storie in cammino”, pensato come un punto di raccolta delle diverse esperienze della Carovana. Le storie possono essere consultate per luogo, laboratorio e formato; ogni contenuto presenta il proprio racconto insieme alle foto o al lettore per i contenuti audio e video. Il progetto prova a costruire un rapporto continuo tra fisico e digitale. Il risultato è un archivio che continua a crescere e che permette alla Carovana di non fermarsi con la fine dell’attività. Le esperienze raccolte nei diversi luoghi rimangono disponibili e possono continuare a essere conosciute, ascoltate e condivise attraverso il portale e la mostra itinerante.
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