Inaugurazione

Pestöm Festival, taglio del nastro a Berlingo

Nell'occasione è stato sancito il gemellaggio con il comune di Roccafranca

Pestöm Festival, taglio del nastro a Berlingo

Pestöm Festival, taglio del nastro a Berlingo.

Taglio del nastro per il Pestöm Festival

Taglio del nastro ieri (giovedì 1 ottobre 2026) a Villa Calini Metelli di Berlingo per la sesta edizione del Pestöm Festival. Una cerimonia impreziosita dalla presenza della presidente di Coldiretti Brescia, Laura Facchetti, dal nuovo parroco di Berlingo e Berlinghetto monsignor Mario Stoppani, da numerosi sindaci dei Comuni limitrofi e da una rappresentanza delle scuole e della Cooperativa Il Vomere.

“Il pestöm non è nato per seguire le mode del momento, ma per custodire una tradizione, una cultura del lavoro, una memoria collettiva, e soprattutto custodire un’identità – ha sottolineato il sindaco Fausto Conforti -, perchè una comunità che dimentica le proprie radici smarrisce anche la strada del proprio futuro. Per questo il pestöm non è un semplice prodotto della tradizione: è un simbolo di ciò che siamo stati, di ciò che siamo e di ciò che vogliamo continuare ad essere”.

Gemellaggio tra Berlingo e Roccafranca

Il taglio del nastro del Festival ha inoltre offerto l’occasione per sancire il gemellaggio tra i comuni di Berlingo e Roccafranca al fine di valorizzare le rispettive eccellenze locali:  il Pestöm ed il mais Quarantì.

“Un gemellaggio che va oltre la dimensione formale – ha aggiunto il sindaco Conforti -. Due comunità scelgono di riconoscersi nella medesima cultura della terra, nella medesima dignità del lavoro e nella medesima volontà di trasformare e tramandare il patrimonio ricevuto: da una parte il Pestöm, dall’altra la farina del mais quarantino: prodotti diversi, ma figli della stessa sapienza contadina”.

 

Secondo il sindaco di Roccafranca Marco Franzelli il gemellaggio:

“Trasmette emozioni, sapori e condivisioni. Una sinergia fondata sull’elemento più importante e bello tra amministratori: collaborare per il bene delle comunità e valorizzare le eccellenze dei rispettivi territori. Da 16 anni la Sagra del Quarantì valorizza l’elemento della cucina povera bresciana, la polenta. Quest’anno abbiamo voluto abbinare il nostro mais, prodotto “a centimetro zero”, ad un ragu al Pestöm, un’eccellenza gastronomica già presentata nella nostra sagra di agosto, e che tornerà ora in tavola in occasione delle due serate di gala a Berlingo. Un percorso che ci vede oggi partire in un lungo viaggio che darà sicuramente tantissimi frutti”.

La mostra

L’inaugurazione del Festival è stata anche l’occasione per presentare la mostra “Identità narranti” di Elvira Gatti, allestita fino a domenica negli spazi di Villa Calini, arricchita dalla presenza dell’opera ospite “Samaritano vietnamita” di Oscar Di Prata. Le opere dell’artista sono state definite dal curatore Giovanni Quaresmini:

“Un invito a guardarsi dentro e contemporaneamente a guardare verso l’infinito. Perchè ciascuno di noi ha un’identità, ma non rimane mai sé stesso, perchè inizia un viaggio. Siamo tutti piccoli pezzi, ma non isole”.

Nel pomeriggio di ieri si è svolto anche l’interessante convegno “Santi, lavoro agricolo e animali”, nel corso del quale i docenti dell’Università Cattolica Gabriele Archetti, Simona Gavinelli e Francesca Stroppa hanno “svelato” perchè tanti terreni, cascine e aziende agricole portano il nome di un santo. Un viaggio tra storia locale, toponimi rurali e tradizioni agricole

Il legame del Festival con i santi è stato sottolineato ieri dall’intervento della presidente di Coldiretti Brescia, Laura Facchetti.

“Tra i santi ce n’è uno particolarmente caro al mondo agricolo: Papa Paolo VI, che insieme a molti altri ebbe la grande lungimiranza di cambiare il volto dell’agricoltura e dare il giusto valore a chi lavora la terra. Nel 1944 fu tra gli artefici della nascita della Coldiretti. Il nostro mondo è legato alla storia e ai valori della cultura cattolica, il valore di dare il giusto merito e di proteggere la nostra terra e tutti coloro che su quella terra vivono”.

Nel fine settimana

Il Festival del Pestöm continua venerdì e sabato con due serate all’insegna della tradizione, del buon cibo e della solidarietà.

Sotto lo slogan “Non tutti i santi sono in paradiso. Qualcuno viene a Berlingo”, l’auditorium della scuola secondaria ospita due serate di gala durante le quali verranno serviti menu ispirati alla tradizione, curati da docenti e allievi di due scuole bresciane; l’Istituto Dandolo di Corzano e il Cfp Canossa di Bagnolo Mella. Il ricavato sarà devoluto all’Oratorio di Berlinghetto.

Domenica 4 ottobre 2026 la chiusura del Festival, con la celebrazione nella chiesa parrocchiale della messa solenne in onore di San Francesco, patrono d’Italia, di cui ricorrono gli 800 anni dalla morte, celebrata da monsignor Mario Stoppani, nuovo parroco di Berlingo e Berlinghetto, che ieri ha dato la sua benedizione alla sesta edizione della manifestazione.

Il  Pestöm Festival:

“É molto di più di una manifestazione: è un atto di gratitudine verso chi ci ha preceduto e una promessa rivolta a chi verrà dopo di noi – ha concluso ieri il sindaco di Berlingo -. E’ il racconto di una comunità che non rinnega le proprie radici e riconosce il lavoro agricolo. In un tempo che troppo spesso celebra l’effimero, Berlingo sceglie la memoria, in un tempo che consuma tutto rapidamente Berlingo sceglie la custodia, in un tempo che divide, Berlingo sceglie la comunità”.