La misura

Ultras bresciani bloccano il bus dei tifosi trevigiani che colpiscono con calci e pugni: sei Daspo

Della durata rispettivamente di 6 anni, 5 anni e 18 mesi

Ultras bresciani bloccano il bus dei tifosi trevigiani che colpiscono con calci e pugni: sei Daspo

Ultras bresciani bloccano il bus dei tifosi trevigiani che colpiscono con calci e pugni: sei Daspo.

In occasione di Brescia Treviso

I fatti si rifanno alla partita Brescia Treviso dello scorso 17 settembre 2026 allo stadio Rigamonti, match valevole per il Campionato Nazionale di Serie C. Sono stati emessi sei Daspo della durata rispettivamente di 6 anni, 5 anni e 18 mesi nei confronti di alcuni sostenitori dell’Union Brescia.

 

Ultras bresciani bloccano il bus

I due autobus con a bordo i tifosi ospiti, al temine della partita, hanno lasciato il settore “Curva Sud” di via dello Stadio scortati da una pattuglia delle Forze dell’Ordine.  Dopo alcune centinaia di metri, all’altezza dell’incrocio tra viale Europa e piazzale Vivanti, gli autobus hanno incrociato un gruppo di circa 40 ultras bresciani, alcuni dei quali travisati, che si erano posizionati a margine della carreggiata con l’intento di bloccarne il passaggio e provocare scontri con la tifoseria trevigiana.

L’aggressione è stata preceduta dall’esplosione di alcuni fumogeni; successivamente i facironosi hanno iniziato a lanciare oggetti contro il primo autobus, per poi colpire a calci e pugni la porta posteriore del secondo pullman. I poliziotti dei reparti antisommossa sono intervenuti costringendo gli aggressori ad allontanarsi verso via Bligny.

Le indagini

A seguito dell’episodio gli investigatori della D.I.G.O.S. della Questura di Brescia hanno dato il via alle indagini per  ricostruire la dinamica dei fatti e identificare i tifosi coinvolti nell’aggressione: sono stati quindi identificati e denunciati  alla Procura della Repubblica 6 ultras dell’“Union Brescia”, ritenuti responsabili di aver preso parte attiva alle condotte poste in essere nei confronti della tifoseria ospite, mettendo in tal modo concretamente in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica, oltre che l’incolumità dei tifosi avversari. Si tratta di cittadini italiani tra i 20 e i 35 anni residenti in Provincia di Brescia.

Il Questore ha emesso nei loro confronti altrettanti Daspo della durata appunto di 6 anni, 5 anni e 18 mesi, validi per tutte le manifestazioni organizzate e gestite dalle Federazioni sportive facenti parte del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.).

“Quale conseguenza di questo Provvedimento, non potranno accedere, per l’intera giornata in cui si svolgono gli incontri, a tutti gli impianti sportivi del Territorio Nazionale e degli altri Stati Membri dell’Unione Europea dove si disputeranno competizioni sportive, nonché ai luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipino o assistano alle predette manifestazioni, e più specificatamente i piazzali adibiti alle partenze, all’arrivo ed alla sosta dei veicoli per gli esodi organizzati dei tifosi, le strutture sportive, i dintorni e le vie limitrofe in occasione dei suddetti incontri sportivi”.

“Il divieto è da intendersi esteso, in occasione di ogni incontro degli sport indicati, per un periodo temporale ricompreso tra 3 ore prima dell’inizio e 3 ore dopo il termine di ciascuna manifestazione sportiva, anche alle Stazioni ferroviarie, ai Caselli autostradali, agli Scali Aerei, agli Autogrill ed a tutti gli altri luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle competizioni medesime, sempre per lo stesso periodo a decorrere dalla data di notifica del presente provvedimento; in caso di inottemperanza, il trasgressore verrà denunciato ai sensi della normativa vigente. Per luoghi interessati alla sosta, al transito al trasporto si intendono tutte le strade, vie e piazze limitrofe all’impianto sportivo, nel raggio di 500 metri dal perimetro esterno dello stesso. Per quanto riguarda le Stazioni ferroviarie, i Caselli autostradali, gli Scali Aerei, gli Autogrill e tutti gli altri luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono agli incontri sportivi, il divieto del Questore ha validità in relazione a tutti gli Impianti Sportivi italiani ed esteri”.

Le parole del Questore

“Questi individui, con il loro comportamento sconsiderato, hanno messo in pericolo la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità delle altre persone presenti fuori dallo Stadio che si trovavano nei pressi del luogo dell’aggressione, tra cui famiglie con bambini – ha evidenziato il Questore Sartori –. Costoro, inoltre, con le proprie condotte, hanno dimostrato di essere del tutto incuranti delle Leggi e delle Istituzioni dello Stato. Per questi motivi ho deciso di adottare severi Provvedimenti, con la speranza che tutto ciò possa servire a rendere questi individui consapevoli di quanto hanno fatto”.