Sempre meno bar, Brescia è la seconda provincia in Lombardia per perdita assoluta.
I dati
Questo quanto emerge dall’analisi di Confesercenti sul mondo dei bar: lo studio realizzato dall’Ufficio Economico Confesercenti su dati Infocamere rileva che, tra il 2019 e il 2025, in provincia di Brescia le imprese del comparto sono passate da 3.917 a 3.245: 672 in meno, pari al 17,2%. Il dato esprime la variazione netta del numero di imprese tra le due date, non il conteggio delle singole chiusure di bar avvenute nel periodo. Nel capoluogo si passa da 898 a 735 imprese, con una riduzione di 163 unità, pari al 18,2%.
Brescia, la nostra provincia al secondo posto in Lombardia
Per perdita assoluta, Brescia è seconda tra le province lombarde, dopo Milano, che registra 1.828 imprese in meno. A livello nazionale le imprese del comparto sono diminuite di 24.073 unità, pari al 14,2%, passando da 169.839 a 145.766.
«Una parte importante della cultura italiana è passata proprio dai bar e dai ristoranti – sottolinea Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale –. Quando chiude un bar perdiamo anche un pezzo della nostra quotidianità e della nostra identità. La desertificazione riguarda quindi la possibilità stessa di avere luoghi nei quali una comunità si incontra. Il valore dei pubblici esercizi tiene insieme economia, lavoro e turismo con una dimensione di socialità che dobbiamo preservare».
«La proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti riguarda direttamente anche il mondo della somministrazione – prosegue Quaresmini –. Vogliamo creare condizioni nelle quali investire, innovare e fare impresa nei nostri centri e nei nostri paesi torni a essere sostenibile e attrattivo. Sostenere questa rete significa dare un futuro economico ai territori e alle comunità che li abitano».
Quali sono le criticità che influiscono
Nell’analisi nazionale pesano l’aumento dei costi di energia, materie prime, affitti e lavoro, insieme alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie. Dopo la pandemia, lavoro da remoto e cambiamento delle abitudini hanno modificato i flussi nei centri urbani e le occasioni di consumo. Restano inoltre le difficoltà nel reperire personale e nel ricambio generazionale.
«Molti bar continuano a rinnovare l’offerta, curare la qualità e cercare nuovi modi per incontrare le esigenze dei clienti – evidenzia Andrea Mattia Maggioni, vicepresidente nazionale FIEPET Confesercenti –. Questa vivacità merita di essere accompagnata: per attività ad alta intensità di lavoro e con scontrini medi contenuti, mantenere l’equilibrio economico richiede oggi un impegno crescente». «Dobbiamo creare le condizioni perché nuove imprese possano nascere, quelle esistenti possano innovare e il ricambio generazionale torni a essere possibile – prosegue Maggioni –. Servono investimenti, formazione e qualificazione professionale, insieme a strumenti che rendano più sostenibile la gestione delle attività. Aprire o rilevare un pubblico esercizio deve continuare a rappresentare una prospettiva imprenditoriale attrattiva, anche per i giovani».
Da qui il collegamento con la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, promossa da Confesercenti per contrastare la rarefazione commerciale e rafforzare il tessuto economico locale. Tra gli strumenti previsti vi sono le Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), con misure fiscali, finanziarie e di semplificazione, oltre a un Fondo e a un Osservatorio dedicati alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
«Vogliamo che anche gli imprenditori dei pubblici esercizi sentano questa proposta come propria – concludono Quaresmini e Maggioni –. Negozi, bar, ristoranti e servizi sono parti della stessa rete economica e sociale. Sostenere la proposta significa chiedere una politica organica capace di accompagnare il cambiamento e mantenere vive le attività di prossimità».
La campagna nazionale punta alla raccolta di almeno 50.000 firme per presentare la proposta al Parlamento. Confesercenti invita imprenditori e cittadini a sottoscriverla, anche online attraverso le indicazioni disponibili sul sito nazionale.
In evidenza un’immagine creata con l’intelligenza artificiale.