Ha percorso quasi 500 chilometri, con 32mila metri di dislivello, tra pietraie naturali, ferrate, creste poco esplorate e antichi ghiacciai, tagliando il traguardo dopo 181 ore. No, non è uno scherzo, bensì l’ennesima, titanica impresa dell’alieno della Franciacorta Stefano Delbarba, ultra trail runner di Torbiato di Adro. L’atleta è riuscito a “domare” anche il Tor des Glaciers, gara estrema con partenza e arrivo a Courmayeur.
Stefano Delbarba ha domato anche il Tor des Glaciers
“Mi sono allenato tantissimo perché, pur non avendola mai provata, sapevo che sarebbe stata una prova difficile: ora che sono arrivato al traguardo posso dire che è in assoluto la gara più dura mai fatta. Ho dormito in tutto solo sei ore e la privazione dal sonno mi ha fatto perdere la lucidità. C’è stato un momento, intorno al 400esimo chilometro, in cui ho pensato di non farcela. Poi ho raggiunto un rifugio, ho riposato per un’oretta e sono ripartito”
Nelle parole di Delbarba c’è tutta la fatica di una gara così estrema. A incoraggiarlo e a convincerlo a non mollare anche i tanti messaggi ricevuti tramite i social: un «tifo da casa» che gli ha dato la forza di andare avanti. Oltre, ovviamente, alla finalità solidale che anima tutte le iniziative folli intraprese da Delbarba, ossia raccogliere fondi a favore della ricerca su due malattie metaboliche rare che colpiscono i bambini fin dalla più tenera età, Cistinosi e Sindrome di Menkes, attraverso le associazioni Angeli per la vita e Cistinosi Italia. “Sono strafelice, sono riuscito ad arrivare nove ore prima del termine – ha evidenziato – Gli sponsor doneranno un euro a chilometro e 10 ogni chilometro di dislivello; avevano promesso mille euro se mi fossi posizionato nei primi 50, invece sono arrivato 75esimo ma li daranno lo stesso“.
I ringraziamenti
L’atleta ringrazia dunque gli sponsor (Berlucchi, Cobresa, Ediltre e Minerva srl) per la generosità, il suo fisioterapista Paolo Mazza (“senza di lui non ci sarei mai riuscito”), la sorella Moira e i genitori (“mi hanno aspettato al traguardo”), la nutrizionista Federica Gnocchi (“mi ha dato dei preziosi consigli e non ho più avuto problemi di stomaco”), il suo team (Rosa Running Team, con cui affronterà la maratona di New York) e le associazioni Angeli per la vita e Cistinosi Italia. “Per quattro giorni c’era il sole e mi sono ustionato, poi è arrivato un temporale con tanto di grandine: era veramente rischioso, essere preparati non basta. Io però volevo per forza arrivare e ce l’ho fatta“, ha concluso.
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