Ospedale di Villa dei Colli: l’opposizione chiede spiegazioni sull’avvio dei lavori.
Villa dei Colli
Nei giorni scorsi il gruppo di opposizione «Lonato Insieme» è tornato a parlare di Villa dei Colli. Ricordiamo che da dicembre 2020 alcuni dei servizi del presidio lonatese sono stati trasferiti a Prevalle, nella sede della Rsa Bosio di via Mazzini, per permettere l’avvio dei lavori preparatori all’apertura del cantiere per la demolizione e riedificazione dell’edificio principale di Villa dei Colli che ha evidenziato scarsa resistenza alle verifiche di vulnerabilità sismica. I servizi trasferiti temporaneamente a Prevalle sono: Unità Operativa Riabilitazione Specialistica; Ambulatori di Fisiatria; Servizio Ambulatoriale di Fisioterapia; Macroattività Ambulatoriale ad alta Complessità-MAC dell’area riabilitativa; Comunità Riabilitativa ad alta Assistenza-CRA. Sono rimasti nella sede di Lonato il Centro Psico Sociale-CPS ed il Servizio di Neuro Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza-NPIA. Al momento però i lavori alla struttura lonatese sono ancora in stand-by.
«Lonato Insieme»
«A distanza di anni dalla chiusura dell’ospedale Villa dei Colli di Lonato, l’area dell’ex Presidio Operativo Territoriale si presenta ancora oggi con la vecchia struttura demolita e le macerie presenti sul posto – hanno spiegato da “Lonato Insieme” – Un’immagine che pone una domanda molto semplice: quando inizierà concretamente la riedificazione del nuovo ospedale e quando Lonato potrà riavere il proprio presidio sanitario? Non occorre formulare ipotesi per ricostruire quanto accaduto. È sufficiente leggere il recente Decreto Asst Garda n. 770 del 28 agosto 2026, con il quale vengono approvati il progetto esecutivo e il nuovo quadro economico dell’intervento. La vicenda parte dalle deliberazioni di Regione Lombardia del 2019 relative alla riedificazione del Presidio Operativo Territoriale di Lonato. La procedura per l’affidamento della progettazione esecutiva e dei lavori viene però avviata nel gennaio 2023, con l’aggiudicazione nel luglio dello stesso anno. Quel primo affidamento non arriva a compimento: il 28 ottobre 2024 Asst Garda dispone la risoluzione del contratto per “ritardo e inadempimento dell’esecutore”. Nel gennaio 2025 l’intervento viene quindi affidato ad AR.CO. Lavori, seconda classificata nella gara originaria. Il nuovo contratto viene sottoscritto il 26 marzo 2025 e i lavori di demolizione della vecchia struttura iniziano formalmente il 22 maggio 2025. Nel frattempo il progetto del nuovo edificio viene rivisto per adeguarlo alle normative sopravvenute. Si arriva così al 2026: il 15 maggio viene conclusa positivamente la verifica del progetto esecutivo e il 15 luglio interviene la validazione. Il decreto afferma espressamente che il progetto risulta “formalmente cantierabile”. La variante determina inoltre un incremento del valore contrattuale di circa 1,17 milioni di euro oltre Iva, pari a circa l’11,85%. Il quadro economico complessivo dell’intervento rimane comunque fissato in 14,05 milioni di euro, attraverso una rimodulazione delle somme già disponibili. Ma il tempo, in questa vicenda, non è soltanto attesa: ha anche un costo – continuano dall’opposizione – Nel 2020, con il trasferimento delle attività sanitarie e sociosanitarie dell’ospedale di Lonato a Prevalle, la locazione era stata prevista per il tempo necessario alla riedificazione del presidio, allora stimato in tre anni. Quei tre anni sono diventati molti di più: dal trasferimento a Prevalle fino al marzo 2027, per la sola locazione saranno spesi oltre 2,9 milioni di euro. E potrebbe non essere finita qui, perché il contratto prevede la possibilità di un’ulteriore proroga fino alla fine del 2027 qualora permangano le necessità locative. Dopo sette anni dalle deliberazioni regionali del 2019, mentre continuano ad essere impegnate risorse pubbliche per una soluzione nata come “temporanea”, non è più sufficiente sapere che il nuovo ospedale è “formalmente cantierabile”. Vogliamo sapere quando il cantiere della riedificazione partirà davvero e, soprattutto, quando Lonato riavrà il suo presidio sanitario».