Bonifica Sin Caffaro, la sindaca di Brescia Laura Castelletti premiata a Ferrara.
Il riconoscimento per la bonifica al Sin Caffaro
La sindaca di Brescia Laura Castelletti insieme con l’assessora all’Ambiente Camilla Bianchi, nel pomeriggio di oggi (giovedì 17 settembre 2026) ha ricevuto a Ferrara un riconoscimento all’interno di RemTech Expo. per l’impegno dell’Amministrazione nell’avviare la bonifica del Sin Brescia-Caffaro.
RemTech Expo 2026
RemTech Expo 2026 è l’hub tecnologico ambientale, internazionale e permanente, specializzato sui temi del risanamento, rigenerazione e sviluppo sostenibile dei territori. Ogni anno la comunità di RemTech Expo si ritrova a Ferrara in occasione dell’evento di sintesi plenaria con l’obiettivo di valutare ogni possibile azione volta a rafforzare i pilastri della conoscenza a supporto del Paese. All’interno di questa manifestazione, l’Amministrazione comunale è stata premiata:
“Per l’impegno nella tutela ambientale e nel percorso di bonifica e rigenerazione del Sin Brescia-Caffaro, esempio di risanamento di un’area industriale complessa e di restituzione del territorio alla comunità”.
Insieme a Brescia, sono state premiate anche le città di Taranto e di Pescara. All’evento era presente anche il commissario Mauro Fasano, che ricostruendo la vicenda della Caffaro ha sottolineato che le demolizioni all’interno del sito “sono attualmente arrivate al 40%”.
“Ricevere questo riconoscimento per la bonifica della Caffaro ha per me un significato molto profondo, perché è il risultato di un percorso che accompagno personalmente da tredici anni, da quando ero vicesindaca di Brescia” ha dichiarato la sindaca Castelletti. “Il 13 febbraio 2026, finalmente, tutto questo ha cambiato forma: siamo entrati nell’ex stabilimento e abbiamo cominciato a demolire. È partito un grande appalto integrato che comprende il decommissioning, la demolizione degli edifici e il successivo risanamento dei terreni e della falda. Un’operazione di dimensioni enormi, resa possibile dalla collaborazione tra Ministero, Commissario straordinario, Comune, enti di controllo, tecnici e imprese, quando si uniscono le forze i risultati arrivano. La Caffaro è uno dei siti contaminati più complessi del nostro Paese e si estende per 2 milioni e 620 mila metri quadrati, non stiamo soltanto risanando una delle più profonde ferite ambientali di Brescia, stiamo preparando ciò che verrà dopo: un grande parco. Un luogo che per generazioni è stato associato all’inquinamento sarà restituito alla città come spazio verde, pubblico e vissuto. È questa, forse, la misura più grande della trasformazione che abbiamo davanti. Il 13 febbraio ho visto cadere il primo edificio e ho pensato che, da lì in avanti, la Caffaro non sarebbe più stata soltanto un passato da risanare, avrebbe cominciato a raccontare il futuro che Brescia vuole costruire. Per questo considero questo premio un riconoscimento alla città e a tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questo risultato” ha concluso.