Un pezzo di storia

I frati lasciano il convento di Barbarano dopo 400 anni: “Siamo affranti”

Un'operazione che si inserisce nel quadro di un più ampio ridimensionamento da parte dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini a livello nazionale

I frati lasciano il convento di Barbarano dopo 400 anni: “Siamo affranti”

I frati lasciano il convento di Barbarano di Salò dopo 400 anni: “Siamo affranti”.

Il convento di Barbarano: i frati lasciano dopo quattrocento anni

«Siamo affranti e amareggiati», queste le parole dei Frati Cappuccini dopo la notizia dell’imminente trasferimento che dovranno affrontare lasciando così per sempre il convento di Barbarano.

«Siamo rimasti molto male nell’apprendere la notizia – hanno dichiarato – ma accettiamo la realtà. Realtà che è legata alla crisi delle vocazioni, situazione che, purtroppo, riguarda tutti gli ordini religiosi, non solo il nostro».

Con loro se ne va un importante pezzo di storia salodiana: lasceranno infatti dopo oltre quattrocento anni di presenza sul territorio. Un’operazione che si inserisce nel quadro di un più ampio ridimensionamento da parte dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini con chiusure sparse in varie località dell’Italia settentrionale. Gli spazi del convento salodiano andranno ad ospitare l’associazione caritativa bresciana «Abitare la vita» strettamente legata all’ordine Fatebenefratelli in particolare al presidio ospedaliero San Giovanni di Dio in via dei Pilastroni a Brescia.

Saranno quindi attivati ​​servizi di sostegno a favore di situazioni di fragilità con la possibilità di mettere a disposizione alloggi per le persone bisognose:

«Nonostante la chiusura sia legata ad una crisi complessiva delle vocazioni, mi dispiace essendo stati una presenza storica per oltre quattrocento anni – ha dichiarato il sindaco Francesco Cagnini  – . Hanno rappresentato un punto di riferimento materiale e morale, sostenuto con devozione popolare. Questo evidenzia ancor di più il valore del loro lascito morale e il valore delle comunità religiose ancora presenti sul nostro territorio».

Ad intervenire sul tema anche il segretario generale della Comunità del Garda  Pierlucio Ceresa :

«I Frati Cappuccini di Barbarano di Salò, dagli inizi del 1600, hanno rappresentato e materialmente costituito un baluardo , un centro di attenzione, e un punto di riferimento per generazioni di residenti e ospiti – ha dichiarato – . Da non dimenticare che il monachesimo è stato fondamentale per lo sviluppo e la crescita del territorio gardesano. Non avremmo nulla senza il loro certosino lavoro, le limonaie, gli ulivi, la viticoltura, il disboscamento e, soprattutto, la piantagione dei cipressi, non autoctoni del Garda, ma con funzione di frangivento, per tutelare le coltivazioni a monte. Un grande lavoro. La civiltà greco/romana, il Corpus Iuris di Giustiniano, il cristianesimo delle origini, l’umanesimo e poi, molto dopo, la Rivoluzione industriale e l’Illuminismo, sono e costituiscono la base e l’essenza dell’Europa».

La storia

In realtà la struttura esisteva già prima dell’arrivo dei Frati Cappuccini, era infatti presente una piccola chiesa di San Giovanni Evangelista che è stata poi demolita per lasciare spazio ad un edificio religioso più ampio con accanto un convento. Nel 1580 a Salò giunse in visita pastorale  Carlo Borromeo  interessato al completamento dell’opera tanto da invitare la popolazione a contribuire tramite elemosine. A contribuirervi anche il comune di Salò: il 24 febbraio 1580 diede un contributo di 400 lire e mise a disposizione una porta in marmo nero. Il 19 marzo 1585 è la data in cui la chiesa venne consacrata per mano del vescovo Iacopo Rovellio  di Salò, una lapide al di sopra della porta dell’edificio ne fa memoria. Durante la peste che colpì Salò nel 1630 la loro presenza e il loro sacrificio (alcuni persero la vita) furono la prova del grande legame con la città benacense.