Interventi

Il Duomo va verso i 300 anni: restauri e nuovi interventi entro il 2029

Presentati i progetti di risanamento e valorizzazione della storica struttura che la parrocchia vorrebbe realizzare

Il Duomo va verso i 300 anni: restauri e nuovi interventi entro il 2029

Nel 2029 ricorrerà il trecentesimo anniversario di fondazione del Duomo di Montichiari. L’opera ha bisogno di alcuni interventi di risanamento e valorizzazione e per allora don Cesare Cancarini auspica che questi lavori possano essere realizzati. «Certo – ha detto in conferenza stampa – non si tratta di cantieri come quelli del 2000 aperti con don Bertoni, sicuramente quella è stata un’esperienza epocale e per questo mandiamogli una benedizione perché se non ci fosse stato il suo impegno non sappiamo come sarebbe oggi il Duomo. Noi abbiamo evidenziato alcuni opere di manutenzione per realizzare le quali facciamo appello alla sensibilità di di tutti i monteclarensi».

Duomo Montichiari

A presentare i progetti è stato l’architetto Davide Baretto: «Tre anni d’anticipo sembrano tanti per annunciare dei lavori in realtà sono pochi perché il Duomo è un monumento quindi qualsiasi lavoro deve inevitabilmente rispettare un iter approvativo che passa prima dalla Curia e poi soprattutto dalla Sovrintendenza. C’è necessità di operare sia all’esterno che all’interno. Per l’esterno l’intervento principale riguarda la copertura soprattutto sul lato nord delle piccole falde della facciata. Vista la quota, nonostante siano interventi relativamente piccoli sono comunque impattanti perché appunto richiedono un sollevamento in quota. L’altro intervento per gli esterni riguarda le quattro porte degli accessi laterali. Sono porte che necessitano di un intervento di restauro simile a quello che è stato fatto sui portoni della Pieve quindi le porte devono essere smontate e portate in laboratorio per il restauro. C’è inoltre la necessità di reti anti piccione per la torre campanaria e questo è un intervento piuttosto urgente.

Interventi

Gli interventi previsti per l’interno, alcuni sono da pensare ex novo per altri l’iter autorizzativo e progettuale è già iniziato, riguardano l’altare del Crocefisso, l’organo, un mobile della sacrestia, il recupero e restauro del coro ligneo. In aggiunta a questi interventi si è pensato ad un’ipotesi di riorganizzazione degli elementi liturgici in particolare ai fonti battesimali, all’ambone e ai gradini che portano all’altare. L’idea è stata condivisa con la Curia perché oltre agli aspetti tecnici sono da considerare aspetti di tipo liturgico. Proprio considerando l’aspetto liturgico si è pensato di tornare alla configurazione originaria con il fonte battesimale all’ingresso della Basilica. Lo spostamento del fonte era da pensare insieme alla ricollocazione dell’ambone che vista la configurazione dei gradini non è molto agevole e lo stesso discorso riguarda lo spostamento della sede per il celebrante. Inoltre si è pensato di spostare ai lati le due acquasantiere e riorganizzare il disegno dei gradini che portano all’altare».

«L’idea complessiva – ha sottolineato don Cesare – è già stata approvata dalla Curia ma l’abbiamo sviluppata nella considerazione che non faremo i lavori a debito, vista anche la situazione sociale che interessa le famiglie li faremo se troviamo i finanziamenti».