Una spaccatura che si fa sempre più profonda, uno scontro che va ben oltre la classica dialettica politica, non solo perché l’attacco si consuma all’interno della stessa maggioranza, ma perché l’attrito, più che una discussione nel merito dei temi trattati, sembra essere diventato una questione personale. Botta e risposta in Consiglio a Urago d’Oglio tra il consigliere Matteo Prandelli e il sindaco Gianluigi Brugali.
Fuoco amico in Consiglio a Urago, la mozione di Prandelli
Sul tavolo del Consiglio comunale di mercoledì è arrivata la mozione presentata da Matteo Prandelli (Fratelli d’Italia). Un documento con cui il consigliere sollecitava l’istituzione del fondo comunale denominato “Merito, impegno e futuro”, finanziato mediante la rinuncia volontaria alle indennità da parte del sindaco e degli assessori (per due mensilità) e al gettone di presenza da parte dei consiglieri al fine di assegnare un riconoscimento economico agli studenti meritevoli diplomati e laureati. “Non una mera iniziativa simbolica, ma un atto concreto di responsabilità politica e amministrativa”, ha precisato Prandelli, secondo il quale il gesto rappresenterebbe “un segnale chiaro in una fase di difficoltà finanziaria dell’ente”:
“Il riconoscimento simbolico del merito è importante, ma rischia di rimanere incompleto se non accompagnato da una scelta concreta; una comunità che dichiara di credere nei propri giovani non può limitarsi a celebrarli con una fotografia, un attestato e qualche parola di circostanza, ma deve provare, nei limiti delle proprie possibilità, a sostenerli in modo reale – si legge nel testo della mozione – Se l’Amministrazione comunale ritiene davvero che i giovani rappresentino il futuro della comunità, deve dimostrarlo anche quando ciò richiede una rinuncia diretta da parte di chi ricopre incarichi politici; l’istituzione del Fondo comunale consentirebbe di trasformare la cerimonia annuale degli studenti meritevoli da semplice momento celebrativo a vera iniziativa di sostegno ai giovani uraghesi”.
Un’istanza che è stata bocciata (l’unico voto a favore è stato quello del proponente Prandelli, che si è detto “sinceramente deluso dalla mancata approvazione, perché tengo molto ai giovani di Urago”).
La posizione del sindaco
Nella lunga risposta, il primo cittadino Gianluigi Brugali ha espresso la sua posizione, ribadendo quanto già affermato nel 2019 sulle indennità degli amministratori:
“Fare il sindaco significa dedicare una parte importante della propria vita alla comunità. Significa essere disponibili praticamente 24 ore su 24, partecipare a incontri, riunioni, emergenze, cerimonie, eventi e iniziative, rappresentando il Comune ogni volta che è necessario. Significa assumersi responsabilità e, in molti casi, mettere in secondo piano anche la propria attività lavorativa e famigliare. Ed è esattamente ciò che ho fatto. […] Per me questo compenso è una forma di riconoscimento per un incarico che richiede una presenza costante e che comporta spesso rinunce personali e professionali”.
Il sindaco ha precisato che, proprio per non pesare sulle casse comunali, ha deciso di non chiedere alcun rimborso in questi anni per le numerose trasferte affrontate per partecipare a numerose iniziative istituzionali e si è addirittura accollato le spese legate all’acquisto delle corone di fiori per le cerimonie ufficiali, incluse quelle dei gadget e riconoscimenti consegnati. Brugali ha aggiunto che quella di non prevedere contributi economici per gli studenti è una “scelta assunta in via provvisoria” e ha suggerito a Prandelli di impegnarsi concretamente nel ricercare sponsor per finanziare le borse di studio, dando seguito a una proposta che lui stesso aveva avanzato:
“Questo, a mio avviso, sarebbe un modo concreto e costruttivo di affrontare il problema. Diverso è invece presentare una mozione con la quale si chiede agli amministratori di rinunciare al proprio compenso”.
L’alleanza tra partiti è in bilico
Dalle parole del primo cittadino traspare la sua insofferenza di fronte al fuoco amico: l’ennesimo attacco da un esponente della maggioranza dal quale si sarebbe aspettato un atteggiamento “maggiormente improntato alla collaborazione e alla ricerca di soluzioni, piuttosto che una continua contrapposizione. Non posso non rilevare che questo atteggiamento sia diventato particolarmente evidente dopo la revoca dell’incarico (la delega alla biblioteca, ndr) che gli era stato affidato e che non è stato portato avanti nel modo che l’Amministrazione riteneva necessario. Le critiche politiche sono legittime e fanno parte del confronto democratico. Ma una cosa è il confronto politico. Un’altra è utilizzare una questione che riguarda i nostri ragazzi per alimentare una contrapposizione personale”. Queste le dichiarazioni durante la seduta, ma a microfoni spenti, il sindaco non ha nascosto la sua delusione di fronte alla mancata presa di posizione da parte dei vertici di Fratelli d’Italia: un atteggiamento che sta minando la solidità dell’alleanza tra i partiti di maggioranza.