Finto poliziotto

“L’auto di suo padre è stata usata per una rapina, raccolga l’oro che ha in casa”: scatta la truffa

La refurtiva è stata recuperata, gli agenti si sono appostati fuori casa della vittima

“L’auto di suo padre è stata usata per una rapina, raccolga l’oro che ha in casa”: scatta la truffa

“L’auto di suo padre è stata usata per una rapina, raccolga l’oro che ha in casa”: scatta la truffa.

In manette

Sono scattate nei giorni scorsi le manette ai polsi di un 40enne con numerosi precedenti, colto in flagrante mentre stava tentando di portare a termine la truffa del “finto poliziotto”.

A lanciare l’allarme un padre il quale ha segnalato come la figlia fosse stata contattata telefonicamente da un sedicente poliziotto: il truffatore, con il pretesto di dover verificare alcuni oggetti di valore, ha fatto sapere alla donna di aver fermato un’autovettura intestata al padre con a bordo alcuni soggetti ritenuti responsabili di una rapina. Per questo motivo, il sedicente poliziotto, avrebbe voluto verificare che l’oro in casa non fosse frutto della rapina messa in atto.

Il truffatore ha quindi chiesto alla vittima di fare un elenco di tutti i preziosi in suo possesso, di pesarli e riporli all’interno di un sacchetto. Quest’ultimo sarebbe stato poi ritirato da casa da un finto perito incaricato di effettuare le opportune verifiche. L’Agente (vero) in servizio alla Centrale Operativa della Questura, compreso il tentativo di truffa, ha invitato il padre della donna a stare al telefono con il poliziotto assecondandone le richieste, informando nel contempo gli investigatori della Squadra Mobile.

L’appostamento

Gli agenti si sono quindi appostati vicino alla casa della donna: dopo poco hanno notato giungere un uomo il quale, dopo aver citofonando si è presentato come perito giunto sul posto per ritirare i preziosi. Una volta uscito con il sacchettino, gli agenti lo hanno bloccato, l’uomo ha riposto con violenza. La refurtiva è stata recuperata. L’uomo è stato arrestato per furto in abitazione pluriaggravato e messo a disposizione della Autorità Giudiziaria.

La misura del Questore

Il questore della Provincia di Brescia Paolo Sartori ha emesso nei confronti del soggetto in questione la misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio, con divieto di far ritorno nel comune di Brescia per i prossimi tre anni. In caso di violazione del Provvedimento del Questore l’individuo potrà essere condannato sino ad 1 anno e mezzo di reclusione e alla multa di 10mila Euro.

Le raccomandazioni

 2Le Forze dell’Ordine non richiedono mai, telefonicamente o di persona, la consegna di denaro, gioielli, oggetti di valore o altri beni personali con il pretesto di doverli verificare, mettere al sicuro o accertarne la provenienza. Allo stesso modo, nessun appartenente alle Forze dell’Ordine incarica privati cittadini di consegnare i propri preziosi a sedicenti periti o incaricati – hanno tenuto a precisare -.  Si invitano, pertanto, i cittadini, in particolare le persone anziane e quelle maggiormente vulnerabili, a non assecondare richieste di questo tipo e a segnalare immediatamente ogni situazione sospetta al numero di emergenza “112 NUE” o attraverso l’APP della Polizia di Stato “YOUPOL”. La tempestiva segnalazione, come dimostrato anche in questo caso, può consentire alle Forze dell’Ordine di intervenire prima che il reato venga portato a compimento. La collaborazione e l’attenzione dei cittadini rappresentano strumenti fondamentali per prevenire e contrastare le truffe e, più in generale, ogni forma di illegalità”.

Le parole del Questore

“Le truffe ai danni delle persone anziane e delle fasce più vulnerabili della società rappresentano una forma di criminalità particolarmente odiosa, perché fanno leva sulla fiducia e sul timore delle vittime, utilizzando artifici e stratagemmi sempre più insidiosi, come quello del cosiddetto “finto Poliziotto” – ha sottolineato il Questore Paolo Sartori –. In questo caso la prontezza e la professionalità dell’Agente della Centrale Operativa, che ha intuito immediatamente la truffa, e il tempestivo intervento degli investigatori della Squadra Mobile, hanno consentito di interrompere l’azione criminosa, arrestare il responsabile e recuperare i preziosi sottratti alla vittima. La Polizia di Stato mantiene alta l’attenzione su questo fenomeno, attraverso un’attività costante di prevenzione, informazione e contrasto. È fondamentale che soprattutto le persone anziane sappiano che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiederà mai di consegnare denaro, gioielli o altri beni di valore per effettuare verifiche o metterli al sicuro. La collaborazione dei cittadini e la tempestiva segnalazione al 112 NUE rappresentano strumenti fondamentali per consentire un intervento immediato e prevenire che questi raggiri possano andare a buon fine”.