La storia

Anna Cadioli sul set di Mel Gibson

La montatrice e assistente al montaggio è di Montichiari. Ha lavorato anche per la tv con Travaglio, Gomez e Costamagna.

Anna Cadioli sul set di Mel Gibson

A 22 anni di distanza dal colossal “La passione di Cristo” Mel Gibson torna sul set per dirigere due nuove produzioni, “La resurrezione di Cristo: parte uno e parte due” che verranno pronti nel 2027 e 2028 e nel cast, come seconda assistente al montaggio, c’è anche la monteclarense Anna Cadioli, 31 anni, che ha così coronato un sogno inaspettato.

Un sogno che si avvera

Le due pellicole, attualmente in fase di post produzione in Canada, l’hanno vista protagonista a fianco del montatore John Gilbert, Premio Oscar per un altro film di Gibson.

“Come sono entrata nello staff? Beh, nella mia professione di montatrice e di assistente al montaggio – confessa – sono fondamentali le relazioni: lo scorso anno, saputo che si era liberato un posto in questo ruolo ho inviato il curriculum e dopo due colloqui positivi ho avuto accesso a questa opportunità. Sul set, dove si parla sempre inglese, tutti sono stati collaborativi, si è respirato un clima quasi familiare. Gibson?  Simpatico, tranquillo, lo si vedeva spesso verificare lo stato dei lavori e congratularsi con noi, abbiamo anche pranzato insieme con gli altri colleghi e in quell’occasione eravamo tutti allo stesso livello. Un film – prosegue Cadioli – è come una catena di montaggio: ognuno è fondamentale, dal regista a chi semplicemente rifornisce di carta la stampante”.

Il lavoro della monteclarense consisteva in particolare nel ricevere il materiale già girato, caricarlo nel software di montaggio e prepararlo per il montatore controllando che audio e video fossero in sincrono, ad esempio, e predisponendo le varie lavorazioni del film come dissolvenze, truke, titoli:

“È un’operazione delicata e complessa in cui ogni tassello dev’essere messo al posto giusto”.

Una carriera di successo

Prima di entrare nel cast del divo di Hollywood Cadioli, che vive a Roma ormai da un lustro, aveva già avuto modo di farsi conoscere nell’ambiente della capitale: nel 2025 infatti era stata l’assistente al montaggio di “Dino Zoff. Volevo solo fare bene il mio lavoro”, un docufilm in forma di racconto in prima persona in cui si alternano interviste a calciatori, allenatori, persone del piccolo paese natale dell’ex portiere della Nazionale e della Juventus che tracciano uno spaccato di una vita eccezionale. Nel 2022 invece era stata la volta di due cortometraggi, Secret Santa e Tsunami. Il primo, inserito nel Festival del cortometraggio “48 ore Film Festival”, ha visto la montatrice monteclarense alle prove con una proiezione realizzata, appunto, in soli due giorni, un vero e proprio tour de force insieme con sceneggiatore, regista e attori. Su “Tsunami” il tema era “la cura”: il risultato è stato positivo con la partecipazione del corto al Festival del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città. Ma tra le esperienze c’è anche la tv con un impegno ormai di anni in diverse trasmissioni e documentari:

“Sono partita come freelance diverso tempo fa ormai con un video di promozione sociale girato a Palermo legato a temi come l’immigrazione e la riqualificazione dei quartieri per poi iniziare a operare in programmi come Accordi e disaccordi condotto da Luca Sommi e Marco Travaglio, La confessione di Peter Gomez, Protestantesimo, Tango con Luisella Costamagna”.

Appassionata da sempre di comunicazione, per Cadioli c’è un altro mondo che riveste da sempre per lei un fascino indiscusso, la politica: nel 2020 la tesi magistrale era stata dedicata allo studio dei 30 anni della sinistra italiana, dalla svolta della Bolognina ai giorni nostri.

“Ho intervistato vari segretari dal Pci al Pd e intellettuali per ricordare quell’avvenimento, ma anche per parlare più in generale del futuro. I più disponibili? Un po’ tutti, certamente Mario Tronti, la cui visione lucidissima mi ha colpito, ma anche l’ex partigiano Aldo Tortorella che si rilasciò a lunghe dichiarazioni o anche Massimo D’Alema, gentilissimo e molto interessato alla mia tesi”.

Chiusa la parentesi di lusso con Gibson ora i prossimi impegni sono il “ritorno” alla casa di produzione legata al Fatto Quotidiano con “Accordi e disaccordi” e ulteriori documentari.

“Il mio lavoro ha di positivo che è sempre nuovo, vario, imprevedibile e permette di relazionarmi con tante persone: certo, si può rimanere a casa per mesi, ma è necessario reinventarsi continuamente e guardare avanti”, conclude auspicando che “il mio amore per la politica possa essere sfruttato nella professione per legare i due mondi a cui tengo tanto”.