Il progetto

«Muri vivi»: cani in ceramica sulla facciata di casa a Salò

"Il progetto è nato circa un anno fa lavorando tanto con la creta e traendo ispirazione dalle facciate dei portali del 1600 che raffigurano volti umani"

«Muri vivi»: cani in ceramica sulla facciata di casa a Salò

«Muri vivi»: cani in ceramica sulla facciata di casa a Salò.

Cani in ceramica sulla facciata di casa

«Muri vivi» è il nome del progetto di riqualificazione cromatica che Paola Rovetta   ha sperimentato in prima persona sulla facciata di casa sua a Campoverde di Salò. Originaria di Brescia, da cinque anni vive in via Pontevecchio, nella frazione salodiana, e coltiva fin da bambina una grande passione per l’arte e per gli animali. Dopo il diploma al liceo artistico Foppa di Brescia ha proseguito gli studi all’Istituto Europeo di Design a Milano. Successivamente la laurea in pittura con indirizzo Restauro alla Laba e la specializzazione in color design per le facciate esterne all’Osservatorio Colore Liguria.

 

«Muri vivi»: il progetto

«Il progetto è nato circa un anno fa lavorando tanto con la creta e traendo ispirazione dalle facciate dei portali del 1600 che raffigurano volti umani – ha spiegato – Io li ho sostituiti con musi di cani rendendoli meno mostruosi, ispirandomi al mio e a quelli di amici».

Muri Vivi

Il lavoro sulla facciata dell’abitazione si è però concretizzato qualche settimana fa:

«Ho scelto come colore base un giallo tenue non troppo invasivo con delle spirali delicate e successivamente ho appeso le sculture in ceramica raffiguranti i cani, circa otto o nove ma l’intenzione è quella di aggiungerne altre», ha proseguito.

Non è stato un lavoro facile:

«Prima di arrivare al progetto definitivo ho fatto e disfatto diversi disegni – ha spiegato – Il mio obiettivo è stato quello di mettere le varie sculture in dialogo tra loro. A ciò si aggiunge il fatto che la via nella quale abito è particolarmente stretta».

La soddisfazione e il sogno per il futuro

La soddisfazione maggiore è quella di aver dato un’impronta del tutto personale all’abitazione:

«Sono tantissime le persone che si fermano davanti a casa a guardare il mio murales, tra queste anche una bimba di tre anni che passa cinque volte al giorno per salutare i cani…».

Una sorta di esperimento quello testato sulle mura domestiche che Rovetta sogna di poter realizzare anche su altre realtà:

«Ovunque c’è molto da fare, sono tanti gli edifici degradati che potrebbero rinascere con un tocco di colore e di arte».