L'evento

Afrobrix 2026: dal 4 al 6 settembre al Centro Comboni di Brescia

Fabrizio Colombo: "Quest’anno Afrobrix è più che mai una dichiarazione politica, nel senso più alto della parola: parlare di polis significa parlare di come scegliamo di stare insieme. E noi scegliamo una città dove le radici africane non sono un problema da gestire, ma una ricchezza e un dono reciproco di umanità"

Afrobrix 2026: dal 4 al 6 settembre al Centro Comboni di Brescia

Afrobrix 2026: dal 4 al 6 settembre al Centro Comboni di Brescia. L’evento è organizzato dal Centro Afrobrix – Missionari Comboniani con Fondazione Nigrizia, in collaborazione con Associazione Centro Migranti – Diocesi di Brescia, ADL a Zavidovici e K-Pax, con la collaborazione del Comune di Brescia. Il festival è sostenuto da Fondazione della Comunità Bresciana, Fondazione ASM, Fondazione Cariplo e Associazione Cuore Amico Fraternità ETS.

 

Al Centro Comboni di Brescia torna Afrobrix

Torna Afrobrix con la sua settima edizione da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026 al Centro Comboni di Brescia: il primo festival italiano dedicato all’afrodiscendenza. L’obiettivo è quello di promuovere la multiculturalità (intesa come espressione di una pluralità di appartenenze culturali e identitarie) favorendo nello stesso tempo l’inclusione e l’interazione tra le comunità di seconda generazione e la cittadinanza bresciana:

«Quest’anno Afrobrix è più che mai una dichiarazione politica, nel senso più alto della parola: parlare di polis significa parlare di come scegliamo di stare insieme. E noi scegliamo una città dove le radici africane non sono un problema da gestire, ma una ricchezza e un dono reciproco di umanità – queste le parole del direttore artistico Fabrizio Colombo – . La terra che abitiamo è di tutti quelli che la abitano. Ci sono regole da rispettare, certo, ma senza pregiudizi. Esiste anche la possibilità concreta di vivere in armonia, sapendoci una sola umanità: un’Italia senza confini e senza razze, che non ha nessuno da rimandare indietro. Per questo celebriamo l’afrodiscendenza per quello che già è: parte viva della cultura italiana, dall’arte alla musica, dallo sport al cinema. Un’Italia nuova sta crescendo».

 

 

La scaletta di venerdì

Ad aprire l’edizione 2026 sarà Lelis Sylel, artista romano di origini nigeriane, che unisce una scrittura prevalentemente sentimentale a un timbro delicato e riconoscibile. Attraverso una semplicità essenziale e una costante sfumatura malinconica, Sylel cerca un contatto diretto con il pubblico, con l’obiettivo di trasmettere emozioni vere, genuine e autentiche.

A seguire Amaro, rapper bresciano originario della Costa d’Avorio. Il suo rap è uno sfogo per l’anima: le sue rime raccontano esperienze di vita e una visione della realtà profondamente personale.

Sul palco arriverà poi il gospel di One Sound, band nata all’interno della comunità ghanese di Brescia. La formazione attraversa diversi generi, tra cui reggae, jazz e highlife, intrecciandoli con la propria dimensione spirituale. Il gruppo canta in diverse lingue, in particolare inglese, italiano e twi, una delle lingue più diffuse in Ghana. Le loro voci si incontrano in armonie che, canzone dopo canzone, raccontano storie di speranza, amore e fede.

A chiudere la serata sarà Djelyba Système, band burkinabè capitanata dal cantante Dris Djely. Depositario della tradizione orale africana, Dris Djely si inserisce nella ricca tradizione dei griot, custodi di un patrimonio ancestrale che per secoli ha tramandato la memoria e la genealogia di numerose famiglie africane.

 

Gli artisti del sabato

Sabato sarà la volta di Sawa, artista originario del Burkina Faso, che si muove tra rap e hip-hop. I fondamenti concettuali del suo lavoro partono dalla realtà e dal modo in cui sceglie di raccontare ciò che vive. La filosofia che attraversa i suoi progetti è quella della fedeltà a sé stesso, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico e farlo immedesimare nelle sue parole e nelle sue produzioni.

A seguire Arya, cantante R&B di origine venezuelana. Nel 2026 pubblica Pronto, il suo album d’esordio: un lavoro intimo e stratificato che mette al centro la vulnerabilità come forma di espressione e che la conferma come una delle voci più personali e consapevoli della nuova scena soul italiana.

A chiudere la serata sarà Kora Beat, formazione dal sound world-jazz nata dall’idea del maestro e polistrumentista senegalese Cheikh Fall. La band è composta da Cheikh Fall (band leader), Samba Mbaye (batteria), Simone Bellavia (basso), Jacopo Albini (sax) e Badara Dieng (percussioni).

Il gruppo è noto per la capacità di fondere la tradizione musicale dell’Africa occidentale con ritmi contemporanei e sonorità afrodiscendenti, dando vita a un linguaggio musicale originale e contaminato.

 

Il programma di domenica

L’ultima serata del festival si aprirà con il duo trap composto da $karLeider & Cassè Soulja. Italia e Senegal si incontrano tra barre e beat, in un progetto nel quale sonorità urban contemporanee fanno da sfondo a due artisti emergenti della nuova scena musicale.

A seguire Nasser, cantante bresciano di origine egiziana. Nelle sue canzoni, interpretate sia in arabo sia in italiano, affronta i temi dell’immigrazione e dell’integrazione, muovendosi su un tappeto pop melodico contemporaneo.

A chiudere la settima edizione di Afrobrix sarà Chris Obehi, nome d’arte di Christopher Goddey. Nato in Nigeria nel 1998, nella sua musica mescola elementi di cantautorato, pop e funk, rendendo omaggio all’afrobeat e, in particolare, alla figura di Fela Kuti, uno dei suoi massimi rappresentanti a livello internazionale.

 

DJ set

Venerdì e sabato, prima dei concerti, è previsto il DJ set di KSOULMUSIC, nome d’arte di Prince Asiedu.

Beatmaker attivo dal 2022, KSOULMUSIC nasce artisticamente da un’autentica fascinazione per il fingerdrumming, che lo ha portato a esplorare le possibilità ritmiche e sonore della Machine+ e della leggendaria SP-404.

Le sue produzioni sono un viaggio tra jazz, soul e boom bap, nel quale l’estetica calda e organica dei vinili si fonde con l’energia dell’hip-hop strumentale. Ogni beat è costruito con cura, con l’intento di evocare le atmosfere dorate del passato e reinterpretarle attraverso un tocco personale e contemporaneo.

 

Speciale moda

Per la seconda volta Afrobrix dedica uno spazio alla moda. Domenica sera sarà infatti possibile assistere a un fashion show realizzato da King AMIR Couture, brand emergente di moda e haute couture.

 

 

Food e market

A completare il programma ci sarà un’ampia proposta enogastronomica e un market dedicato all’artigianato africano e contemporaneo.

Saranno presenti numerosi stand con prodotti agricoli africani coltivati sul territorio e specialità della cucina eritrea, etiope, ivoriana, burkinabè, senegalese e camerunese.

Decine di espositori proporranno inoltre accessori, abiti, scarpe e borse in wax, il caratteristico tessuto africano in cotone dai colori vivaci e dalle numerose fantasie. Non mancheranno oli essenziali, burro di karité, olio di cocco, burro di cacao, succhi di frutta e prodotti agricoli con verdure africane.

Appuntamento al 2027

L’appuntamento con Afrobrix proseguirà nel 2027 con Afrobrix Film Festival, al cinema Nuovo Eden di Brescia, con un programma dedicato a proiezioni, incontri, letteratura e arte.

In evidenza uno scatto di Stefano Barni.