Stazione Alta Velocità sul Garda: Salvini indica San Martino.
La senatrice Paola Mancini (FdI) e il senatore Adriano Paroli (FI) hanno presentato al Senato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per conoscere lo stato di avanzamento – tecnico e finanziario – della progettazione della nuova stazione ferroviaria dell’Alta Velocità nel territorio del Basso Garda, localizzata in prossimità di San Martino della Battaglia, a Desenzano del Garda. La nuova linea AV Brescia-Verona entrerà in esercizio entro la fine del 2026 e, in assenza di una fermata dedicata, i treni ad Alta Velocità transiteranno nel territorio gardesano senza fermarsi.
Senatrice Mancini
«Il Garda non può restare fuori dall’Alta Velocità – spiega la senatrice Mancini – Mi sono battuta per questo territorio perché una stazione TAV non è solo un’infrastruttura: è il riconoscimento che il Garda è un sistema economico e turistico di rilevanza europea. Ho sollevato la questione con forza in sede parlamentare e sono soddisfatta di aver trovato ascolto al Ministero».
Il Ministro Salvini, nella sua risposta, ha confermato che il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica della nuova stazione AV del Basso Garda è stato portato a termine e che l’Analisi Costi-Benefici, già aggiornata, ha dato esito positivo. Al momento è in corso l’aggiornamento dei costi e la conseguente attualizzazione dell’analisi, «con l’obiettivo di individuare il miglior equilibrio tra i servizi instradati sulla nuova linea ad alta velocità e quelli che continueranno a utilizzare le interconnessioni e a servire le stazioni esistenti».
Quanto alla copertura finanziaria, il Ministero ha chiarito che le risorse originariamente previste sono state temporaneamente riallocate su altri interventi Pnrr tramite la clausola di flessibilità, a seguito dell’incremento dei costi emerso nelle prime fasi progettuali. Il Ministero ha tuttavia assicurato che «sta proseguendo le attività istruttorie per valutare le condizioni tecniche e finanziarie utili al possibile reinserimento dell’opera nella programmazione infrastrutturale», con l’obiettivo di «individuare soluzioni sostenibili che consentano di valorizzare il potenziale strategico della fermata AV per il territorio gardesano».
Un risultato reso possibile anche grazie all’interlocuzione diretta che la senatrice Mancini ha intrattenuto con il Sottosegretario Antonio Iannone, che ha seguito con attenzione il dossier contribuendo ad attenzionare la questione presso il Ministero.
«Mi batto perché le tempistiche siano definite con chiarezza e l’opera venga reinserita nella programmazione finanziaria prima che la nuova linea entri in servizio – conclude Mancini – Il Garda merita risposte concrete, non rinvii».
Consigliere regionale Carzeri
«La risposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all’interrogazione conferma che il progetto della stazione AV del Basso Garda resta all’attenzione del Governo e che il percorso tecnico e istituzionale sta proseguendo». Così Claudia Carzeri,consigliera regionale di Regione Lombardia, commenta la risposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini all’interrogazione sulla realizzazione della stazione ferroviaria AV del Garda.
L’interrogazione si inserisce nel percorso avviato in Consiglio regionale con le mozioni presentate a prima firma da Carzeri con la quale Regione Lombardia si è impegnata a coordinarsi con il Ministero per dare seguito alle procedure necessarie alla realizzazione della stazione del Basso Garda.
«Ringrazio il senatore Paroli per aver portato la questione all’attenzione del Governo, dando continuità al lavoro iniziato in Regione Lombardia. La risposta ricevuta contiene elementi importanti: è stato completato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica della nuova stazione AV e della correlata fermata sulla linea storica e l’aggiornamento dell’Analisi Costi-Benefici ha dato esito positivo».
Il Ministero ha inoltre confermato che, insieme a RFI e alle amministrazioni territoriali, stanno proseguendo le attività necessarie a valutare le condizioni tecniche e finanziarie per il possibile reinserimento dell’opera nella programmazione.
«Il prossimo obiettivo deve essere quello di individuare le risorse necessarie. La stazione AV rappresenterebbe un’infrastruttura strategica non soltanto per il Garda, uno dei territori a maggiore vocazione turistica d’Europa, ma per l’intera provincia di Brescia. Continuerò a seguire personalmente l’iter in Regione affinché questa opportunità possa trasformarsi in un’opera concreta per il nostro territorio».
Consigliere regionale Pollini
La consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Paola Pollini ha ribadito, ancora una volta, la sua contrarietà a quest’opera sul lago di Garda.
«Torna ciclicamente il tema della realizzazione di una stazione dell’Alta Velocità nell’area tra Rivoltella e la Torre di San Martino. Una proposta che, come Movimento 5 Stelle, continuiamo a ritenere inutile e fortemente impattante per il territorio del Basso Garda – ha spiegato Pollini – Non è un “no” ideologico. È una posizione fondata su una domanda semplice: quale reale beneficio produrrebbe una stazione collocata in un’area periferica e priva, oggi, di collegamenti adeguati con le principali destinazioni?
È quanto emerge dalla risposta a una mia recente interrogazione: RFI ha indicato che il PFTE prevede le opere necessarie per l’accessibilità e l’interconnessione: nuova viabilità dal casello autostradale di Sirmione, parcheggi, aree di interscambio, connessioni pedonali e un collegamento protetto con la linea ferroviaria storica. Ma proprio questo elenco dimostra il problema: per rendere funzionale la stazione sarebbe necessario costruire un articolato sistema di infrastrutture aggiuntive. E il costo è ormai arrivato a circa 200 milioni di euro, rispetto ai 35 milioni indicati nel 2018.
C’è inoltre un elemento che non può essere ignorato: i treni ad Alta Velocità potranno continuare a essere presenti anche sul tracciato storico, mantenendo le fermate a Desenzano e Peschiera. Questo significa che il territorio del Basso Garda continuerà a poter contare su collegamenti dei Freccia Rossa, Italo o altro, direttamente nelle stazioni già esistenti. Il rischio è duplice: da una parte realizzare un’opera estremamente costosa e con una domanda potenziale inferiore alle aspettative; dall’altra consumare e compromettere altro territorio agricolo del Basso Garda per costruire una stazione che rischia di non rappresentare una reale alternativa all’auto privata – conclude Pollini – Per questo, a metà luglio, ho presentato una nuova interrogazione a Regione Lombardia per chiedere quali valutazioni abbia fatto la Regione sull’impatto territoriale, ambientale e trasportistico dell’opera e quali siano le reali motivazioni per continuare a sostenerla».
Comunità del Garda
Sul tema è intervenuta anche la presidente della Comunità del Garda, senatrice Mariastella Gelmini dopo la risposta del vicepremier Matteo Salvini alle interrogazioni dei senatori Adriano Paroli e Paola Mancini.
«La stazione dell’Alta Velocità a San Martino della Battaglia rappresenta un’opportunità strategica per tutto il Garda e oggi possiamo guardare a questo progetto con maggiore fiducia anche grazie alla grande attenzione che il ministro Matteo Salvini sta dimostrando nei confronti del nostro territorio. Il Garda è una delle aree turistiche ed economiche più importanti d’Italia e ha bisogno di infrastrutture moderne e collegamenti adeguati alla sua rilevanza nazionale e internazionale. In questa direzione, l’impegno del ministro Salvini e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è un segnale importante: significa riconoscere le esigenze di un territorio che ogni anno accoglie milioni di persone e che necessita di risposte all’altezza delle sue potenzialità. La scelta di San Martino è un passaggio significativo – ha evidenziato – Ora occorre lavorare insieme, istituzioni locali, Regione e Governo, per accompagnare il progetto verso la sua concreta realizzazione. Come Comunità del Garda siamo pronti a fare la nostra parte, con spirito di collaborazione e con un obiettivo preciso: rendere il Garda sempre più accessibile, connesso e competitivo, migliorando al tempo stesso la qualità della vita di chi qui vive e lavora».